{"id":139,"date":"2011-05-19T13:53:59","date_gmt":"2011-05-19T13:53:59","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/robertonuma\/?p=139"},"modified":"2013-07-18T13:14:55","modified_gmt":"2013-07-18T13:14:55","slug":"27-la-creazione-di-javeh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/robertonuma\/2011\/27-la-creazione-di-javeh\/","title":{"rendered":"27. LA CREAZIONE DI JAVEH"},"content":{"rendered":"<p>Quando Javeh pens\u00f2 a questo Universo, s\u2019immagin\u00f2 qualcosa di favoloso da mostrare alla presenza del Padre Amatissimo: desiderava rendergli omaggio con una sua creazione. Voleva mostrargli che era pronto a compiere un ulteriore passo nel percorso evolutivo dei figli pi\u00f9 prossimi all\u2019unicit\u00e0 con il Padre. Non prest\u00f2 minimamente attenzione agli incessanti appelli dei suoi compagni di comunione universale con l\u2019eternit\u00e0, n\u00e9 pens\u00f2 anche solo per un attimo di interrompere questa sua fissazione mentale, che si stava adesso sviluppando nel suo intimo, e seguit\u00f2 nei suoi piani di creare qualcosa che mostrasse la sua capacit\u00e0 di far generare vita in questo cosmo.<\/p>\n<p>I suoi piani si basavano inizialmente sulla creazione di qualcosa di piccolo, <b>un pianeta, ricco di vita abbondante e completa<\/b>, che avrebbe successivamente poi popolato fino a farla evolvere come ogni altra opera della creazione del Padre Onnipotente. Lasci\u00f2 spazio a ci\u00f2 che sorgeva dal suo intimo e cominci\u00f2 a creare questo Universo con piccole particelle provenienti dal suo stesso essere e che lanciava nell\u2019immensit\u00e0 del cosmo. Queste particelle si unirono e si moltiplicarono fino a diventare un enorme conglomerato pronto per generare vita propria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/robertonuma\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2013\/07\/27.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-227\" alt=\"27\" src=\"https:\/\/anima.tv\/robertonuma\/wp-content\/uploads\/sites\/8\/2013\/07\/27.jpg\" width=\"296\" height=\"246\" \/><\/a><\/p>\n<p>Javeh si rese conto solo troppo tardi che per\u00f2 aveva <b>perso il controllo <\/b>di ci\u00f2 che stava succedendo. Tent\u00f2 d\u2019interrompere questa capacit\u00e0 moltiplicatrice delle sue particelle creatrici, ma non vi riusc\u00ec. S\u2019era dimenticato che ogni cellula asportata da se stesso aveva <b>vita propria <\/b>e che mai avrebbe smesso di creare, poich\u00e9 possedeva comunque in s\u00e9 il principio creativo del suo padre biologico.<\/p>\n<p>A quel punto ogni cosa inizi\u00f2 ad assumere una dimensione maggiore di quella a cui egli s\u2019era preparato. Vide la sua opera intensificarsi e trasformarsi in un centro creativo, proprio davanti ai suoi occhi. Cerc\u00f2 di contenere quell\u2019immensa energia che stava concentrandosi sempre pi\u00f9 in una massa in formazione, ma ben presto intese che non avrebbe potuto contenere l\u2019esplosione nucleare delle nuove cellule vive, cellule che volevano adesso sopravvivere e moltiplicarsi per formare nuove vite in questo nuovo ambiente che stava sorgendo.