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Un gioco guidato

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In questa intervista affrontiamo con Olga Karasso il tema del potere: di cosa si tratta, come si evolve, quale il suo ruolo all’interno della storia umana…

– Che cosa è il potere?

Premesso che parlerò solo di quello umanamente accettabile – non di quello criminale -, il desiderio di potere, che sta alla base di ogni potere, rappresenta per l’uomo una fase evolutiva importantissima, vitale. Un passaggio obbligato. L’umanità senza desiderio di potere, senza degli ego pronunciati, si sarebbe estinta da molto tempo.

– Non tutti, però, riescono a ottenere il potere che desiderano.

Ci sono piccoli e grandi desideri di potere. Dai più innocui ai più pericolosi. Ognuno ha i suoi. La maggior parte delle persone, pur avendo un forte desiderio di potere – qualsiasi esso sia – non riesce a raggiungerlo, sentendosi frustrata per tutta la vita. Poiché i ruoli sono infiniti, esisterà sempre qualcuno che otterrà il potere desiderato, mentre molti altri lo sfioreranno appena. Siamo parte di un gioco grandioso di cui non conosciamo gli autori…

– Ci sono dei fattori che comunque sono determinanti per l’ottenimento del potere?

Anche se il desiderio e la volontà di potere sono determinanti, le circostanze di partenza favoriscono una persona piuttosto che un’altra. Una buona porzione di quello che chiamiamo destino è senz’altro segnata, nel senso che esiste una discriminazione naturale: si pensi alle difficoltà del nascere in una famiglia complicata o misera, in un orfanotrofio, in un paese in guerra, malati… per quanto grande possa essere un desiderio di potere, riuscirà difficile esaudirlo poiché non c’è energia sufficiente per contrastare i tanti impedimenti, sia materiali che psicologici, che si incontrano nella vita.

– Quanto contano le barriere poste dal carattere e dalle attitudini personali?

Chi nasce con un carattere più o meno pacifico e senza particolari velleità riguardo il potere, cioè con il sano obiettivo di una vita tranquilla a cui non manchi il giusto necessario, vivrà un’esistenza forse più felice di tanti altri… ma, nella commedia umana, qualcuno che detenga il vero potere ci deve essere, altrimenti l’umanità non avanzerebbe. Qualcuno che scopra o inventi per gli altri o diriga gli altri. Dobbiamo a certi folli egocentrici il nostro progresso.

– Credo che si possa distinguere tra un potere e l’altro. Ad esempio, quello di chi deve dirigere è caratterizzato da moltissime responsabilità, ma di solito la gente, pensando al potere, immagina che sia solo comandare gli altri, piuttosto che dirigerli. Nel caso ottimale, guidarli. Si tratta di un fraintendimento?

Fraintendimento… soprattutto molta invidia da non sottovalutare…

– Invidia del potere?

Invidia di chi detiene il potere, soprattutto di ciò che il potere si suppone regali a piene mani. Storia vecchia come il mondo. Prima si acclama il potente di turno, poi lo si distrugge. Il meccanismo è noto.

Già da piccoli, alcuni sembrano destinati al potere. Emanano un carisma speciale. Si tratta sovente di persone che, mosse prima da ideali nobilissimi e disposti ad aiutare gli altri, man mano che il loro potere cresce, si allontanano da quelli che erano gli scopi iniziali. A un certo punto non saranno più gli stessi, non saranno più in sé… ed è allora che potrebbero verificarsi fatti anche drammatici.

– In che senso?

Il potere è diventato un qualcosa che “assorbe” l’individuo che lo gestisce. Mi rendo conto che sto esprimendo un concetto difficile da accettare. Quello che voglio dire è che il potere è quasi diventato un’entità separata, con una sua fisionomia precisa…

– Una qualche forma energetica?

In un certo senso. E’ come se avesse assunto una forma umana… ha una sua autonomia di pensiero e di azione.

– Intende dire, quindi, che l’individuo coinvolto nel potere avrebbe una relazione di dipendenza con questa forma energetica…?

Una forma che lui stesso ha creato, del tutto inconsapevolmente. Ci vuole un raro autocontrollo per non lasciarsi intrappolare… Una creatura oramai indipendente, che gli “succhia” la vitalità rendendolo mentalmente poco lucido. La persona perseguirà un’immagine del potere assai diversa rispetto a quella “idealistica” che aveva concepito inizialmente, agendo sempre più spesso in maniera automatica. Ed è quello che è puntualmente capitato ai grandi condottieri della storia… Purtroppo chi è al potere non se ne rende conto, perché è troppo preso dal ruolo. Non è abbastanza saggio da immaginare altro. Altre forme di potere… Si tratta di una mia idea, frutto però di anni di osservazione.

– Non sembra qualcosa di molto positivo…

Se noi potessimo osservare l’esistenza senza immedesimarci troppo, troveremmo comunque il lato positivo. Siamo abituati a considerare sia il bene che il male riferendoci solo alle nostre vite, mentre occorrerebbe allargare la nostra visuale… ciò che appare oggi spaventosamente negativo, potrebbe permettere al positivo di emergere, domani. Niente dura in eterno e niente, in verità, è come appare.

– Qual è il fine della “forma di potere” di cui ha parlato? Il dominio sugli altri?

Potrebbe essere – anzi lo è – ma non conoscendo il copione di questa nostra commedia umana, non indoviniamo i motivi segreti che stanno dietro certe situazioni che, superficialmente, giudichiamo negative o positive, a seconda del momento e di chi ce le presenta. Dovremmo poter stare dietro le quinte…

– Comprensione del potere come strumento di passaggio verso una condizione umana più evoluta?

Molto più evoluta, ma pur sempre con desideri di potere, anche se differenti… evoluti… un gioco guidato, come dicevo. Di più non voglio dire, ognuno interpreti da sé.

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