{"id":12,"date":"2011-06-09T08:31:30","date_gmt":"2011-06-09T08:31:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anima.tv\/robertonuma\/index.php?entry=entry110609-103130"},"modified":"2013-07-02T14:48:25","modified_gmt":"2013-07-02T14:48:25","slug":"33-javeh-la-sua-creazione-e-la-missione-damore-di-gesu-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/robertonuma\/2011\/33-javeh-la-sua-creazione-e-la-missione-damore-di-gesu-parte-2\/","title":{"rendered":"33. JAVEH, LA SUA CREAZIONE E LA MISSIONE D\u2019AMORE DI GESU\u2019 &#8211; PARTE 2"},"content":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 allora ci spieg\u00f2 che con il passar del tempo, la seconda parte di nostro Padre si era chiusa sempre pi\u00f9 in se stessa, oltre a occuparsi solamente di ci\u00f2 che succedeva nell\u2019Universo di cui ora anch\u2019egli faceva parte.<\/p>\n<p>Cercate di immaginarvi come tutto avvenne: c\u2019era un essere completo, capace della comprensione delle leggi cosmiche e cosciente della sua natura quasi unificata con il Vero creatore di tutto ci\u00f2 che esiste nel cosmo. Egli, volendo renderGli omaggio, cominci\u00f2 a creare cose di cui per\u00f2 non era ancora preparato. Nel creare fu attirato e risucchiato all\u2019interno del suo stesso processo di creazione. In questa lotta si divise: <b>una parte rimase prigioniera all\u2019interno della creazione<\/b>, un\u2019altra al di fuori.<br \/>\nLa parte che rimase fuori aveva coscienza di tutto quello che stava succedendo, ma non poteva n\u00e9 comunicare n\u00e9 interferire con la parte rimasta prigioniera nell\u2019altro contesto evolutivo.<\/p>\n<p>Che fare? Come unire di nuovo le due parti separate? Come era possibile riuscirci,ora che tutto il creato non aveva ricordo n\u00e9 della propria origine n\u00e9 dei propri compiti?<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ci ha fatto comprendere quanto gli fosse difficile comunicare con la seconda parte di Javeh, che proprio non poteva capirlo e non faceva il minimo sforzo per intendere di fatto<br \/>\ncosa fosse successo. La sua unica preoccupazione infatti era quella di mantenere il suo posto di dio creatore dell\u2019Universo nel quale era inserito. Era tutto ci\u00f2 che gli importava. Non c\u2019era spazio per nient\u2019altro.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" id=\"img_float_left\" style=\"border: 0px none;\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.anima.tv\/robertonuma\/images\/33.jpg\" width=\"218\" height=\"250\" border=\"0\" \/>Per questo <b>Ges\u00f9 decise d\u2019incarnarsi nel nostro mondo fisico<\/b> e, dall\u2019interno dell\u2019opera di Javeh, potergli parlare e fargli percepire la realt\u00e0 dell\u2019esistenza di altre forme di vita in altri Universi, oltre a quella di un Padre Amatissimo, vero autore di tutto il cosmo.<br \/>\nGes\u00f9 sapeva che per attirare Javeh, per farsi ascoltare, sarebbe dovuto nascere qui: in altro modo non vi sarebbe riuscito. Cos\u00ec come era cosciente di quanta resistenza avrebbe trovato di fronte alle sue dichiarazioni.<\/p>\n<p>La missione di Ges\u00f9 era molto complessa, ma fu anche ricca di risultati: riusc\u00ec infatti a contribuire alla comprensione di Javeh, a quella dei ribelli ora incarnati, di quelli astralizzati e anche di quegli esseri che esistono in altre realt\u00e0 evolutive del regno del Padre.<br \/>\nCercate ancora di immaginarvi l\u2019audacia di questo essere nell\u2019incarnarsi sulla Terra. Ges\u00f9 riusc\u00ec a influenzare \u2013 in maniere differenti \u2013 la comprensione di tutti allo stesso tempo, attraverso il suo esempio e le sue parole, insegnando la misericordia e l\u2019amore del Padre. Riusc\u00ec a far capire alla seconda parte di Javeh che esisteva <i>altro<\/i> all\u2019infuori dell\u2019Universo da lui conosciuto.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, <b>la seconda parte di Javeh continuava a essere prigioniera di se stessa<\/b>, desiderando solo di mantenere il controllo e il dominio su tutto ci\u00f2 che aveva creato. La missione di Ges\u00f9, agli occhi di Javeh, non aveva prodotto che pochi risultati. La personalit\u00e0 di Javeh permaneva la stessa: lui comandava e doveva essere obbedito!