<\/p>\n<p>In un impulso disperato <b>Javeh entr\u00f2 in questa massa energetica <\/b>nel tentativo di contenere in qualche modo, dal suo interno, questo processo che ora si stava sviluppando senza permettergli di controllarne l\u2019evoluzione. Fu un momento di grande disperazione per il nostro Padre Creatore Javeh. Si trovava inserito dentro questa massa di energia che lo risucchiava parzialmente al suo interno, mentre cercava di mantenersene fuori per poter cos\u00ec agire coscientemente, e contenere in questo modo un\u2019esplosione energetica inimmaginabile anche per la comprensione di chi \u2013 come lui \u2013 faceva parte di livelli eccelsi d\u2019esistenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel tentativo di rimanere all\u2019interno o all\u2019esterno di questa massa energetica, il nostro Padre Creatore si vide diviso e in questa <b>divisione <\/b>avvenne l\u2019esplosione energetica che lo imprigion\u00f2 parzialmente alla sua creazione e parzialmente al piano esistenziale al quale apparteneva.<\/p>\n<p>La sua <b>parte che rimase all\u2019interno <\/b>del creato tent\u00f2 di ricostituirsi per poter sopravvivere all\u2019uragano energetico che lo risucchiava e lo forzava a confondersi e diluirsi dentro la sua stessa creazione. Us\u00f2 tutta la sua forza energetica per mantenersi isolato da quanto stava succedendo, per non fondersi anche lui in quelle cellule, perdendo cos\u00ec la propria individualit\u00e0 all\u2019interno della massa d\u2019energia che stava adesso prendendo un nuovo cammino. Questa parte cerc\u00f2 di consolidarsi come individualit\u00e0 ricostruendosi e usando tutto il potenziale energetico creativo di cui l\u2019interno di quella bolla abbondava. Riusc\u00ec a ricostituirsi e mantenere la coscienza di se stesso ma perse, in certo qual modo, la coscienza della parte che si era trovata fuori da questa nuova esistenza ora in formazione.<\/p>\n<p>Infatti la sua <b>parte rimasta al di fuori della creazione<\/b> sentiva ogni cosa che stava succedendo, ma cos\u00ec non accadeva alla parte trattenuta prigioniera. Per poter esistere in queste condizioni dovette ricostituirsi all\u2019interno degli aspetti che si stavano formando in questa nuova esistenza; fu per\u00f2 necessario <b>tagliare i lacci<\/b> che ancora lo univano alla sua parte esterna.<\/p>\n<p>C\u2019erano adesso <b>due Javeh<\/b>, uno cosciente e che manteneva il controllo su ci\u00f2 che stava accadendo, l\u2019altro senza la consapevolezza sia di questa sua altra parte sia da dove egli stesso fosse venuto.<\/p>\n<p>Questa nuova coscienza di Javeh fu risucchiata dalla sua creazione e cominci\u00f2 ad agire d\u2019accordo con ci\u00f2 che in quel momento stava succedendo. Lo fece rispondendo agli stimoli provenienti dalla sua creazione, e cominci\u00f2 a tentare d\u2019amministrare ci\u00f2 che si stava creando in una nuova forma d\u2019esistenza di cui faceva parte.<\/p>\n<p>E siamo di fronte a questo punto: due Javeh, separati dall\u2019atto della creazione di una coscienza cosmica quasi unificata con Dio Padre Amatissimo.<\/p>\n<p>Ora, una parte doveva solo pensare e tentare d\u2019agire d\u2019accordo con ci\u00f2 che gli veniva richiesto dalla sua opera, mentre l\u2019altra dovette essere aiutata per potersi ricostituire e fino ad ora non v\u2019\u00e8 riuscita. Ha bisogno di unirsi a ci\u00f2 che le \u00e8 rimasto separato per poter tornare ad essere il vero Javeh, quasi pronto ad unificarsi integralmente al Padre Amatissimo. Parliamo quindi della seconda parte di Javeh, quella che rimase <i>prigioniera <\/i>all\u2019interno della sua creazione d\u2019amore: <b>questo Universo<\/b>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando Javeh pens\u00f2 a questo Universo, s\u2019immagin\u00f2 qualcosa di favoloso da mostrare alla presenza del Padre Amatissimo: desiderava rendergli omaggio con una sua creazione. Voleva mostrargli che era pronto a compiere un ulteriore passo nel percorso evolutivo dei figli pi\u00f9 prossimi all\u2019unicit\u00e0 con il Padre. 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