{"id":855,"date":"2014-03-21T13:30:00","date_gmt":"2014-03-21T13:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/?p=855"},"modified":"2014-03-21T13:30:59","modified_gmt":"2014-03-21T13:30:59","slug":"126-fame-nervosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anima.tv\/valdovaccaro\/2014\/126-fame-nervosa\/","title":{"rendered":"126. LA FAME NERVOSA"},"content":{"rendered":"<p>Il termine <strong>bulimia<\/strong> deriva dal greco b\u00f2us (bue) e lim\u00f2s (fame), e sta dunque per fame da bue. \u00c8 un segnale non solo di semplice squilibrio tra calorie introdotte e calorie consumate, e quindi di cellule affamate che bussano alla porta dell&#8217;ipotalamo per ricevere pi\u00f9 cibo. Trattasi piuttosto di un sintomo di origine nervosa e ormonale.<\/p>\n<p>Ho detto <em>sintomo<\/em> e come tale non va combattuto. Paradossalmente il problema da risolvere non \u00e8 il grasso in s\u00e9 ma qualcosa di molto diverso che si chiama &#8220;<strong>fattori ingrassanti<\/strong>&#8220;. Pertanto il grasso va s\u00ec mandato via, ma sempre nell&#8217;ambito di un ragionamento implicante il riequilibrio dell&#8217;organismo. Inoltre, il grasso non va pericolosamente e irresponsabilmente mandato fuori da solo come succede nelle diete low-carb, ma solo assieme agli immancabili inquinanti che contiene. Ecco perch\u00e9 solo il digiuno igienista, che stoppa ogni alimento e usa la forza solvente-ripulente dell&#8217;acqua distillata o superleggera, fa un ottimo lavoro dimagrante e ripulente, privo di effetti collaterali, e privo di ritorno-obesit\u00e0.<\/p>\n<div>\n<p>Nel corpo di un vegano-crudista equilibrato non si creano sbalzi di alcun tipo. Lo so per esperienza personale, avendo fatto molti viaggi all&#8217;estero intruppato con gente onnivora, col vezzo della carne, del pesce, dei formaggi, dei dolci, del vino e del caff\u00e8, oltre che delle micidiali cole. Questa gente si sazia e pare gioire di quanto mangia e beve ma, non appena cala l&#8217;effetto stimolo, gli prende una fame improvvisa e violenta che li costringe e li inchioda al primo fast-food che trovano. Cosa che a me non succede mai, grazie alla abbondanza di frutta e verdure crude, grazie all&#8217;apporto importante di acqua biologica e di micronutrienti. Se mi viene fame e sete, le sopporto con disinvoltura sino a quando non ritrovo i miei frutti preferiti, o magari un bel panino vegano.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>LA FAME NERVOSA<\/p>\n<p>Tecnicamente parlando, si verifica nel corpo dei carnivori una <strong>caduta improvvisa della glicemia<\/strong>. Glicemia che cade a livello dei neuroni glico-sensibili dell&#8217;ipotalamo innescando una induzione a mangiare. Glicemia dunque come fattore di induzione al pasto.\u00a0Alla base dell&#8217;obesit\u00e0, dei disturbi alimentari e della <strong>fame nervosa<\/strong>, c&#8217;\u00e8 un malfunzionamento dei meccanismi dell&#8217;ipotalamo, che porta non solo a spiluccare salatini e dolcetti a tutte le ore, ma soprattutto nelle ore tarde. Un meccanismo che scatta soprattutto nelle ore notturne, quando il cibo \u00e8 doppiamente ingrassante a causa del metabolismo rallentato.<\/p>\n<p>Fame nervosa significa non soddisfare una fame normale o dominare il proprio appetito gestendolo al meglio, ma essere letteralmente dominati dalla fame stessa. Si subiscono degli attacchi di fame che richiedono soddisfazione immediata per un impulso irrefrenabile che porta a ingozzarsi con voracit\u00e0. Si apre il frigorifero come presi da un raptus, pronti a ingozzarsi di qualsiasi cosa, soprattutto se grasso-proteica-salata-zuccherata e dunque poco sana, per poi <strong>sentirsi in colpa<\/strong> subito dopo averla assunta.<\/p>\n<p>La fame nervosa \u00e8 uno dei pi\u00f9 gravi e diffusi problemi di chi vuole dimagrire. Piccoli attacchi di fame possono riguardare tutti prima di pranzo (se nulla si \u00e8 assunto per l&#8217;intera mattinata) o dopo pranzo se non abbiamo mangiato abbastanza. Ma gli attacchi pi\u00f9 micidiali sono quelli notturni, dove l&#8217;ingrassamento viene moltiplicato dal lento metabolismo notturno, quando \u00e8 in atto il ciclo circadiano assimilativo.