Solidarietà in cucina

Lo chef inglese Stephen Wilson ha ideato un progetto di ristorazione solidale che offre pasti caldi gratuiti e contribuisce a evitare lo spreco di cibo. Il quartiere londinese dove è nato il progetto ha visto la partecipazione solidale di molte persone che condividono la gioia di cucinare insieme.

Il giovane chef Stephen Wilson ha ideato un progetto di ristorazione solidale a Londra, con il quale offrire pasti caldi gratuiti e prevenire  lo spreco di vibo. Gli alimenti raccolti, infatti, sono recuperati dai negozi e dai supermercati che li avrebbero buttati via in quanto prossimi alla data di scadenza.

Secondo la FAO, ogni anno un terzo degli alimenti prodotti nel mondo va perso o sprecato. La questione dello spreco del cibo è dunque una nota dolente in un mondo dove ancora molte persone non hanno abbastanza da mangiare.

A partire dall’ottobre 2010, Stephen ha cominciato a rivolgersi agli esercizi commerciali di sua conoscenza chiedendo loro di poter recuperare gli alimenti invenduti e destinati alla discarica. Da buon professionista, ha ideato dei menù in base agli alimenti raccolti e ha cominciato a offrire cene a conoscenti e amici.

L’idea di coniugare ristorazione solidale e lotta allo spreco di cibo ha riscosso molto successo, e gli abitanti del quartiere dove è nato il progetto, hanno partecipato con entusiasmo.

Dalle tre alle sei del pomeriggio chiunque può recarsi come volonatario in Richmond Road presso “People’s Kitchen” (il nome dato al progetto) per dare una mano nella preparazione della cena o per portare alimenti che hanno raggiunto la scadenza, purché correttamente conservati. Verso le sei e mezza arrivano poi decine di londinesi (alcuni solo per cenare, altri per mangiare in compagnia e fare due chiacchiere) e, prima di uscire, tutti sono tenuti a lavare il proprio piatto e a riporlo. Chi può permetterselo, può lasciare un’offerta per contribuire alle spese di energia elettrica e acqua, oppure regalare utensili da cucina e stoviglie.

Per realizzare una People’s Kitchen, come spiega Stephen, non servono grandi somme di denaro, poiché “molte delle cose necessarie sono già intorno a noi” come dice lui stesso. Più difficile è trovare una cucina adatta allo scopo, oppure un locale disposto a ospitare gratuitamente un progetto di ristorazione solidale. Tuttavia molte persone si sono mostrate entusiaste dell’idea e hanno donato tempo, cibo e utensili.

“Trovo che sia fantastico cucinare insieme ad altre persone – spiega Stephen – invece di cucinare a casa da soli. Ed è bello utilizzare cibo che altrimenti sarebbe andato sprecato”.

Fonti
www.buonenotizie.it/?wVqKsM4e
www.agoravox.it/People-s-Kitchen-pasti-caldi.html

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