Intervento di Erica F. Poli al convegno “Comunicazione evolutiva” (Pisa, 22 giugno 2019) organizzato da www.officinegaribaldi.it

 

Siamo costantemente l’architetto e la sua opera.

Sono le relazioni che determinano la forma.

Le cellule comunicano fra di loro? Noi possiamo comunicare con le cellule e con i tessuti e gli organi? La risposta è sì, se utilizziamo il ponte delle emozioni.

La realtà è di fatto sospesa tra l’essere materiale e l’essere immateriale, così come fa la particella tra la sua manifestazione materiale e quella come onda energetica.

La scienza ci ha mostrato che non si può scorporare un organo dal resto dell’organismo.

La nostra salute è collegata all’insieme delle relazioni.

Linfociti ricevono segnali anche dal sistema nervoso. Hanno recettori per le endorfine.

Il cuore non è solo un muscolo ma un secondo cervello che produce neurotrasmettitori; con il suo campo elettromagnetico allinea i campi elettromagnetici delle altre cellule.

La membrana cellulare è un esempio di comunicazione con le altre cellule.

Matrice extracellulare è il medium dove stanno le cellule e regola lo stato di acidosi e altro dei tessuti.

La corteccia prefrontale deve dialogare con il cervello limbico.

Il tessuto adiposo produce ormoni e regola il metabolismo dell’insulina.

Noi siamo un campo emotivo ed energetico che dà una forma alla struttura.

La forma è più della somma degli elementi, essa è quel quid in più collegato alla coscienza.

I meccanismi di regolazione della vita stanno nelle relazioni, che sono legate alla coscienza.

La coscienza non è semplicemente la mente cosciente, ma un sistema di elementi che si stanno autoregolando insieme.

Il cervello raccoglie stimoli elettrici e li collega a delle forme.

Abbiamo un conscio, un inconscio e probabilmente un superconscio.

Stare bene, la salute, è una musica, una danza fra i vari sistemi. La relazione tra la forma e lo spirito è ciò che ci serve per stare bene.

Le emozioni sono un ponte tra la mente il corpo. Accadono sia nel corpo sia nel cervello.

La medicina delle emozioni ci invita a comunicare con il cervello, che non capisce bene le parole, ma sopratutto il tocco, le immagini, i suoni e tutto il mondo non verbale.

Le emozioni producono esperienze nel corpo diverse.

Esiste una correlazione tra lo stress infantile dei primi anni di vita e le malattie autoimmuni.

Questo perché le emozioni scaricano nel corpo: nella muscolatura striata, volontaria, con le algie, i dolori muscolari e la fibromialgia. O nella muscolatura liscia, quella dei visceri, con colon irritabile, ipertensione, problemi vescicali, ecc.

Il cuore ha il campo magnetico più grande di cinque volte rispetto a quello del cervello.

Avere il cuore in coerenza significa che la comunicazione tra sistema simpatico e parasimpatico è bilanciata e armonica.

Il sistema nervoso enterico risente della relazione con gli istinti e le relazioni primordiali.

Le vie di scarico dipendono dalle esperienze della prima infanzia. Il nostro sistema nervoso viene infatti definito nei primi anni di vita.

Il sistema nervoso ha tre possibilità: 1) continua a usare meccanismi primitivi, tali che si immobilizza di fronte allo stimolo; 2) può muoversi e agire, con la reazione di attacco e fuga; 3) può relazionarsi con gli altri in modo più profondo, ma il bambino impara a farlo soprattutto dopo il 18esimo mese di età.

Per ciascuno di noi le origini stanno nella gestazione e poi nei primi due anni di vita.

Il nostro DNA è costituito per la maggior parte da sequenze regolatorie che sono regolate dall’ambiente, che comprende anche le emozioni e la comunicazione.

L’ippocampo del bambino non è maturo nei primi due anni di vita.

Siamo ciò che il DNA esprime, cioè il nostro epigenoma, e ciò che il DNA esprime è collegato al connettoma, l’insieme delle comunicazioni nervose, ossia l’espressione dell’amore con cui siamo stati cresciuti o che possiamo ripristinare in noi.

L’amore inteso come relazione è la chiave della vita.

Alla base delle forme troviamo spesso la struttura del toroide, che si ripresenta sia nel microcosmo sia nel macrocosmo.

Il grande mediatore è l’acqua, la quale trasmette facilmente le informazioni.

Sotto ogni cosa vi è una entità immateriale, il suono, le frequenze.

Come comunicare con le nostre cellule? Come valicare le resistenze della razionalità? Possiamo farlo attraverso il profumo e il suono.

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