<\/p>\n<p>Istinto del grasso? Esiste, ma si tratta di fame definibile come istintuale e compensativa, derivante da effettiva <strong>fame cellulare<\/strong> cumulativa, e quindi da una urgente richiesta compensativa da parte delle cellule, sempre pronte a cannibalizzare quanto trovano di utile all&#8217;interno dell&#8217;organismo.<\/p>\n<p>Come risolverlo e contrastarlo?<\/p>\n<p>Con un frutto, con un bicchiere d&#8217;acqua, con un panino ipocalorico carico di verdure , pi\u00f9 avocado, pomodoro secco, carciofino e crema di olive, e soprattutto con il famoso primo piatto di abbondante verdura cruda, da assumersi come esordio a pranzo e cena, in quanto tira via la fame vorace e permette di passare al resto del pasto con meno accanimento alimentare.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>CAUSE DELLA FAME NERVOSA<\/p>\n<p>Parliamo di fame psicologica e non motivata necessariamente dal fabbisogno reale di cibo. Fame nervosa che avviene per noia (non sappiamo cosa fare), per ansia o angoscia (ed \u00e8 un po&#8217; il caso presente), per tristezza, per scarsa autostima, per solitudine e carenze affettive, per &#8220;eating emozionale&#8221; (sicurezza e gioia che non possediamo e che cerchiamo di compensare col cibo).<\/p>\n<p>Esiste, negli affamati-nervosi, un <strong>calo della serotonina<\/strong>, l&#8217;ormone che rilassa, l&#8217;ormone che migliora l&#8217;umore e controlla il senso di saziet\u00e0. Uno degli aminoacidi principali usati dal corpo per sintetizzare in proprio le proteine \u00e8 il <strong>triptofano<\/strong>.<\/p>\n<p>E sar\u00e0 bene fare un discorso sul triptofano sia come sostanza farmacologica sia come sostanza alimentare, essendo esso \u00e8 precursore non solo della serotonina ma di altre sostanze basilari.<\/p>\n<p>IL TRIPTOFANO<\/p>\n<p>Il triptofano \u00e8 uno degli aminoacidi pi\u00f9 usati dal corpo per sintetizzare in proprio <strong>niacina B3<\/strong> (con l&#8217;aiuto del fegato), la cui assenza produce pellagra, e <strong>piridossina B6<\/strong> (la cui assenza sballa l&#8217;intero gruppo B e la somatotropina). Triptofano dunque aminoacido speciale e diverso dagli altri essendo <strong>precursore di serotonina e melatonina<\/strong> (ormone solare-retinico prodotto dalla pineale e in grado di regolare il ciclo sonno-veglia e di alimentare il corpo assieme alla somatotropina prodotta dalla ipofisi). Triptofano regolatore anche della biosintesi della <strong>glutammina<\/strong>, aminoacido che svolge ruolo critico nel mantenimento della massa muscolare e nella funzione immunitaria, essendo precursore di glucosio e glicogeno epatico per le fasi di recupero negli atleti esausti e debilitati, oltre che nei processi di convalescenza.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;uso del triptofano come farmaco sintetico \u00e8 stato da anni accantonato perch\u00e9 inutile. Non serve infatti moltiplicare serotonina in eccesso ma serve piuttosto che sia il cervello a poterla catalizzare con calma e metterla in contatto coi recettori neuronali. Anche le diete alto-proteiche a base di proteine animali e pesce sono state accantonate per lo stesso motivo, avendo finalmente capito che il triptofano gradisce assai di pi\u00f9 un ambiente ad alto carboidrato. La presenza di <strong>frutta e amidi naturali<\/strong> porta infatti a stimolare e richiamare l&#8217;ormone insulina, alleato intimo del triptofano. L&#8217;insulina elimina infatti gli aminoacidi contrastanti e concorrenti del triptofano.<\/p>\n<p>In altre parole l&#8217;insulina del pancreas riduce tutte le proteine ma non il triptofano, collegato a sostanze rilassanti come serotonina e melatonina. L&#8217;adozione di diete proteiche non incrementa il triptofano bens\u00ec i suoi nemici che sono tutti gli aminoacidi cosiddetti essenziali, collegati a sostanze stimolanti tipo il cortisolo, l&#8217;adrenalina e, durante i picchi di stress e di depressione, la norepinefrina. Le diete alto-proteiche producono infatti tirosina, istinina e leucina, metionina, aminoacidi in conflitto col triptofano. Questo discorso suona, tra l&#8217;altro, come ulteriore bocciatura delle cure farmacologiche attuali contro il diabete, tese all&#8217;interferenza chimica con la glicemia del sangue.