{"id":424,"date":"2012-04-03T12:30:26","date_gmt":"2012-04-03T12:30:26","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/moniazanon\/?p=424"},"modified":"2013-06-25T20:55:26","modified_gmt":"2013-06-25T20:55:26","slug":"82-chi-cerca-trova-e-a-volte-anche-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/moniazanon\/2012\/82-chi-cerca-trova-e-a-volte-anche-no\/","title":{"rendered":"82. CHI CERCA TROVA. E A VOLTE ANCHE NO!"},"content":{"rendered":"<p><i>Chi cerca trova. E a volte anche no!<br \/>\nIl grande inganno dei falsi desideri<\/i><\/p>\n<p>Questo fine settimana, a Padova, ho partecipato a un seminario sui differenti livelli di meditazione, tenuto da un essere davvero illuminato:\u00a0<b>Gheshe<\/b>(*)<b>\u00a0Tenzin Tenphel<\/b>, lama residente all\u2019istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (in Toscana).<\/p>\n<p>Negli insegnamenti di questo lama, oltre alla sapienza, si pu\u00f2 scorgere abbondantemente la saggezza di chi pratica e non si limita a parlare. Chi pratica le vie della gioia \u00e8 di facile individuazione: si tratta di persone che non solo vivono lo stato dell\u2019essere della felicit\u00e0, ma sono anche in grado di spiegarlo al prossimo.<\/p>\n<p>In questo scritto spero di rivelarti, viandante, concetti importanti per il raggiungimento della reale felicit\u00e0. Ho cercato di riassumere, certo con il mio filtro, tutto ci\u00f2 di cui mi sono accorta in questo week-end, mosso dall\u2019incontro con il lama.<\/p>\n<p>Accade all\u2019uomo moderno di adottare delle pratiche orientali solo per moda, o per illusione di ottenere felicit\u00e0. Cos\u00ec ci si ritrova felici solamente quando si medita, ma non nel quotidiano, o centrati solamente quando si \u00e8 a un seminario spirituale. Si fatica infatti a portare nella vita di tutti i giorni tale stato di benessere.<\/p>\n<p>La pratica interiore \u00e8 abbastanza facile da fraintendere; si fraintendono gli intenti e i propositi. Si dovrebbe essere centrati sulla ricerca del benessere andando a sradicare le cause del mal-essere e del dis-agio (\u00e8 interessante che in inglese &#8220;malattia&#8221; si dica proprio &#8220;disease&#8221;)&#8230; ma di fatto questo non accade, e ci\u00f2 \u00e8 dovuto a\u00a0<b>stati mentali di afflizione prodotti dall\u2019ignoranza<\/b>, come la percezione distorta della realt\u00e0. Sar\u00e0 per questo necessario aumentare lo &#8220;stato del realismo&#8221;, come contrapposizione all\u2019ignoranza stessa: questa \u00e8, secondo il lama, la via del sentiero interiore. Si ritiene per tanto di importanza fondamentale\u00a0<b>conoscere la realt\u00e0<\/b>\u00a0per il raggiungimento della felicit\u00e0,sia quella momentanea, sia quella eterna.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 risulta disturbato dalle nostre aspettative. Elementi personali di insoddisfazione, infatti, ci fuorviano, facendoci rimanere in stati di felicit\u00e0 momentanea. Ne derivano\u00a0<b>desideri che ci soddisfano finch\u00e9 sono nuovi<\/b>, ma che poi andranno a cadere nello spazio dell\u2019abitudine&#8230; si finir\u00e0, cos\u00ec, per ritornare allo stesso stato di felicit\u00e0 che avevamo prima dell\u2019evento con la sola eccezione che saremo, a questo punto, molto pi\u00f9 frustrati.