{"id":316,"date":"2012-02-24T12:29:24","date_gmt":"2012-02-24T12:29:24","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/?p=316"},"modified":"2013-07-14T17:36:34","modified_gmt":"2013-07-14T17:36:34","slug":"58-salute-armonia-e-crescita-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/2012\/58-salute-armonia-e-crescita-spirituale\/","title":{"rendered":"58. SALUTE, ARMONIA E CRESCITA SPIRITUALE"},"content":{"rendered":"<p>Volenti o nolenti, atei o teisti, noi umani, presi uno per uno, non siamo dotati solo di determinate caratteristiche fisiognomiche e caratteriali, ma portiamo con noi una\u00a0<strong>ragione di essere,<\/strong> una motivazione, una collocazione, una provenienza e una destinazione, un passato e un futuro travalicanti. Siamo cio\u00e8 impegnati in una corsa a tappe con tanti bei traguardi da superare. Questo \u00e8 poco ma sicuro. Non chiedetemi la formula dimostrativa e non chiedetemi il perch\u00e9.<\/p>\n<p>Qualcuno cerca di esorcizzare i momenti negativi e i dispiaceri della vita annegandoli nell\u2019alcol o nella droga, ma non ne salta fuori.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/55c.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-337\" alt=\"55c\" src=\"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/55c.jpg\" width=\"240\" height=\"282\" \/><\/a>Siamo legati indissolubilmente al nostro intersecolare percorso evolutivo, fatto di vite utili e di vite malandate, di spezzoni\u00a0fecondi o sprecati, di azioni positive o negative, di alti e di bassi, di promozioni e retrocessioni.<br \/>\nChiamatelo destino, fato o karma, restiamo legati ad esso, ed abbiamo pure la responsabilit\u00e0 di evolvere e di procedere. Chi si ferma \u00e8 perduto.\u00a0<b>Abbiamo il compito di migliorare<\/b>, di mettere vicino altri mattoni per completare la nostra crescita karmica.<\/p>\n<p>Pare che, raggiunta la perfezione, conseguita la laurea spirituale con centodieci e lode, non avremo pi\u00f9 bisogno di ulteriori prove e di ulteriori reincarnazioni\u2026<br \/>\nSe le cose stanno cos\u00ec, c\u2019\u00e8 ben poco da ridere, e c\u2019\u00e8 davvero di che rimboccarsi le maniche.<\/p>\n<p>Diamoci tutti da fare per vivere bene, per morire bene, per rinascere bene. Il nostro \u00e8 insomma un mosaico imperfetto, dove manca ancora qualcosa. Cerchiamo di fare il salto di qualit\u00e0. Cerchiamo di guadagnare questi minuti di abbuono, questi bonus per la quadratura del nostro cerchio esistenziale. Cerchiamo di diventare esseri non solo prestanti muscolarmente, ma soprattutto\u00a0<b>esseri spirituali e liberi dal condizionamento materiale<\/b>, privi di gambe che fanno male, di schiene che tormentano, di polmoni che non respirano\u2026<\/p>\n<p>Queste considerazioni sul karma sono determinanti&#8230;<br \/>\nSignifica forse che la salute fisica va in secondo piano? Assolutamente no. La salute sottopelle e soprapelle rimane fondamentale. Ce lo ricorda\u00a0<b>Erofilo<\/b>, fondatore della Scuola Medica di Alessandria nel 300 AC. \u201cQuando manca la salute, la saggezza non vale, l\u2019arte non si pu\u00f2 esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la ricchezza non ha alcun valore\u201d.<\/p>\n<p>Ma, a parte il \u201cmens sana in corpore sano\u201d cos\u2019\u00e8 poi questa salute? Ce lo ricorda\u00a0<b>Orazio\u00a0<\/b>(65 AC &#8211; 9 AC). \u201cSe stai bene di stomaco e di petto, e se non sei tormentato da gotta e mal di schiena, tutte le ricchezze del re non potrebbero aggiungere niente alla tua felicit\u00e0\u201d. Pare un concetto riduttivo e semplicistico, ma non lo \u00e8 affatto. Orazio ha fatto centro, come spiego in alcune mie tesine dedicate al rapporto tra colon e salute.