<\/p>\n<p>In altre parole il triptofano agisce direttamente sul nostro umore, e <strong>persino sul nostro sonno<\/strong>. Pi\u00f9 triptofano significa umore eccellente e benessere, triptofano basso significa il contrario: umore nero e sotto i tacchi, e depressione, oltre che aumento di peso, difficolt\u00e0 di concentrazione, e pi\u00f9 bulimia. La fame nervosa richiede poi cibi ad alto tasso consolatorio e compensatorio, per cui chi cade nella trappola non fa il tuffo notturno nel succo d&#8217;arancia o nel radicchio, ma nella nutella, o nel salame, o nel formaggio, procurandosi triplo guaio obesizzante. Meglio contrastare l&#8217;insonnia assumendo prima di andare a letto un piatto di ciliegie, una banana, o delle mele.<\/p>\n<p>DOVE TROVARE IL TRIPTOFANO<\/p>\n<p>Pertanto, eliminata la soluzione farmacologica e la soluzione proteica, dove trovare il triptofano nei cibi naturali? Lo troviamo, guarda un po&#8217;, proprio in quei cibi che ci consentono di stare bene e di non sfondare il tetto proteico di 24 grammi\/giorno, a dimostrazione di quanto coerente sia il corpo umano e di come esso rispetti le leggi dell&#8217;igiene naturale, e non certo quelle approssimative, stravaganti ed allucinanti della medicina convenzionale, del nutrizionismo televisivo e della dietologia da strapazzo.<\/p>\n<p>Quali i <strong>cibi naturali e vegani ricchi di triptofano<\/strong> al punto giusto? Banane, manghi, datteri, ananas, avocado, mandorle, fichi, durian, zucche, patate con la buccia, patate dolci, bietole, topinambur, rape, ravanelli, pomodori, carote, carciofi, finocchi, avena, riso integrale, pop-corn, germe di grano, semi di zucca, girasole, semini vari, cacao, legumi, lupini, fagioli di soia verde non OGM, olio di oliva extravergine, farine di castagna e di tapioca, farine di carruba e di pasta, pizza, pane integrale. Il cacao in particolare contiene non solo teobromina, stimolante naturale non dannoso quanto la caffeina, ma anche la feniletilamina.<\/p>\n<p><em>[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p>I NEMICI DEL TRIPTOFANO<\/p>\n<p>Quali i cibi che al contrario inibiscono il triptofano? Il caff\u00e8 e le cole, i dolci, i succhi devitalizzati, i farmaci, i vaccini, le vitamine sintetiche e gli integratori, i salatini, le patatine fritte, tutti i menu dei fast-food e tutti i menu promossi dalle reti televisive. Nessuna meraviglia che le diete Atkins, le diete South Beach (Arthur Agatson), le diete antiglicemiche (Montignac), le diete a zona (Barry Sears), le diete basate sugli Omega-3 ittici (David Serban-Schreiber), le diete carneo-mediterranee (tipo professor Carlo Cannella), le diete a Gruppi Sanguigni (Peter D&#8217;Adamo e Mozzi), le diete Dukan, le Tisanoreiche, le Lemme e simili, tutte pi\u00f9 o meno basate sullo schema low-carb e alta proteina, pi\u00f9 stampelle integratrici, portino all&#8217;emoviscosit\u00e0 e all&#8217;obesit\u00e0 cronica e irreversibile.<\/p>\n<p>NON DIMENTICHIAMOCI&#8230;<\/p>\n<p>E non dimentichiamoci per favore il ruolo mortale della <strong>ritenzione idrica<\/strong>, figlia dell&#8217;acidosi e delle putrefazioni intestinali. Servir\u00e0 muoversi e sudare. Servir\u00e0 abbondare di frutta lontano dai pasti. Servir\u00e0 usare i centrifugati di tuberi e sedani. Servir\u00e0 implementare le spremute di agrumi al risveglio. Servir\u00e0 praticare respirazione ritmata e diaframmatica, catturando aria fresca, ossigeno (20%) e azoto (80%) che, con la melatonina e il sole convogliato tramite la retina sulla pineale, produrr\u00e0 il super-ormone proteico della crescita extra-alimentare chiamato <strong>somatotropina<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Valdo Vaccaro<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto dalla mia tesina <em>La catastrofe mondiale dell&#8217;obesit\u00e0<\/em>\u00a0dell&#8217;11\/01\/13<\/p>\n<\/div>\n<p>..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il termine bulimia deriva dal greco b\u00f2us (bue) e lim\u00f2s (fame), e sta dunque per fame da bue. \u00c8 un segnale non solo di semplice squilibrio tra calorie introdotte e calorie consumate, e quindi di cellule affamate che bussano alla porta dell&#8217;ipotalamo per ricevere pi\u00f9 cibo. 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