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Dallo yoga delle cellule al cranio sacrale – VII

Dallo yoga delle cellule al cranio sacrale - VII

Lo yoga delle cellule e le connessioni con la biodinamica craniosacrale. L’autore espone le sue conclusioni e riporta alcuni esempi di esperienze durante le sedute di cranio-sacrale. Ultima parte.

Le conferme

Ed oggi, a distanza di molti anni dalle testimonianze di Mère, troviamo conferme di queste straordinarie proprietà delle cellule.

Una fra tutte è la ricerca sulle cellule staminali, cellule che sono in grado di “diventare” quello che serve al momento, assommando in questo la piena potenzialità di una intelligena nascosta. É recente la scoperta che queste cellule staminali sono presenti in gran numero nella placenta e nel sangue del cordone ombelicale.

Sono di notevole interesse anche gli studi della dottoressa Mae-Wan Ho, in cui si arriva a ipotizzare la struttura degli organismi come cristalli liquidi, in cui le cellule occupano la funzione basilare di struttura e di supporto.

Nel lavoro di Tom Myers sulla ricerca dei meridiani miofasciali, si pone l’accento sulla matrice extracellulare che costituisce la base della rete della fascia. E la recentissima scoperta della “survivina”, la proteina che regola la loro sopravvivenza. Sembra che la regolazione di questa proteina possa essere responsabile di alcune patologie.

Alcune recenti ricerche sulle cellule del cervello, i neuroni per anni ritenuti non in grado di rinnovarsi, hanno dimostrato che, seppur con una frequenza bassa, si possono replicare.

Anche la stessa struttura della cellula, una approssimativa sfera delimitata da una membrana, contenente una sostanza fluida, il citoplasma, dove si trovano un nucleo e altri elementi come i mitocondri, vere e proprie “centrali energetiche”, i ribosomi, dove si traduce l’informazione genetica del DNA, il citoscheletro, rete stradale interna, i lisosome, degli inceneritori per le sostanze assunte, l’apparato del Golgi, piccolo stabilimento per impacchettare le proteine e spedirle all’esterno, è oggetto di approfondite ricerche che stanno dando risultati sorprendenti. E tra tutti questi le straordinarie caratteristiche della membrana, capace di discernere le tipologie di sostanze e di permetterne o no il passaggio, e lo stesso citoplasma, non più semplice fluido di supporto per le varie componenti interne delle cellule, ma dotato di proprietà specifiche.

Tutto questo, e si potrebbe andare avanti ancora tanto, era già presente in alcune intuizioni di Mère, talvolta quasi profetiche.

L’esperienza con H: le cellule

È già da alcune sessioni che stavo lavorando con H. É stato subito molto entusiasta per il craniosacrale, che non conosceva e che gli è stato consigliato da un amico che lo aveva già provato. Desidero riportare in particolare l’esperienza di una sessione che H mi ha descritto, e per quello che ho percepito anche io.

H arriva un po’ stanco rispetto al solito, mi dice che ha avuto problemi con le persone con cui lavora e che questo in genere lo fa stare a disagio. Dice anche che desidera molto stendersi subito sul lettino e cominciare perché questo lo fa “stare come a casa sua”; cosa che mi ha detto anche altre volte. Verso la metà della sessione ancora non si era manifestato il neutrale, ed avevo provato a suggerire still point e altre modalità come fluttuazioni, ma senza successo. Alle mie domande su come si sentiva mi aveva risposto con laconici “bene”, e successive richieste di esplorazione di questo bene” non avevano dato frutti. Come da esperienza oramai più consolidata, non avevo dato peso a questa situazione, ed ero rimasto serenamente in ascolto, con un atteggiamento di grande apertura ed accettazione della sua “saggezza intrinseca”.

