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Le malattie sono un invito a ristabilire il senso dell’Unità all’interno della nostra vita.

Forse è un’idea nota a molti, ma ogni tanto devo ripetermela… Ogni dilemma sfocia prima o poi nella dualità bene/male, che a volte genera un’autentica lotta apocalittica personale, sociale, planetaria, se non addirittura cosmica. In ogni accezione, inclusa quella fisica, il male viene associato a forze
“diaboliche”: Gesù invia gli apostoli a curare scacciando i diavoli e a tutt’oggi molte persone cercano la guarigione invocando forze “angeliche”, “divine”. Il termine diavolo viene dal greco dia-bollein (“mettere in due”, “separare”), ossia quest’entità è la personificazione della forza separativa, disintegrativa, che è tipica della condizione terrena ed è la base del dinamismo dell’evoluzione, ma quanta fatica e dolore ci costa!

Quando stiamo “male”, insomma, manifestiamo un rifiuto, una separazione da qualcosa: da qualcuno, da una situazione, da una parte di noi, da noi stessi… Se ciò ha senso, l’unica vera guarigione sta in una riunificazione, un’integrazione. Se, ad esempio, combattiamo un male fisico con un farmaco “anti-“ o rimuoviamo chirurgicamente un organo, agiamo “diabolicamente”. Ovviamente non intendo demonizzare la medicina “ufficiale”, ma solo implicare che ogni intervento separativo andrebbe accompagnato da un intervento unificativo. Ogni analisi reclama una sintesi. Il contraltare di dia-bolo è sim-bolo, che significa “mettere sim-ultaneamente”: mettere insieme i pezzi di noi stessi non come in un puzzle, ma in un tutt’uno in cui gli elementi si sciolgono e si fondono come nell’alchemico solve et coagula.

Trattare un disagio fisico o un evento come simbolo, come ad esempio fa la psicosomatica, va in questa direzione, ma a volte non basta. Lo scopo vero di un simbolo è portarci a una piccola o grande illuminazione, a una crescita anche spirituale, ossia riunirci all’Uni-verso e al Principio stesso della Creazione comunque lo si chiami: non a caso i templi di qualunque tempo e cultura abbondano di simboli. I nostri mali, insomma, sono come le briciole di Pollicino: ci guidano verso la ricostituzione dell’Unità dalla quale tutto proviene, verso “casa”. Devo ricordare che ciò che unisce e integra è l’amore? E non a caso il termine salute ha la stessa radice di salvezza e santità… Difficile il lavoro di medici e counselor che si basano su ciò, ma anche entusiasmante… Anche perché essi crescono insieme ai loro clienti…

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