<\/p>\n<p><b>Siamo vittima degli appagamenti momentanei<\/b>. Dobbiamo diventare realisti! Le illusioni ci fanno rimanere in uno stadio di felicit\u00e0 precario, mantenendoci in questo modo in una continua ricerca, solo che cerchiamo in un luogo sbagliato, che non procurer\u00e0 mai il vero appagamento. Finiamo a questo punto per\u00a0<b>riversare le nostre aspettative sul prossimo<\/b>, come spesso accade in una nuova relazione sentimentale, strumentalizzando l&#8217;altro per ottenere felicit\u00e0 provvisoria.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario abbandonare qualsiasi speranza di trovare appagamento dalla\u00a0<b>felicit\u00e0 procurata dai beni<\/b>. \u00c8 ovvia la natura di non appagamento che il mondo estemporaneo pu\u00f2 offrire come piacere precario impermalente; tale dimensione pu\u00f2 offrire solo questo.<br \/>\nChi medita per ottenere l\u2019appagamento spirituale, rimane nella stessa via della momentanea soddisfazione materiale di chi non pratica.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque necessario vedere le cose per quelle che sono e non avvalersi della felicit\u00e0 del mondo materiale; in questo modo ci si sgrava dall\u2019ansia procurata da una falsa aspettativa. Questa \u00e8\u00a0<i>la via del vero sentiero spirituale<\/i>, che ci rende liberi davvero poich\u00e9 ci sgrava dallo stato cronico di non appagamento.<\/p>\n<p>Attaccarsi alle persone, alle cose, al cibo, in una condizione nella quale le persone sono passeggere, le cose sono passeggere, il cibo \u00e8 passeggero, non far\u00e0 altro che alimentare lo stato di dis-agio, poich\u00e9 le false aspettative avranno di nuovo sortito il loro effetto: non ci si potr\u00e0 aspettare da queste la felicit\u00e0! Il problema \u00e8 che<b>\u00a0si pretende l\u2019eternit\u00e0 laddove non ci pu\u00f2 essere<\/b>, come avere o non avere una persona accanto. Il punto \u00e8 che noi ci affidiamo alle\u00a0<b>valutazioni della mente<\/b>, ma lei non \u00e8 realista. \u00c8 la mente che continua maniacalmente a creare false aspettative, la mente appoggia infatti aspettative mal riposte.<\/p>\n<p>Siamo fuorviati dalle cose, ma \u00e8 una illusione. Il problema non \u00e8 nelle cose che divengono, ma\u00a0<b>all\u2019interno di noi<\/b>.<br \/>\nLa ricerca ha fine quando l\u2019orientamento \u00e8 rivolto verso l\u2019interno di noi, non verso l\u2019esterno, di modo da correggere ci\u00f2 che di erroneo c\u2019\u00e8 nella mente. Il segreto sta nel vedere la realt\u00e0 per quello che \u00e8, sollevare il velo della visione della mente che non vede e, quindi, non conosce la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 moderna esiste un affannamento per aggrapparsi alla vita del corpo, eppure esso \u00e8 la cosa pi\u00f9 impermalente che possa esistere! Fa parte della natura stessa del corpo dell\u2019uomo, che \u00e8 nato al mondo delle cose che passano&#8230; e naturalmente un giorno a esso far\u00e0 ritorno.<\/p>\n<p>\u00c8 sicuramente diverso<b>\u00a0investire sull\u2019anima<\/b>, che di fatto \u00e8 immortale e non appartiene al regno delle forme n\u00e9 a quello della mente che, come si sa, &#8220;mente&#8221;.