Nadav Crivelli ci parla degli Ofanim: i Sette Angeli della Consapevolezza secondo la Cabalà. Lezione 3 di 3.

Parte 1

Parte 2

 

Tra gli argomenti del video:

Il Libro della Formazione, un antico libro di Cabalà, afferma che nella vita abbiamo accesso a sette doni, corrispondenti a ciascuno dei Sette Angeli Ofanim.

Partendo dai centri del basso, abbiamo: bellezza, pace, governo, vita, fertilità, ricchezza, sapienza.

Al primo centro troviamo dunque la bellezza, in corrispondenza del “sigillo” che abbiamo visto nel video scorso. Il legame tra bellezza e sessualità è evidente. Quando il centro funziona poco, emerge invece la bruttezza, intesa come modo di vivere se stessi.

Il secondo dono, quello della pace, corrisponde alla lettera Resh, la “testa” nel plesso ipogastrico. Salute significa essere in pace con il corpo e tutti i suoi organi.

Il terzo centro è associato alla lettera Peh e il dono qui è il governo ossia il controllo di se stessi. L’opposto del governo è la schiavitù, la sottomissione agli altri.

Al centro del cuore, associato alla lettera Kaf, troviamo il dono della vita. L’amore è infatti soprattutto vita.

Al centro della gola troviamo la lettera Dalet e il dono della fertilità. Fertilità è seminare e raccogliere, che è l’opera della parola, considerata un seme. In tutte le tradizioni esoteriche la creazione avviene tramite il suono.

Nel centro del terzo occhio abbiamo il dono della ricchezza. La ricchezza è un dono del Cielo e, quando è sana e porta gioia, viene considerata il frutto di un’armonia con il Divino. Un terzo occhio aperto sa vedere la vera natura della realtà: solo quando la nostra percezione spirituale è attiva possiamo goderci la ricchezza ed essere felici.

L’ultimo dei sette doni è la sapienza e corrisponde al centro della corona. Quando Re Salamone viene interpellato da Dio per scegliere uno fra questi sette doni, sceglie la sapienza, il più prezioso di tutti e anche il più raro. Non è erudizione, ma saggezza di vita.

Esiste anche l’opposto di ciascuno dei doni, per esempio nel caso della sapienza il suo opposto è la stoltezza. Gli opposti si manifestano quando i relativi centri dei doni sono chiusi o poco fluidi.

Le opposizioni sono relative. Nell’oscillare tra un opposto e l’altro scopriamo il segreto della vita che ha a che fare con la pulsazione, cioè oscillare tra un estremo e l’altro.

I doni non vanno visti come il fuggire dai loro opposti ma come l’invito a saper vivere tutti gli stati come condizione inevitabile del vivere, cercando di farlo nel modo più sapiente possibile.

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