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Il campo… della sicurezza

Eleonora Brugger, intervistata in merito, ci spiega come è possibile uscire dal “ruolo” della timidezza e dell’insicurezza.

– Insicurezza, vergogna, timidezza. Cosa ha da dire in merito? Cosa propone per uscirne?

Innanzitutto dobbiamo prendere coscienza del ruolo del campo morfico, una “regione” d’influenza che impone un certo tipo di ordine, secondo una serie di informazioni programmate… Da bambini, per esempio, facciamo una determinata esperienza che magari non ci piace molto, però cominciamo a pensarci sopra, e magari la reiteriamo più volte, non la “molliamo” anzi la nutriamo con la nostra attenzione; tutto questo va a determinare e a nutrire un preciso “campo di informazione” e il collegamento fra la persona e il campo sarà sempre più intenso, al punto che la persona stessa si identificherà con esso. Invece, la persona potrebbe scegliere di essere qualcos’altro, momento per momento… detto così è molto generico, comunque la domanda che più conta è: come uscirne?

Come prima cosa è essenziale non dare più attenzione, e quindi energia, al comportamento negativo che vogliamo evitare. Bisogna smettere di parlarne e di pensarci sopra, in modo da indebolire il collegamento con il campo, fino a che, alla fine, questo non esisterà più. Dall’altra, dobbiamo imparare a collegarci con un campo “opposto”, la cui qualità sia costruttiva. I militari attingono continuamente da un campo di forza, attraverso la divisa, l’atteggiamento, il modo di pensare… questo campo dà loro il coraggio di andare in combattimento.

In pratica, se ad esempio sono timida e insicura, devo “far finta” di essere sicura perché devo nutrire il campo della sicurezza, e lo devo fare nel quotidiano, magari partendo dalle cose più piccole e facili e, pian piano, poi mi aprirò anche ad altre situazioni più grandi. Devo agire in questo modo ad ogni occasione e fare proprio come un attore: la mattina quando mi alzo penserò come prima cosa alla sicurezza, e così sarà in ogni momento possibile e prima di andare a dormire, stando ben attenta ad evitare di dare forza al campo che invece vogliio abbandonare. Bisogna fare ciò per almeno 21 o 42 giorni, agendo tramite le “ripetizioni” e l'”intensità”, elementi che nutrono e accrescono il campo morfico. Se in precedenza avevo scelto inconsciamente il ruolo dell’insicurezza e mi ci ero identificata, ora posso scegliere il ruolodella sicurezza.

All’inizio, naturalmente, in queste situazioni si deve proprio far finta di essere sicuri, ma pian piano sentiremmo di diventare quella sicurezza… finché, da un momento all’altro, ci accorgeremmo di essere cambiati veramente, di essere diventati quello che abbiamo creato..

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