Dopo poco aveva fatto un piccolo movimento con la testa (ero in ascolto della volta a cinque dita o di Sutherland) ed un suono tipo “hmm”. Sembrava che avesse voglia di raccontarmi qualcosa, ed anche io ero curioso di sapere se mi confermava quello che stavo sentendo con le mani: era da poco, infatti, che percepivo una sorta di vibrazione nella testa, come se ci fossero tante particelle che si muovessero, un po’ caoticamente, ma con una certa grazia, e proprio negli ultimi instanti questo movimento era diventato più distinto, più simile alla marea media, ma con una caratteristica di granulosità, come se nella testa ci fossero tantissime piccole particelle, che ora si muovevano con quel famoso ritmo del Respiro del Vita.

Chiedo allora ad H come si sente e cosa sta percependo. Mi risponde che sente nella testa come se ci fossero tante sferette, tutte colorate, e tutte come se parlassero, ma non con le parole bensì con una sorta di vibrazione; e che questo era successo dopo essere stato per un po’ come in un dormiveglia, con  una leggera tensione non ben localizzata. Adesso, mi dice ancora, sento che tutte queste sferette parlano anche tra di loro, si comunicano delle cose, non c’è una lingua, ma è come se ci fossero dei messaggi su cosa fare, dove farla, e così via. Aggiunge poi, “è così che fanno le mie cellule…”.

Avrei tanta voglia di chiedergli ulteriori notizie, ma riesco a chiedergli solo “che effetto fa stare a contatto con questo”; mi dice che è molto piacevole e che gli sembra di essere più se stesso… Anche l’atmosfera, o per essere più esatti la biosfera, è piacevole, come se ci fosse un’armonia generale. Tutto ciò dura una decina di minuti, durante i quali rimane abbastanza chiaro il movimento tipo marea media, e terminiamo poi dopo un ascolto al sacro.

Nei commenti di fine sessione discutiamo dell’esperienza ed è lui stesso a chiedermi delle cellule; parliamo un po’ dell’argomento ed alla fine dice di sentirsi molto bene, come funzionasse meglio, sia la testa che il corpo.

Anche nelle sessioni successive mi racconta che alcuni aspetti di sé tendono a migliorare, cambia lavoro e trova casa; proseguiremo ancora per qualche mese gli incontri, durante i quali riesce anche a raccontare più diffusamente come si sente…

L’esperienza con M: la marea lunga

M. ha uno stato di tensione generale molto elevato, potremmo dire che il suo sistema nervoso è più nello stato simpatico che in quello parasimpatico. Situazione professionale ed affettiva molto stressante. Spessissimo si addormenta, anche se abbiamo verificato che non si tratta di un vero dormire, ma di un sorta di dormiveglia più profondo, dove a volte sente tutto quello che succede intorno e a volte invece si attenua un po’ tutto. Nella sessione che vi racconto abbiamo cominciato come al solito, fulcri, negoziazione, trovando presto una centratura soddisfacente. Da qui, sono in ascolto dall’occipite, entro presto in relazione con la marea media, ma dopo qualche minuto, senza un passaggio preciso, ci troviamo, e dico “ci” perché poi me lo confermerà anche M., in qualcosa di infinitamente pacato e allo stesso tempo di grandissima potenza.

Oggi è uno stato che cominciamo a conoscere un pochino di più, ma un po’ di tempo fa, almeno per me, era qualcosa di quasi mitico. È la marea lunga. Si “sente” questo movimento che scorre, lento ma impetuoso, direi maestoso, si “sente” che  qualcosa di speciale, e oltre a tutto ciò non si ferma alla biosfera della persona, a questa sorta di campo che avvolge e circonda le persone, ma è molto più vasto, arriva molto più in là. E intorno l’ambiente risponde: è come se ci fosse più silenzio; anche i rumori soliti sembrano avere più armonia, non disturbano, sembra tutto molto integrato. Sento il rumore di qualche macchina nella strada sottostante allo studio dove siamo, sento qualche rumore nell’edificio, ma è tutto molto “a posto”.