<br \/>\nCombattere con tutti i propri mezzi per avere un corpo sempre giovane, nonostante esso sia portato a &#8220;collassare&#8221;, sar\u00e0 la causa di ulteriore sofferenza, poich\u00e9 si desidera qualcosa che la realt\u00e0 non pu\u00f2 dare. Capire come la mentalit\u00e0 della persona dovr\u00e0 essere radicalmente cambiata, comporter\u00e0 la salute e la felicit\u00e0 delle stessa. La chiave rimane il<b>\u00a0cambiamento interiore<\/b>, non esteriore; \u00e8 svelare l\u2019inganno che, per quanto ci si sforzi per cambiare le cose, non si avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di ottenere la vita eterna del corpo, qui, in questo mondo dove regna l\u2019impermanenza.<\/p>\n<p><i>Non vi \u00e8 niente da cambiare nella natura delle cose, ma nei propri elementi di coscienza.<br \/>\n<\/i>\u00c8 il modo che va cambiato, nessuno pretende certo che si viva una esistenza da asceta; una persona equilibrata comprende i<b>\u00a0compromessi della vita<\/b>, capisce cosa pu\u00f2 ricavare da essa, ma non deborda, rimanendo con un relativo interesse verso le cose e le trappole del piacere.<\/p>\n<p>Va ricercata l\u2019unica cosa che crea il problema: le false aspettative riprodotte dalla mente e dai suoi\u00a0<b>falsi obbiettivi verso la precaria felicit\u00e0<\/b>\u00a0. \u00c8 nella diffusa maniera di vivere in uno stato di cronica insoddisfazione, esponendo in questo modo la persona in un deficit che si avvicina al disagio, che si dimezza in questo modo la possibilit\u00e0 di trovare ci\u00f2 che si cerca. Si partecipa in questo modo a una buffa messa in scena, versione arte drammatica, in cui il ruolo ben riposto del &#8220;cronico lamento quotidiano di non appagamento&#8221; \u00e8 presto messo in atto.<\/p>\n<p>Risulta urgente acquisire conoscenza della\u00a0<b>priorit\u00e0 delle cose<\/b>: ci\u00f2 porter\u00e0 a un ulteriore cambio di priorit\u00e0, questa volta reali, quindi atte alla vera felicit\u00e0.\u00a0<i>Accorgersi del reale bisogno<\/i>, affinch\u00e9 la propria ricerca non rimanga nello stato dell\u2019apparenza, \u00e8 provvidenziale.<\/p>\n<p>Ci sono\u00a0<b>vari tipi di felicit\u00e0 e di disagio<\/b>, che dovrebbero essere riconosciuti cercando di ottenere sempre maggiore consapevolezza sul fatto che siamo noi stessi i responsabili dei nostri disagi. La nostra mente non \u00e8 per ora equipaggiata per portarci a raggiungere la felicit\u00e0, poich\u00e9 \u00e8 ostruita da difetti che incrementano gli stati di sofferenza. Il problema \u00e8 che\u00a0<b>non siamo nell\u2019onniscienza<\/b>, intesa come uno stato di perfezione, non siamo quindi in grado di cogliere e di percepire tutto ci\u00f2 che esiste, nel momento in cui esiste.<\/p>\n<p>Cosa fa s\u00ec che la nostra mente non sia onnisciente?<br \/>\nLa presenza di\u00a0<b>impronte lasciate dall\u2019ignoranza<\/b>. Esse vanno eliminate, in quanto ostruzioni all\u2019onniscienza.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il metodo?<br \/>\nPer eliminare le impronte dell\u2019ignoranza servir\u00e0\u00a0<b>un antidoto all\u2019ignoranza<\/b>, in una progressione graduale, eliminando quella pi\u00f9 superficiale fino a quella pi\u00f9 densa. Nel primo punto troviamo l\u2019eliminazione dell\u2019ignoranza definita &#8220;creatrice della supposizione errata&#8221;, dopodich\u00e9 si proceder\u00e0 all\u2019eliminazione delle impronte.<br \/>\nSi otterr\u00e0 in questo modo una bonifica della mente.<\/p>\n<p>L\u2019elemento ignoranza lo possiamo trovare di due diversi tipi: l\u2019ignoranza che fa intendere la realt\u00e0 delle cose errata, chiamata<b>\u00a0ignoranza intellettualmente acquisita<\/b>\u00a0(io li chiamo i &#8220;lo so gi\u00e0!