<\/p>\n<p>Erano, quelli di Orazio, tempi in cui la salute era tenuta sul palmo della mano. Roma imperiale era vissuta per secoli senza un\u00a0<i>farmakon\u00a0<\/i>e senza una farmacia, senza l\u2019ombra di un singolo medico.<br \/>\nEra una Roma carica di preziose e fresche eredit\u00e0 derivate dagli Egizi e dai Greci, dalla scienza vegana, umanitaristica ed animalistica di\u00a0<b>Pitagora<\/b>, dai principi salutistici di\u00a0<b>Ippocrate\u00a0<\/b>(\u201cPrimo, non spaventare e non nuocere\u201d, \u201cSecondo, l\u2019aria pura e il cibo naturale siano il tuo basilare alimento e medicamento\u201d, \u201cTerzo, nessun veleno serva a curare un malato\u201d).<\/p>\n<p>Era una Roma pagana ma straordinariamente intrisa di saggezza, memore com\u2019era di\u00a0<b>Zenone\u00a0<\/b>e di\u00a0<b>Epicuro<\/b>, di<b>Socrate<\/b>,\u00a0<b>Aristotele\u00a0<\/b>e soprattutto\u00a0<b>Platone\u00a0<\/b>(428-348 AC). \u201cNon si pu\u00f2 curare la testa senza il corpo, n\u00e9 tanto meno il corpo senza l\u2019anima\u201d. \u201cL\u2019anima \u00e8 un capitale spirituale che passa attraverso una pluralit\u00e0 di corpi, arricchendosi ed evolvendo\u201d.<br \/>\nQuesta era gente di livello decisamente superiore, non distratta dal consumismo e dagli spot pubblicitari, ma votata e concentrata a conoscere se stessa.<\/p>\n<p>Si era all\u2019ombra del Partenone e dell\u2019Olimpo. Non era la Grecia pomposa dell\u2019armatore Aristotele Onassis, e ancor meno quella odierna di Papademos, derelitta e declassata per i suoi impagabili 300 miliardi di debito pubblico, al pari poi dell\u2019Italia di Monti, che non ha affatto le sembianze di quella del Colosseo, di quella di Giulio Cesare Augusto o di Marco Aurelio&#8230;<\/p>\n<p>Ma non lasciamoci abbattere dalle disgrazie contemporanee. Restiamo con la Grecia di allora, che era quella di<b>Diogene di Sinope\u00a0<\/b>400 AC, il filosofo pi\u00f9 acclamato che, di notte, dormiva sotto una botte rovesciata e, di giorno, girava la citt\u00e0 con una lampada accesa alla ricerca di un vero uomo. Quello che al sovrano Alessandro Magno, venuto a trovarlo per curiosit\u00e0 e postagli la domanda \u201cPosso fare qualcosa per te?\u201d, rispose con un \u201cS\u00ec mio Imperatore, puoi fare davvero molto. Spostati, che mi stai togliendo la luce del sole!\u201d<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/55b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-336\" alt=\"55b\" src=\"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/55b.jpg\" width=\"320\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/55b.jpg 320w, https:\/\/anima.tv\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2013\/04\/55b-300x263.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>I problemi di allora non erano necessariamente diversi da quelli odierni.\u00a0<b>Tito Lucrezio Caro\u00a0<\/b>(99 AC- 55 AC), nel suo Rerum Natura, rimpiange i tempi trascorsi e si rammarica come il cibo cotto sia stata la causa dell\u2019indebolimento progressivo della razza umana e dell\u2019accorciamento della vita, e ricorda come gli atleti ateniesi e i guerrieri spartani si nutrissero esclusivamente di fichi, di nocciole, di pinoli, di cicorie, di lupini e di grani abbrustoliti. Stava svanendo evidentemente l\u2019era pura del carciofo, del finocchio, del cavolo, del dattero, delle bietole, del pane e delle banane.