Yoga Sutra di Patanjali di Giovanni Formisano – secondo sutra

Estratto da Yoga Sutra di Patanjali di Giovanni Formisano — Yogaś-citta-vṛtti-nirodhaḥ

In questo estratto dal libro Yoga Sutra di Patanjali di Giovanni Formisano approfondiamo il secondo sutra, cuore dell’insegnamento yogico: la cessazione delle fluttuazioni mentali come via alla realizzazione del Sé.

2 Yogaś-citta-vṛtti-nirodhaḥ

Yogas = Lo Yoga, unione
Chitta (Citta) = Campo mentale
Vritti (Vṛtti) = Fluttuazioni, mulinelli, vortici, modificazioni
Nirodhah = Cessazione, sospensione, restrizione

Tra le tante, possiamo dare due interpretazioni di questo Sutra fondamentale, una più completa e l’altra concisa.

trad 1 Lo stato di Yoga (Samadhi) accade quando le modificazioni simili a vortici (Vritti), che normalmente si verificano nel campo della consapevolezza individuale (Chitta), vengono controllate, indebolite, pacificate, neutralizzate o sospese.

trad 2 La scienza dello Yoga consiste nel controllo della mente e delle sue modificazioni.

Bisogna comprendere che la parola “Yoga” in questo testo non significa posture o Pranayama, ma indica lo stato di supercoscienza o Samadhi (“unire completamente”), nel quale si è nella piena realizzazione della nostra natura di esseri spirituali e della nostra relazione con il Divino.

Questo secondo verso indica la via e la meta e specifica che lo stato di Yoga o di liberazione della coscienza può essere ottenuto solo nel momento in cui le modificazioni simili a vortici (Vritti) […] vengono fermate, sospese o neutralizzate.

In nessun altro modo si poteva arrivare a sintetizzare in modo così perfetto la via dello Yoga.

La mente e le Vritti

Con il termine Vritti andiamo, quindi, a designare tutte le modificazioni o alterazioni di Chitta che possono derivare da stimoli esterni o da impulsi interni subconsci (Samskara, semi karmici).

Patanjali dice che lo stato naturale di Chitta è quello in cui le Vritti sono sospese […]

Con un po’ di autoanalisi e discernimento possiamo, invece, capire che la nostra mente è sempre in uno stato disfunzionale, non è mai ferma […]

Non a caso, la mente in India viene chiamata “la scimmia ubriaca”, proprio per descrivere questo stato di estrema instabilità e fluttuazione.

Con la pratica dello Yoga e della meditazione, si impara a non identificarsi con le Vritti mentali, a osservarle come farebbe un testimone, arrivando poi, col tempo, a uno stato di sospensione delle stesse e a usare questo strumento prezioso solo quando ci serve.

Chitta e i suoi elementi

Nella filosofia Yoga, la mente nel suo insieme viene chiamata Chitta […] ed è formata da quattro elementi:

‒ Manas
‒ Buddhi
‒ Ahamkara
‒ Chitta

[…]

Chitta può essere paragonata a un lago: le onde in superficie sono le Vritti […] sul fondo calmo troviamo il Sé, la nostra essenza, che possiamo immaginare come una perla preziosa.

Se la superficie è calma […] riusciremo a scorgere anche la calma bellezza del fondo e trovare la perla nascosta.

I Guna e gli stati della mente

Fin quando non saremo spiritualmente risvegliati, Chitta sarà completamente e costantemente influenzata dai Guna.

Sattva ha le qualità della luce, dell’armonia, della leggerezza e della saggezza.
Rajas rappresenta l’attività, l’agitazione, il movimento.
Tamas invece è letargico, ottuso, pesante, ignorante.

[…]

La mente, inoltre, viene tradizionalmente classificata in cinque modalità di consapevolezza:

‒ Ksipta
‒ Muddha
‒ Biksipta
‒ Ekagrata
‒ Niruddha

[…]

In questo stato lo Yogi è sempre stabile nella gioia della meditazione, anche quando non medita e ha allontanato per sempre ogni traccia di irrequietudine o di dualità.

[…]

Da notare che Krishnamacharya traduceva questo Sutra spiegando che lo Yoga è la capacità di concentrare l’attenzione su un solo punto.

Vuoi leggere gratuitamente l’estratto iniziale di Yoga Sutra di Patanjali?

Scaricalo gratuitamente QUI

Giovanni Formisano terrà la presentazione del libro Yoga Sutra di Patanjali lunedì 16 febbraio 2026. Per tutte le informazioni, vai a questo link.


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