&#8221;), e\u00a0<b>l\u2019ignoranza innata<\/b>, cio\u00e8 connaturata nell\u2019uomo.<\/p>\n<p>La situazione potrebbe a questo punto divenire scoraggiante&#8230; allora la domanda \u00e8: posso io riuscire a emanciparmi dal dis-agio dovuto dall\u2019ignoranza?<br \/>\nLa risposta sta nel \u201cperch\u00e9 s\u00ec\u201d e non nel \u201ccome\u201d.<br \/>\nL\u2019aspetto con il quale intercorre l\u2019ignoranza \u00e8 un oggetto fittizio, quindi\u00a0<b>presto o tardi si potr\u00e0 vedere i frutti di questo errore<\/b>\u00a0effettivo nello svolgersi dei fatti. Una radicata abitudine nel percepire un oggetto che non c\u2019\u00e8, allungher\u00e0 solo i tempi. Si potr\u00e0 allora vedere che l\u2019ignoranza ha sostenuto, attraverso la mente, una forza cognitiva tossica che faceva percepire qualcosa che di fatto non c\u2019era. Sar\u00e0 a questo punto necessario esporre la mente alla realt\u00e0 delle cose.\u00a0<i>\u00c8 necessario sconfessare l\u2019ignoranza attraverso l\u2019accorgersi<\/i>.<\/p>\n<p>L\u2019ignoranza \u00e8 diffusa principalmente per\u00a0<b>abitudine<\/b>, poich\u00e9 siamo nell\u2019atteggiamento dell\u2019approssimazione come approccio ai fatti del quotidiano. Approssimazione nella visione di un film, che fa apparire le cose senza la nostra cosciente e consapevole attenzione e, quindi, come approfondita conferma del fatto, come reale realt\u00e0. Stimolando giorno dopo giorno un maggior\u00a0<b>spirito critico<\/b>, si potr\u00e0 intravvedere l\u2019elemento di falsit\u00e0 cos\u00ec come lo si vede attraverso l\u2019ignoranza, che viene occultata dal suo percepire i fatti in modo presunto. Nel momento in cui si riesce a fare questo, si aprir\u00e0 una breccia in questa coltre, l\u2019apparire della realt\u00e0 ultima oscurer\u00e0 invece l\u2019ignoranza e\u00a0<b>apparir\u00e0 la realt\u00e0, cos\u00ec com\u2019\u00e8 sempre stata<\/b>. Si elimina proprio in questo modo ogni frammento di ignoranza.<\/p>\n<p>Attraverso questa saggezza, si arriver\u00e0 alle rovine del palazzo dell\u2019ignoranza. A questo punto le sue orme saranno rimosse, osservandole attraverso la\u00a0<b>compassione<\/b>\u00a0e la determinazione a raggiungere una visone ultima.<\/p>\n<p>Sapere che esiste una verit\u00e0 cognitiva e una falsit\u00e0 percettiva non sar\u00e0 sufficiente senza la pratica. Sarebbe come conoscere senza sperimentare, saremmo sapienti ma non saggi. La sua applicazione \u00e8<b>\u00a0accorgersi costantemente della realt\u00e0 celata sotto ogni cosa<\/b>. Questa \u00e8 la via dell\u2019onniscienza.<\/p>\n<p>Monia Zanon<\/p>\n<p>(*) Gheshe Larampha: massimo titolo accademico nel corso di studi del buddhismo tibetano (necessari circa 25 anni di studio).<\/p>\n<p>Immagine tratta dalle riprese fotografiche di Matteo Passigato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.filmproduction.it\/page_1\/index.php\" target=\"_blank\">www.filmproduction.it<\/a>..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi cerca trova. E a volte anche no! Il grande inganno dei falsi desideri Questo fine settimana, a Padova, ho partecipato a un seminario sui differenti livelli di meditazione, tenuto da un essere davvero illuminato:\u00a0Gheshe(*)\u00a0Tenzin Tenphel, lama residente all\u2019istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (in Toscana). 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