<\/p>\n<p>Mille anni dopo, la salute viene ancor meglio definita da<b>Dante\u00a0<\/b>(1265-1321). Stare bene per lui significa non dover mangiare il pane al tavolo dei potenti, troppo salato, troppo indigesto e troppo illiberale. Stare bene significa pure non essere fatti per vivere come bruti, ma per seguire \u201cvirtute ed canoscenza\u201d.<\/p>\n<p>Ancor meglio fa\u00a0<b>Giordano Bruno\u00a0<\/b>(1548-1600), l\u2019empio bestemmiatore bruciato vivo su ordine di Ippolito Aldobrandini, un papa chiamato paradossalmente Clemente VIII. \u201cLa divinit\u00e0 discende sino alle cose minime per la comunicazione di se stessa\u201d, \u201cCredere che siamo mossi e toccati solo dalle cose visibili e materiali \u00e8 stupidit\u00e0 manifesta\u201d, \u201cNon posso pentirmi poich\u00e9 non ho nulla di cui pentirmi\u201d, frasi come queste, dette in tempo di Inquisizione, erano cibo spirituale di portata eroica. Non gli portarono benessere terreno ma una morte orribile a Campo de\u2019 Fiori in Roma.<\/p>\n<p>E\u00a0<b>Leonardo\u00a0<\/b>(1452-1519)? Non si accontenta di realizzare opere sbalorditive per ingegno e preveggenza, disegnando aerei, elicotteri, sommergibili, automobili e motociclette, quando non esistevano nemmeno i materiali per tali realizzazioni. Non si limita a lasciarci il sorriso ammaliante ed impenetrabile della Gioconda, ma ci trasmette un monito imperativo: \u201cVerr\u00e0 giorno in cui l\u2019uccisione di un singolo animale sar\u00e0 giudicata orrendo delitto\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 solo muovendoci su questa traccia che possiamo ritrovare il bandolo della matassa, e comprendere cosa vuol dire \u201csalute a 360 gradi\u201d. Essere sani a 360 gradi significa amare a 360 gradi. E Francois-Marie Arouet de\u00a0<b>Voltaire<\/b>(1694-1778), pur provenendo dal paese destinato poco dopo a inventare la funesta ghigliottina, seppe dire al mondo che \u201cL\u2019uomo non avr\u00e0 pace, salute e felicit\u00e0, fin quando non sar\u00e0 cancellata la vergogna dell\u2019ultimo macello\u201d, mettendoci sopra uno spiazzo fiorito e una lapide marmorea con scritto \u201cIn questo posto di sevizie, di torture e di indicibili sofferenze, sono stati sgozzati da mani umane, in modalit\u00e0 allucinanti, milioni di creature sane, giovani e desiderose solo di essere rispettate e lasciate libere di vivere in pace\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa come\u201d, mi direte, \u201csiamo qui per trattare di reni che non filtrano, di sangue che non circola e di adrenali che non stimolano, e siamo ridotti a sorbirci una noiosa tiritera filosofica?\u201d<\/p>\n<p>Ma, scusatemi, stiamo s\u00ec o no parlando di salute?<br \/>\nCos\u2019\u00e8 salute se non benessere, se non\u00a0<b>porsi in armonia con se stessi e con quanto sta intorno<\/b>?<\/p>\n<p>(Estratto dalle conferenze di Udine del 19\/1\/12 e di Verbania del 15\/2\/12)..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volenti o nolenti, atei o teisti, noi umani, presi uno per uno, non siamo dotati solo di determinate caratteristiche fisiognomiche e caratteriali, ma portiamo con noi una\u00a0ragione di essere, una motivazione, una collocazione, una provenienza e una destinazione, un passato e un futuro travalicanti. 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