{"id":103,"date":"2009-05-07T15:09:03","date_gmt":"2009-05-07T15:09:03","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/redazione\/?p=103"},"modified":"2013-07-14T18:54:38","modified_gmt":"2013-07-14T18:54:38","slug":"22-autoanalisi-e-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/redazione\/2009\/22-autoanalisi-e-confronto\/","title":{"rendered":"22. AUTOANALISI E CONFRONTO"},"content":{"rendered":"<p>Perdere di vista i propri obiettivi fondamentali. Dare per scontati i propri affetti e i propri legami. Dimenticare gli errori commessi in passato e le lezioni apprese. Quante volte capita nella vita di arrivare a un punto critico in cui, improvvisamente dopo lunghi periodi di \u201cottenebramento\u201d, si riesce a sollevare lo sguardo su una visione d\u2019insieme della propria vita e rimettere in prospettiva passato presente e futuro. Una pausa fuori dal tempo in cui guardiamo finalmente la nostra vita dall\u2019esterno, quasi come un pirandelliano \u201cFu Mattia Pascal\u201d, e affrontiamo le nostre emozioni, anche le pi\u00f9 scomode, ritrovando l\u2019accesso a\u00a0una dimensione pi\u00f9 profonda della nostra coscienza\u00a0troppo spesso obliata in favore di un procedere meccanico e automatico che ci ha allontanato da noi stessi.<\/p>\n<p>Ci si chiede \u201cA cosa stavo pensando per tutto questo tempo? Qual\u2019era il mio scopo originario? Sto seguendo la direzione giusta?\u201d<\/p>\n<p>A provocare questo rovesciamento di prospettiva, spesso \u00e8 un evento subliminale apparentemente insignificante: una frase detta di sfuggita, una canzone, una fotografia, un piccolo incidente, un volto per strada che ci pare familiare. Una mera\u00a0<i>percezione<\/i>\u00a0\u2013 un biscotto in una tazza di t\u00e8, il raggio di un faro, il fischio lontano di un treno \u2013 che scatena un vortice di sensazioni e ricordi e ci porta lontani nel tempo e nello spazio,\u00a0<b>fuori dal tempo e fuori dallo spazio<\/b>.<\/p>\n<p>\u00c8 in questa dimensione privilegiata che ci trasformiamo in un occhio rivolto sul nostro mondo interiore, uno scandaglio nelle profondit\u00e0 del nostro animo. Al di l\u00e0 delle relazioni e dei condizionamenti, al di l\u00e0 delle emozioni che ci distraggono e ci bloccano, una lucida consapevolezza illumina per un istante il nostro destino. Si fuoriesce dalla vita, per restare sospesi a vedersi vivere, come\u00a0<b>riflessi in uno specchio<\/b>. \u00c8 qui che comincia l\u2019analisi del proprio mondo interiore. \u00c8 questa dimensione che la letteratura, la filosofia e la psicologia occidentali hanno privilegiato come oggetto di indagine nel Novecento, una dimensione in cui il tempo perde quei connotati di oggettivit\u00e0, misurabilit\u00e0 e ritmicit\u00e0 in base ai quali ci muoviamo quotidianamente, e diventa \u2013 come diceva Henri Bergson \u2013 pura \u201cdurata\u201d, uno scorrere fluido in cui convergono passato e futuro, un mero \u201c<i>flusso di coscienza<\/i>\u201d in cui prima e dopo, causa e effetto non hanno pi\u00f9 senso se considerati nella loro abituale, logica linearit\u00e0. L\u2019occhio del pensiero riesce finalmente a considerare l\u2019insieme delle relazioni, dei significati e dei desideri che compongono il tessuto delle nostre esperienze, aprendosi su nuovi orizzonti,\u00a0<b>nuove possibilit\u00e0 di esistenza<\/b>\u00a0che prima non riuscivamo a cogliere. \u00c8 il primo passo di un viaggio interiore, una spirale che porta passo per passo a una rinnovata, pi\u00f9 approfondita conoscenza di noi stessi \u2013 non come eravamo abituati a percepirci e raffigurarci fino a quel momento, ma di come siamo qui e adesso, cambiati, cresciuti e arricchiti spiritualmente oppure regrediti e svuotati di senso.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del secolo, opere di autori imprescindibili come Marcel Proust, James Joyce, Virginia Woolf, Italo Svevo hanno saputo magistralmente fissare sulla pagina il nascere e il divenire di questo percorso introspettivo, coglierne la potenzialit\u00e0 rigenerante cos\u00ec come i rischi e le degenerazioni autodistruttive. Finalizzata alla ridefinizione dei propri obiettivi e del proprio atteggiamento globale nell\u2019affrontare la vita, con le sorprese e le difficolt\u00e0 che di continuo ci presenta, l\u2019autoanalisi risulta\u00a0<b>un momento essenziale di crescita e maturazione<\/b>, un mezzo per ricondurci all\u2019azione con rinnovata lucidit\u00e0 ed energia.<\/p>\n<p>Quando invece tende a protrarsi ad oltranza trasformandosi in una mera decostruzione logica delle nostre motivazioni, da mezzo si tramuta in un fine, e rischiamo di perderci in una condizione mentale ed emotiva di isolamento solipsistico, una prigione sterile in cui anzich\u00e9 recuperare una visione d\u2019insieme del nostro mondo e ritrovare uno stimolo creativo, deformiamo l\u2019immagine che abbiamo di noi stessi e\u00a0<b>ci costruiamo ostacoli<\/b>\u00a0che ci bloccano e limitano. \u00c8 qui che interviene il ruolo degli \u201c<i>altri<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Se siamo stati in grado di creare, nel tempo, relazioni autentiche, di metterci in discussione e confrontarci, spogliarci delle nostre difese e aprire la nostra anima a chi abbiamo incontrato e ci \u00e8 stato vicino, ecco che \u201cl\u2019altro da me\u201d risulter\u00e0 fondamentale nel mostrarci chi siamo nel momento in cui non saremo pi\u00f9 in grado di \u201crispecchiarci\u201d da soli, e la nostra posizione nella mappa del nostro destino ci risulter\u00e0 nuovamente offuscata. Potranno essere persone \u2013 come amici o amori \u2013 oppure semplici esperienze \u2013 come un viaggio, un nuovo contesto di lavoro o l\u2019approfondimento di un nostro interesse a lungo trascurato \u2013 a portarci stavolta in questa dimensione del \u201cfuori di me\u201d, questo\u00a0<b>rovesciamento di prospettiva<\/b>\u00a0essenziale per ricondurci a quella capacit\u00e0 di \u201cvisione d\u2019insieme\u201d necessaria per tornare a riconoscere il nucleo pi\u00f9 autentico di noi stessi e riorientare di conseguenza il nostro cammino.<\/p>\n<p>Livio<\/p>\n<p><b>OLGA KARASSO &#8211; LIBRI ED AUTOANALISI<\/b><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"I libri servono per fare autoanalisi?\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GCOd3exDzM4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.714285714; font-size: 1rem;\">STEFANO FUSI &#8211; L&#8217;AUTOANALISI COME ASCOLTO<\/b><\/p>\n<p>http:\/\/youtu.be\/G44YqT2wL8A..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perdere di vista i propri obiettivi fondamentali. 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