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Gli elementi e le tipologie psicologiche

Aldo Riboni (Redazione) ha intervistato Rino Siniscalchi, astrologo. Questa, la parte relativa alle Tipologie Psicologiche.

– Quali sono le principali tipologie psicologiche? E come si collegano i quattro elementi alle tipologie psicologiche e agli aspetti fondamentali della personalità (ragione, volontà, emozione…)?

Jung illustra i tipi psicologici utilizzando i quattro elementi, riprendendo una tradizione che parte da Ippocrate e dai suoi temperamenti, e che si ritrova nello yoga, nel sistema dei chakra, in cui c’è una progressione dalla Terra, all’Acqua, al Fuoco, e poi all’Aria, dal solido al sottile, e infine l’Etere, che li comprende tutti e quattro.

Gli elementi si trovano in tutte le discipline olistiche di tutte le latitudini. Questa è la base anche dell’astrologia olistica, che Jung riprese e rielaborò. In ogni persona si deve individuare l’elemento superiore, quello in cui si muove l’io pensante, e uno inferiore, che è il suo opposto e non può essere “utilizzato” in maniera consapevole. Generalmente le persone vivono sviluppando un solo elemento, ma è possibile lavorare sugli altri due per farli “salire”, cioè per renderli attivi. Si può sviluppare un secondo elemento verso i trent’anni, poi un terzo molto più tardi e molto raramente.

I quattro elementi, e quindi le quattro tipologie psicologiche, sono divise in coppie di opposti: l’Aria che rappresenta il pensiero, la logica, l’astrazione, opposta all’Acqua che quindi è il sentimento, l’illogicità. E il Fuoco, ovvero l’intuizione, la capacità di vivere nel futuro e anticipare gli eventi, opposto allaTerra che valorizza la sensazione, la conoscenza attraverso i cinque sensi, quindi il pragmatismo contro l’ideologia marcata del Fuoco.

Tutti gli elementi poi possono essere introversi o estroversi, diventando praticamente otto. L’introverso è rivolto verso di sé, è molto attento alla propria interiorità, mentre l’estroverso ha un migliore rapporto verso l’esterno. Un tipo Aria estroverso per esempio per risolvere un problema punta sulle statistiche, sui numeri, cerca la verità fuori da sé. L’introverso la cerca dentro di sé, si accontenta di pochi fatti e poi elabora. L’introversione poggia sulla filosofia di Platone, l’estroversione su quella di Aristotele.

L’estroverso crede solo a ciò che vede e può valutare e spiegare, mentre l’introverso è molto più sensibile alla sua interiorità e fuori cerca solo la conferma alla validità della sua realtà interna. Ma l’estroverso ha un ottimo rapporto con l’oggetto, con le cose, che l’introverso non ha. Ma anche qui, non si tratta di valori positivi o negativi, bensì di modi di essere.

Intervista completa QUI.

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