{"id":273,"date":"2011-11-11T10:32:18","date_gmt":"2011-11-11T10:32:18","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/?p=273"},"modified":"2013-07-14T17:39:15","modified_gmt":"2013-07-14T17:39:15","slug":"49-la-cottomania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/2011\/49-la-cottomania\/","title":{"rendered":"49. LA &#8220;COTTOMANIA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>LA COTTOMANIA NEL MIRINO DI TITO LUCREZIO<\/p>\n<p>Veganismo dunque, senza alcun dubbio e senza alcuna esitazione. La scienza e l\u2019esperienza ci dimostrano per\u00f2 che, per stare davvero bene, nemmeno quello basta. L\u2019errore marchiano dell\u2019umanit\u00e0, dopo la proteinomania, \u00e8 la\u00a0<strong>cottomania<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo lo sapevano gi\u00e0 gli antichi Romani. Il maggior poeta romano dopo Virgilio,\u00a0<b>Tito Lucrezio\u00a0<\/b>(99-55 a.C), cento anni prima di Cristo, additava il<b>cibo cotto\u00a0<\/b>come causa dell\u2019indebolimento progressivo della razza umana e come causa dell\u2019accorciamento della vita stessa.<br \/>\nE lo diceva quando Roma viveva i suoi 600 anni di massimo splendore politico e di sfratto totale all\u2019arte medica, quando il cavolo crudo era considerato simbolo della salute nella citt\u00e0 Eterna. Lo diceva, nota bene, quando nelle abitazioni romane non c\u2019erano i fornelli a gas, i fornelli elettrici, i micro-onde. Quando non esistevano i supermercati di oggi stracarichi di cibi concentrati, irradiati, sintetizzati, precotti, pastorizzati, congelati, salati e dolcificati.<\/p>\n<p>LE ACUTE OSSERVAZIONI DI ORAZIO<\/p>\n<p>Non \u00e8 che a Roma mancassero anche grottesche esibizioni di cattivo gusto, come rileva Quinto Flacco, detto<b>Orazio\u00a0<\/b>(65-5 a.C), osservatore sereno, sorridente e indulgente delle debolezze umane, sulle quali ironizza non poco.<br \/>\nSe da un lato i legionari mantenevano le tradizioni degli spartani, stando sulla frutta e la verdura, e su orzo e farro abbrustoliti, non mancavano i ghiottoni, i ricchi oziosi e annoiati che cercavano stimoli nei cibi strani e sofisticati&#8230;<\/p>\n<p>Erano i banchetti dei buongustai romani, quelli che non disdegnavano pesci e uccelli, fegato di oca bianca e fichi per addolcirne la schifezza, gru affettata e farcita con sale e farro, per mascherarne il sapore di morte e la povert\u00e0 nutrizionale. Gente insoddisfatta che si trovava poi alle prese col \u201cvomitorium\u201d, con grandi gastriti e con inevitabili stitichezze, nonostante le abbondanti caraffe di vino che giravano sui tavoli. Gente che rappresentava tutto sommato la mollezza e la degenerazione, i segni anticipatori di disgregazione etica e materiale dell\u2019Impero.<\/p>\n<p>Orazio invece, memore della sua militanza nelle file dei soldati di Bruto, manteneva una dieta basata su\u00a0<b>cibi semplici, tendenzialmente crudi, sani e poco lavorati<\/b>.\u00a0<a href=\"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/49b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-298\" alt=\"49b\" src=\"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/49b.jpg\" width=\"261\" height=\"194\" \/><\/a>Una dieta inclusiva di mele, di \u201cpensilis uve\u201d (uva passa), datteri e fichi, lattughe e cicorie, ravanelli e porri, cavoli e rafani, delicate malve e tante olive.<br \/>\nA fine pasto il suo dessert era rappresentato spesso dalle more di rovo o da frutti di bosco.<br \/>\nQuando Orazio aveva davvero fame, il delizioso \u201ccum sale panis\u201d (pane col sale) calmava i latrati del suo stomaco.<br \/>\nStessa cosa per le fave bollite e le zuppe di legumi, che di tanto in tanto apprezzava.<br \/>\nIl cibo insomma serviva a divertirsi e a stare bene, non certo ad ingozzarsi e a soffrire le pene dell\u2019inferno.<\/p>\n<p>GLI INTEGRATORI<\/p>\n<p>Tornando ai nostri tempi odierni, imperano i cuochi trasformatori, mescolatori e distruttori di vivande, e impera la cottomania. Nella cottomania si include anche la\u00a0<i>integratormania<\/i>, ovvero la micidiale tendenza a\u00a0<b>correggere sinteticamente le proprie carenze<\/b>, ignorando che le vitamine e i minerali di sintesi non sono affatto degli alimenti ma delle droghe, dei veri e propri Viagra alimentari, dei farmaci dopanti che creano dipendenza.<br \/>\nNella scala Simoneton i cibi sintetici non producono onde vibrazionali vivificanti ma solo perturbazioni chimiche che nel breve stimolano, ma nel lungo periodo vengono a costare care.<br \/>\nLa prova del nove sta nella dipendenza che causano gli integratori. Una volta presi non li puoi abbandonare, se non vuoi cadere in piena depressione.<\/p>\n<p>I CAPITOMBOLI DELLA MEDICINA<\/p>\n<p>La medicina nemmeno farlo apposta, casca sempre nelle\u00a0<i>reti della chimica<\/i>. Si \u00e8 fatta infinocchiare dal chimico Louis Pasteur coi batteri causativi di malattia, mentre la colpa \u00e8 sempre del\u00a0<b>terreno corporale<\/b>.<br \/>\nSi \u00e8 fatta infinocchiare dal chimico Linus Pauling e dalla cosiddetta &#8220;ortomolecolare&#8221;, con le miracolose megadosi di vitamina C, che sballano letteralmente gli equilibri del corpo.<br \/>\nSi \u00e8 fatta infinocchiare dal chimico Barry Sears, con la &#8220;Zona&#8221;, ossia la peggiore dieta del secolo, con gli Omega3 da pesce, uniche prostaglandine negative ed ammalanti, quando gli Omega3 salubri esistono abbondanti nelle mandorle, nelle noci e nei semini.<\/p>\n<p>UNA ALIMENTAZIONE NATURALE E NON DOPANTE<\/p>\n<p>Siamo dunque per una\u00a0<b>alimentazione naturale e non dopante<\/b>, non stimolante e non deprimente, non idratata da eccessiva acqua minerale, come blaterato dalla &#8220;medicina&#8221;.<br \/>\nSiamo per\u00a0<i>un\u2019alimentazione responsabile<\/i>, capace di produrre in noi stessi una ricaduta benefica importantissima che si chiama non solo &#8220;salute fisica&#8221; ma anche &#8220;autostima&#8221;.<br \/>\n<b>L\u2019alimentazione non \u00e8 solo cibo, ma tutto quello di cui ci \u201cnutriamo\u201d<\/b>, tutto quello che mettiamo dentro di noi, incluse pertanto tutte le nostre scelte culturali e comportamentali.<\/p>\n<p>(Estratto dalla conferenza di Tolmezzo-Udine del 22 Ottobre 2011)..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA COTTOMANIA NEL MIRINO DI TITO LUCREZIO Veganismo dunque, senza alcun dubbio e senza alcuna esitazione. 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