Intervista a Manuela Racci (Convegno Il Mistero dell’Esistenza Umana, Bellaria, 2013).

Gli “altri” sono proiezione del nostro demone interiore. Il lato oscuro, l’ombra di cui parla anche Jung, non va demonizzato, eliminato o pretendere che non sia in noi. L’ombra è fondamentale perché è grazie a lei che possiamo volgerci verso la luce.

Quando hai visto la luce, credi di essere immune dall’ombra. Ma gli attacchi arrivano lo stesso. Allora bisogna avere la forza di guardarli come a un dono mascherato. Se non reagisci con rabbia, e rimani nell’amore, allora cresci nella luce. Ma se quell’attacco ti incrina, prendilo come un dono che ti aiuta a vedere che c’è ancora qualcosa che va illuminato. Senza il lato oscuro, non ci sarebbe il senso della luce e del risveglio.

Ascoltare la propria voce interiore vuol dire riappropriarsi della consapevolezza che siamo fondati nella luce. Per ascoltarla, non c’è bisogno di chiedere agil altri. Ma è il frutto di un lavoro personale.

Qual è la vita “giusta”? Non è quella facile o quella dove siamo i padroni di tutto. Ma quella del servizio e dell’umiltà. Le anime bevono l’acqua dell’oblio prima di discendere sulla terra per incarnare la vita che si sono scelte. Bisogna dimenticare, altrimenti l’anima non farebbe il suo percorso di crescita, sapendo già tutto. Ma la vita serve proprio per cominciare a ricordare. Vivere e amare, di qualunque forma di amore, significa cominciare a ricordare…

 

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