<\/p>\n<p>Noi, suoi figli, prendemmo quindi una decisione: saremmo rimasti di fianco a Colui che ci aveva mostrato una nuova forma di vivere la nostra esistenza! Avremmo lavorato in suo nome per cercare di trascinare con noi il nostro Padre Creatore, aiutandolo a comprendere il nostro ruolo in questa esistenza nell\u2019Universo da lui creato.<br \/>\nLa nostra premura in verit\u00e0 era quella di approfondire la comprensione di essere parte di un processo che andava molto al di l\u00e0 di ci\u00f2 che conoscevamo, della realt\u00e0 di vita pensante al di l\u00e0 di questo Universo e, principalmente, dell\u2019esistenza di un Essere Creatore che controllava tutto, ma con attitudini completamente differenti da quelle che usava Nostro Padre Javeh!<br \/>\nSapevamo che sarebbe stata una missione difficile, ma in omaggio ai nostri fratelli che erano stati distrutti nel tentativo di comprendere e porre fine a questo Universo e a tutto ci\u00f2 che in esso esisteva, avremmo dovuto far capire al nostro Padre Creatore che lui era solo una divinit\u00e0 che s\u2019era divisa a met\u00e0, e che la parte rimasta qui era quella che non aveva coscienza chi di fatto fosse e rappresentasse.<br \/>\n<b>Decidemmo di rimanere a fianco di Ges\u00f9 <\/b>e non ci voltammo indietro. Dovevamo imparare molto sulle leggi di questo Cosmo, apprendere il modo in cui affrontavano l\u2019esistenza gli esseri che erano unificati al Padre Amatissimo, capire come avremmo potuto aiutare il nostro Padre Creatore.<\/p>\n<p>Javeh non comprese la nostra scelta, ma per la prima volta rispett\u00f2 la nostra decisione, cosa che ci sorprese e rallegr\u00f2. Restammo allora al fianco di Colui che per noi adesso rappresenta la vita eterna, una nuova prospettiva di esistere a un livello vibratorio giammai da noi immaginato, figli imperfetti come siamo di un padre malato.<\/p>\n<p>In seguito parleremo di come \u00e8 avvenuto il nostro apprendistato e di come Javeh si posiziona in questo attuale momento terreno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges&ugrave; allora ci spieg&ograve; che con il passar del tempo, la seconda parte di nostro Padre si era chiusa sempre pi&ugrave; in se stessa, oltre a occuparsi solamente di ci&ograve; che succedeva nell&rsquo;Universo di cui ora anch&rsquo;egli faceva parte. <\/p>\n<p>Cercate di immaginarvi come tutto avvenne: c&rsquo;era un essere completo, capace della comprensione delle leggi cosmiche e cosciente della sua natura quasi unificata con il Vero creatore di tutto ci&ograve; che esiste nel cosmo. 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Avremmo lavorato in suo nome per cercare di trascinare con noi il nostro Padre Creatore, aiutandolo a comprendere il nostro ruolo in questa esistenza nell&rsquo;Universo da lui creato. <br \/>La nostra premura in verit&agrave; era quella di approfondire la comprensione di essere parte di un processo che andava molto al di l&agrave; di ci&ograve; che conoscevamo, della realt&agrave; di vita pensante al di l&agrave; di questo Universo e, principalmente, dell&rsquo;esistenza di un Essere Creatore che controllava tutto, ma con attitudini completamente differenti da quelle che usava Nostro Padre Javeh!<br \/>Sapevamo che sarebbe stata una missione difficile, ma in omaggio ai nostri fratelli che erano stati distrutti nel tentativo di comprendere e porre fine a questo Universo e a tutto ci&ograve; che in esso esisteva, avremmo dovuto far capire al nostro Padre Creatore che lui era solo una divinit&agrave; che s&rsquo;era divisa a met&agrave;, e che la parte rimasta qui era quella che non aveva coscienza chi di fatto fosse e rappresentasse.<br \/><b>Decidemmo di rimanere a fianco di Ges&ugrave; <\/b>e non ci voltammo indietro. Dovevamo imparare molto sulle leggi di questo Cosmo, apprendere il modo in cui affrontavano l&rsquo;esistenza gli esseri che erano unificati al Padre Amatissimo, capire come avremmo potuto aiutare il nostro Padre Creatore.<\/p>\n<p>Javeh non comprese la nostra scelta, ma per la prima volta rispett&ograve; la nostra decisione, cosa che ci sorprese e rallegr&ograve;. 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