Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

71. NOI CREIAMO IN BASE A CIÒ CHE CREDIAMO

Ieri sera mia figlia mi ha chiesto: “Mamma, per tv, da nonna, hanno detto che il popolo Maya era molto saggio e aveva previsto che la terra sarebbe stata distrutta da asteroidi che ci finiranno addosso, e questo è previsto per il 21 dicembre 2012”.

Afferro immediatamente il senso della questione, poiché questo dubbio aleggia spesso tra le domande delle persone che vengono a chiedermi aiuto nei consulti individuali, così le rispondo: “Tesoro: i Maya avevano previsto la fine di qualcosa, di un vecchio modo di fare, di pensare e quindi di creare. Ora noi avremo la possibilità di decidere chi vogliamo essere”.

Proprio così, caro viandante; vogliamo essere quelli che sostengono la crisi (che in quanto mezzo dovrebbe essere semplicemente usata per smantellare il vecchio mondo) e alimentare uno status nel quale vegetare, oppure vogliamodiventare il cambiamento che vorremmo, come direbbe Gandhi? … C’è da riflettere!

Così, ho cercato di spiegare a mia figlia che noi creiamo in base a ciò che crediamo.
Allora lei mi ha detto: “Ma se tutte le persone credono che il mondo è destinato a finire, a distruggersi, e il Sole a spegnersi… allora questo è quello che ci accadrà?”
A questo punto rabbrividisco e penso che in effetti potrebbe esserci anche questa possibilità, poiché se una certa quota-parte di persone pensa che non ce la faremo, che qualsiasi situazione metteremo in atto per cambiare ciò che non è più funzionale non farà altro che portarci a un disastro collettivo, questo potrebbe diventare concreto.

Dopo il primo momento di profondo disagio esistenziale, e un certo senso di impotenza, mi desto dalla forma pensiero che mi aveva colto e mi dico: “Eh, no, Monia! Questo è il gioco diabolico che il sistema vuole far persistere! Io voglio credere che si può vivere meglio di così! Quello che posso fare è svegliare più persone possibili, che a loro volta desteranno dal torpore del processo necrotico in essere altre persone. Se ognuno farà questo, noi saremo il cambiamento ora!

Caro viandante, qui non c’entrano i Maya, le profezie o la politica che non va! C’è un mondo da salvare: il nostro! Si può fare, non è un’utopia se ognuno di noi sistema la sua piccola realtà quotidiana.

Allunga il braccio a ciò che hai di fronte, e metti in atto il cambiamento che vorresti.
Buon 2012 viandante!
E che la contaminazione di massa abbia inizio!

27/12/11
71. NOI CREIAMO IN BASE A CIÒ CHE CREDIAMO

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