{"id":138,"date":"2009-06-03T10:40:07","date_gmt":"2009-06-03T10:40:07","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/redazione\/?p=138"},"modified":"2013-07-14T18:54:25","modified_gmt":"2013-07-14T18:54:25","slug":"24-garbage-patch-lisola-che-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/redazione\/2009\/24-garbage-patch-lisola-che-non-ce\/","title":{"rendered":"24. GARBAGE PATCH &#8211; L&#8217;ISOLA CHE NON C&#8217;E&#8217;&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Sono numerosi gli autori che nei loro libri, come nelle nostre interviste, tengono molto a ribadire il fondamentale concetto<\/p>\n<p>\u2013 comune alle pi\u00f9 svariate discipline \u2013 dell\u2019<strong>unit\u00e0 del tutto<\/strong>: come siamo tutti correlati e interdipendenti, e come ogni nostra azione provochi una reazione che necessariamente, nel tempo, avr\u00e0 una qualche ripercussione sulla nostra vita e modificher\u00e0 di riflesso, a livelli pi\u00f9 o meno percettibili e consapevoli, il contesto di relazioni e le dinamiche in cui ci ritroviamo inseriti.<\/p>\n<p>A rischio di scadere nel banale applicando questo principio all\u2019ambito dell\u2019ecologia, vogliamo illustrarvi, nel post di oggi, una questione spinosa che forse non \u00e8 ancora presente a tutti, rimanendo sempre fedeli al nostro ambizioso obiettivo di fornirvi costanti spunti di riflessione, aprire gli occhi e risvegliare le coscienze: si tratta dell\u2019ennesimo, lampante esempio di come una politica di\u00a0<b>industrializzazione a oltranza<\/b>\u00a0e di sfruttamento ambientale perseguita sistematicamente per almeno sessant\u2019anni a livello planetario \u2013 Stati Uniti in testa, e oggi anche con l\u2019inquietante caso della Cina \u2013 ci stia portando sempre pi\u00f9 rapidamente verso conseguenze irreparabili.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/redazione\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2013\/04\/24_garb2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-150\" alt=\"24_garb2\" src=\"https:\/\/anima.tv\/redazione\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2013\/04\/24_garb2.jpg\" width=\"231\" height=\"150\" \/><\/a>Lo sapete cos\u2019\u00e8 la\u00a0<i>garbage patch<\/i>? E\u2019 un\u2019isola grande due volte il Texas, cinque volte l\u2019Italia, situata nel bel mezzo dell\u2019oceano Pacifico, fra Guadalupe e il Giappone, a due passi dalle isole Hawaii. Ma \u00e8 un\u2019isola molto particolare: ha infatti la capacit\u00e0 di spostarsi continuamente, in balia di uno strano gioco di correnti circolari. Perfino le sue dimensioni<\/p>\n<p>\u2013 attualmente un diametro di circa 2500 chilometri e una singolare profondit\u00e0 di 30 metri \u2013 tendono a espandersi. E\u2019 molto probabile che<b>tutti i governi del mondo<\/b>\u00a0ne conoscano l\u2019esistenza, ma\u00a0<b>fingano di non sapere<\/b>\u00a0e non vedere, anche se su internet l\u2019argomento \u00e8 oggetto di vivo interesse su svariati fronti. No, non stiamo esattamente parlando dell\u2019isola magica della serie\u00a0<i>Lost<\/i>, bens\u00ec di un immenso agglomerato galleggiante di tonnellate e tonnellate (pi\u00f9 di 4 milioni, si stima) di rifiuti di plastica e altre sostanze non biodegradabili,\u00a0<b>un concentrato tossico<\/b>\u00a0dalla consistenza melmosa, quasi come una zuppa, destinato a vagare in superficie per anni e anni senza mai sparire. Tutto quel che pu\u00f2 succedere \u00e8 che l\u2019azione del mare e gli agenti atmosferici frantumino nel tempo questa mostruosa, gigantesca macchia di bottiglie e buste di plastica, contenitori di shampoo, palloni da pallavolo, impermeabili plastificati, tubi catodici di vecchi televisori, reti da pesca e quant\u2019altro in pezzi e particelle sempre pi\u00f9 piccole, le quali andranno poi in pasto a creature marine e volatili destinati ovviamente a morire avvelenati poco dopo, lasciando la propria carcassa a marcire al sole su un letto informe di poliestere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/redazione\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2013\/04\/24_garb3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-148\" alt=\"24_garb3\" src=\"https:\/\/anima.tv\/redazione\/wp-content\/uploads\/sites\/16\/2013\/04\/24_garb3.jpg\" width=\"230\" height=\"192\" \/><\/a>E\u2019 stato il ricercatore Charles Moore, con il suo battello per ricerche marine\u00a0<i>Alguita<\/i>, il primo temerario ad avventurarsi attraverso il North Pacific Subtropical High,\u00a0<b>un enorme vortice di correnti<\/b>\u00a0lente e venti leggeri che in passato raccoglieva sostanze organiche come tronchi, erbe e alghe e dal 1950 ha invece iniziato a concentrare in un solo punto l\u2019inquietante \u201cresiduo\u201d della nostra sfrenata, rampante ed egoistica corsa al successo e a un benessere prettamente consumistico.<\/p>\n<p>Il punto qual \u00e8? E\u2019 renderci conto una volta di pi\u00f9 che\u00a0<b>eco-compatibilit\u00e0 ed eco-sostenibilit\u00e0<\/b>\u00a0non sono pi\u00f9 concetti astratti di cui possiamo fare a meno delegando la nostra responsabilit\u00e0 a utopiche azioni governative, ma principi che devono costituire parte integrante non solo della nostra coscienza critica in quanto cittadini, ma soprattutto della nostra vita quotidiana: un modus operandi fatto di piccoli accorgimenti e maggior consapevolezza nella scelta dei consumi, nel riciclaggio dell\u2019immondizia, nel ricorso a forme di energia pulita, nell\u2019abitudine a privilegiare carburanti \u201cverdi\u201d, nell\u2019attenzione alla nostra alimentazione e, fondamentalmente, nell\u2019adozione di uno stile di vita rispettoso degli equilibri ambientali. Forse non baster\u00e0, \u00e8 vero, e i risultati non saranno immediati, ma \u00e8 importante capire che siamo noi a dover cominciare a muoverci nel nostro piccolo per ottenere un futuro migliore. Sar\u00e0\u00a0<b>una rivoluzione silenziosa<\/b>, dunque, fatta di passi quasi impercettibili, ma irreversibili, verso una maggior consapevolezza del nostro ruolo, della nostra responsabilit\u00e0, della nostra singolare posizione e importanza nel mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono numerosi gli autori che nei loro libri, come nelle nostre interviste, tengono molto a ribadire il fondamentale concetto \u2013 comune alle pi\u00f9 svariate discipline \u2013 dell\u2019unit\u00e0 del tutto: come siamo tutti correlati e interdipendenti, e come ogni nostra azione provochi una reazione che necessariamente, nel tempo, avr\u00e0 una qualche ripercussione sulla nostra vita e 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