Quando alzo lo sguardo per dare un’occhiata all’orologio mi accorgo che siamo stati più di 25 minuti così, e si stava benissimo. Terminiamo la sessione con grande fluidità, con un ascolto dai piedi, quasi per aiutare a rientrare nel ritmo ordinario. Ancora oggi mi ricordo di questa esperienza, e della condivisione con la persona con cui, anche se da differenti punti vista e con differenti modalità, abbiamo convenuto con grande certezza di aver sperimentato la marea lunga.

La mia esperienza: la linea mediana

Mi è accaduto durante un corso. Durante la sessione ad un certo punto mi era sembrato di essere andato sottacqua, e da lì di risalire lentamente fino ad arrivare in superficie, ma senza venire fuori perché c’era una lastra di ghiaccio. Tutto questo in perfetta coscienza e con una sensazione generale di osservatore attento. Non era piacevole. Per fortuna il mio operatore del momento mi ha chiesto come mi sentivo. Ho trovato la forza, anzi l’aria, perché un po’ mi mancava, di raccontargli a grandi linee come stavo. Non avevo idea di cosa fare e non immaginavo che cosa potesse fare per me.

Dopo alcuni istanti mi disse soltanto: “Prova a collegarti con la tua linea mediana”. Mi sembra quasi di raccontare una storia un po’ assurda, ma soltanto pensare che avevo una linea di riferimento e che potevo “collegarmi” ad essa mi fece rapidamente uscire da questa situazione; un po’ come se il ghiaccio si sciogliesse e potessi finalmente tornare a respirare. E non solo: mi sembrava che nel corpo scorresse tutto un poco meglio.

In genere sono abbastanza scettico e cerco di adottare un punto di vista un minimo scientifico, ma sono anche pronto a fidarmi di qualcosa un po’ più in là dei sensi convenzionali e ad affidarmi ad una antica saggezza insita in tutti noi. Potrebbe sembrare qualcosa di soprannaturale, ma sono sempre stato convinto di una cosa, che poi ho trovato in una frase di Sri Aurobindo – “il soprannaturale è solo un naturale che non abbiamo ancora raggiunto”. E nel craniosacrale può capitare di toccare molto da vicino questi confini.

Conclusioni

Ed eccomi alla fine di questa breve panoramica sullo yoga delle cellule e sulle connessioni con la biodinamica craniosacrale. Mi rendo conto di avere solamente introdotto queste cose e probabilmente di aver lasciato un po’ di curiosità nei lettori, ma se ciò è avvenuto allora ne sono felice, perchè l’aver acceso il desiderio di conoscere un po’ di più questi argomenti è già di per sé un’enorme soddisfazione.

Un ringraziamento profondo a Michael Kern, per avermi fatto conoscere ancora di più la biodinamica craniosacrale, ed a Maderu Pincione per avermela fatta conoscere per primo.

Bibliografia
* Sri Aurobindo – Guida allo yoga – Ed. Mediterranee
* Capra, Fritjof – Il tao della fisica – Adelphi Ed.
* Ho, Mae-Wan – The rainbow and the worm – Ed. World Scientific
* Kern, Michael – Craniosacrale – Ed. Tecniche nuove – Milano 2006
* Patanjali – La via regale della realizzazione – Ed. Ashram Vidya
* Sassone, Roberto – La ricerca dell’amore – Ed. Green Volunteers – Milano 2005
* Satprem – L’agenda di Mère – Ed. Mediterranee 1987
* Satprem – La mente delle cellule – Ed. Mediterranee – Roma 1985
* Satprem – L’uomo dopo l’uomo – Ed. Mediterranee – Roma 1984
* Satprem – Sri Aurobindo l’avventura della coscienza – Ed. Mediterranee – Roma 1991
* Sill, Franklyn – Craniosacral Biodynamics – Ed. North Atlantic books – Voll. 1 e 2

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