{"id":307,"date":"2009-03-31T10:55:02","date_gmt":"2009-03-31T10:55:02","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/sibaldi\/?p=307"},"modified":"2013-07-15T11:03:32","modified_gmt":"2013-07-15T11:03:32","slug":"47-thet-e-la-reincarnazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/sibaldi\/2009\/47-thet-e-la-reincarnazione\/","title":{"rendered":"47. THET E LA REINCARNAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><i>Teth<\/i>. Si pronuncia con la punta della lingua sul palato, un po\u2019 pi\u00f9 intensa della<i>\u00a0t<\/i>\u00a0di<i>\u00a0tango<\/i>. \u00c8 il geroglifico della protezione, della solidit\u00e0, del tetto, dello scudo.<\/p>\n<p>Ecco anche l\u2019ultima lettera dell\u2019alfabeto sacro, che ancora ci restava da scoprire. \u00c8 la T di\u00a0<i>tov<\/i>, \u00abbuono\u00bb, \u00abperfetto\u00bb (in geroglifico: \u00abchi \u00e8 ben protetto in se stesso, nel proprio animo\u00bb), e anche di\u00a0<i>tameh<\/i>, \u00abimpuro\u00bb (colui, cio\u00e8, da qualche bisogna proteggersi). Sembra proprio il pittogramma di una fortezza, vista dall\u2019alto, con il suo corridoio d\u2019ingresso ben munito. E nel nome di questo Angelo si combina con la lettera\u00a0<i>samekh<\/i>, anch\u2019essa talmente difensiva! Nel ritratto \u00e8 spiegato perch\u00e9 e con quali conseguenze: i protetti di Seyta\u2019el sono, da un lato, bravissimi a proteggere qualcuno; dall\u2019altro, si sentono isolati, radicalmente diversi dai loro contemporanei. E se provano a indagare le ragioni di questa loro diversit\u00e0, hanno facilmente la sensazione di scendere verso altre epoche passate, proprio come nelle segrete di un castello&#8230; \u00c8 come se in loro la precedente reincarnazione non si fosse del tutto conclusa, e ancora li chiamasse e volesse far udire le proprie ragioni: in tal modo si esprime qui quella \u00ab&#8230;e\u00bb che, l\u2019abbiamo visto, \u00e8 una caratteristica decisiva degli Angeli di questo periodo, i Serafini.<\/p>\n<p>E, badate bene, questo riferimento al karma non \u00e8 affatto una metafora, n\u00e9 un\u2019interferenza di altre tradizioni religiose. Gli Ebrei \u2013 e, a mio parere, anche gli Egizi \u2013 credevano nella reincarnazione: perfino la Bibbia ne parla, per esempio nell\u2019episodio dell\u2019eroico Razis, che mentre si uccideva per non essere catturato dai nemici \u00abinvoc\u00f2 il Signore della vita e dello spirito, perch\u00e9 di nuovo glieli restituisse\u00bb (2\u00a0<i>Maccabei<\/i>\u00a014,46), E perfino nel Vangelo, in due punti indubbi:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/sibaldi\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2013\/07\/ang.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-327 alignleft\" alt=\"ang\" src=\"https:\/\/anima.tv\/sibaldi\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2013\/07\/ang.png\" width=\"206\" height=\"286\" \/><\/a>In quel tempo Erode, il tetrarca, ud\u00ec parlare della fama di Ges\u00f9, e disse ai suoi: \u00ab\u00c8 Giovanni Battista, che \u00e8 resuscitato dai morti: e perci\u00f2 il potere dei miracoli agisce in questo Ges\u00f9\u00bb<\/p>\n<p><i>Matteo<\/i>\u00a014,1<\/p>\n<p>E:<\/p>\n<p>Passando, vide uno nato cieco; e i suoi discepoli gli domandarono: \u00abRabb\u00ec, chi ha peccato perch\u00e9 nascesse cieco: i suoi genitori, o lui stesso?\u00bb<\/p>\n<p><i>Giovanni<\/i>\u00a09,1.<\/p>\n<p>Infatti, come si pu\u00f2 aver peccato prima di nascere, se non in una vita precedente? L\u2019altro passo, quello di Erode, documenta una particolare forma di reincarnazione, individuata dagli Ebrei: il cosiddetto\u00a0<i>ibbur<\/i>\u00a0(letteralmente: \u00abimportazione\u00bb), cio\u00e8 la possibilit\u00e0 che nell\u2019io di qualcuno venga ad abitare temporaneamente l\u2019io di un defunto, che in vita non era riuscito a fare tutto quel che si era proposto, e che perci\u00f2 desidera avere ancora un supplemento di tempo. Durante tale sua permanenza nel vivo, il defunto conferisce a quest\u2019ultimo anche i suoi poteri, oltre ai suoi modi di pensare, ai suoi sentimenti, spesso addirittura ai suoi ricordi. E il vivo pu\u00f2 anche non accorgersene, e notare soltanto di essere molto cambiato ultimamente&#8230;<\/p>\n<p>Molto interessante \u00e8 l\u2019aspetto psicologico di questa credenza dell\u2019<i>ibbur<\/i>: ci\u00f2 che ne deriva, infatti, \u00e8 che l\u2019elemento per noi pi\u00f9 evidente, pi\u00f9 sicuro, pi\u00f9 intimo d\u2019ogni altra cosa al mondo, il nostro concretissimo io (nostra Teth, nostra Samekh) pu\u00f2 non essere affatto nostro di tanto in tanto. Possiamo non essere noi, a vivere le nostre giornate. Non capita a tutti, beninteso: solo a quelli che al proprio io non hanno mai dato il giusto valore, e che non lo conoscono, e non sanno ascoltarlo, adoperarlo. (Quella frase di Erode era dunque assai irrispettosa, nei confronti di Ges\u00f9). Se non ti curi della tua fortezza interiore, insomma, \u00e8 facile che qualcun altro se la pigli. Parlatene, magari, con l\u2019Angelo di questi giorni, e vi dar\u00e0 certamente ottimi consigli.<\/p>\n<p>Continua..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teth. Si pronuncia con la punta della lingua sul palato, un po\u2019 pi\u00f9 intensa della\u00a0t\u00a0di\u00a0tango. \u00c8 il geroglifico della protezione, della solidit\u00e0, del tetto, dello scudo. 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