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Il dono della scrittura automatica

Coloro che hanno il dono della scrittura automatica affermano di poter contattare il mondo dei trapassati o di canalizzare i messaggi di entità quali angeli e guide, dall’altra sono spesso additati come millantatori oppure come persone preda di visioni ed esperienze inconsce. L’unica cosa certa è che si tratta di un grande mistero ma anche di un messaggio: proviamo ad ascoltarlo.

La notte dell’8 ottobre 2007, è cominciata per me una nuova avventura. Per anni avevo rifiutato vari contatti, nonostante una forte attrazione per l’insolito, che mi dava la consapevolezza di essere diversa, ma, considerando l’atteggiamento poco propenso verso certe problematiche, dell’ambiente in cui vivevo, avevo timore a manifestare la mia diversità. Anche se da molti miei atteggiamenti si poteva dedurre il forte legame col mondo spirituale.

La vita o nel mio caso la Volontà del Cielo, come fermamente credo, hanno prodotto quelle energie giuste perché potesse verificarsi quanto era stato scritto per me. Ed infatti nonostante la mia disinvoltura, nel vivere ormai, la mia medianità, con distacco o meglio con interesse occasionale, senza soffermarmi sui vari accadimenti più di tanto, atteggiamento che scaturiva dalla convinzione che tanto era difficile credere a quanto da sempre mi era accaduto, e soprattutto non avendo fiducia nelle mie possibilità energetiche, il Cielo, come dicevo, mi ha costretta a prenderne atto.

Quella notte ero a letto, dopo una settimana costretta ed immobilizzata a casa con una forte lombosciatalgia, per la quale avevo dovuto necessariamente prendere degli antinfiammatori per lenire in parte il forte dolore che percepivo ogni volta che azzardassi un leggero movimento. Leggevo, erano circa le due, all’improvviso un forte dolore al braccio destro mi sorprese, perché, con gli antinfiammatori che avevo preso, non era possibile avere quel dolore. Cominciai a pensare ad altra causa fisica, ma, in quel mentre un sordo rumore mi fece sobbalzare: un libro da poco comperato e posato sul comodino su una pila di altri libri, era caduto per terra.

Mi alzai, lo raccolsi e con sorpresa capii il messaggio. Il libro aveva questo titolo: “Manuale di scrittura automatica e telescrittura” di Stefano Beverini, comprato a Cattolica pochi giorni prima ed ancora non letto. Questo era il messaggio e la circostanza era tale da non poter avere dubbi. Infatti se non fossi stata costretta a casa per una settimana, non avrei dato importanza a quegli accadimenti e sottovalutando la situazione o la chiamata, mi sarei messa semplicemente a dormire. Invece ero stata costretta a prendere coscienza di quella mia possibilità.

Un po’ impaurita presi un quaderno tipo block notes con base rigida e rimessami a letto, sotto le coperte e solo con le braccia fuori, tenendo il blocco notes sul mio petto e senza visualizzare quello che avrei scritto, posai la penna sul foglio. Immediatamente la penna cominciò a muoversi, in modo frenetico tanto che per due volte mi cadde di mano perché la tenevo in modo molto leggero per non sentirmi implicata in quello che andava scrivendo. Fui costretta quindi a sedermi sul letto e timidamente chiesi :”Chi sei?” la risposta fu: “Papà”. Così subito mi tranquillizzai e mi misi comoda.

La prima frase che la penna compose fu per mio figlio, che da una settimana aveva avuto il suo primo bambino, e mio padre voleva fargli pervenire i suoi auguri. “Auguri ad Andrea ed Ilaria per la nascita di Giulio, dal nonno Vito”. Questo fu il primo messaggio ricevuto. Fu un momento di grande commozione, da sempre da quando mio padre era andato via si era fatto vivo, attraverso il sogno o la visione. Ora si presentava a me anche attraverso la telescrittura.

Rimasi senza parole, perché mio padre come in vita, continuava ad essere sempre presente nella nostra vita, in tutti gli avvenimenti importanti della nostra famiglia. Da quel giorno è cominciata la nuova avventura. I contatti sono stati, all’inizio, quasi giornalieri e poi pian piano a mio padre si è aggiunto il mio Spirito Guida, e tante altre Entità, tra cui anche gli Arcangeli.

Alle comunicazioni scritte si sono aggiunte anche le visualizzazioni, chiare precise, molto significative. I messaggi finora ricevuti sono di varia natura, alcuni riguardano la mia vita privata, altri interessano un po’ tutti, perché riguardano la dottrina o spiritualità varia. Questi messaggi sono spontanei, cioè intendo dire che mi vengono dettati in modo del tutto occasionale oppure nel corpo di un altro discorso che sto facendo per esempio con un’altra Entità. Insomma è come se mentre sto parlando con una persona interviene un’altra, che non conosco e comincia a darmi dei messaggi.

E’ questo il motivo che mi ha spinta a chiedere di pubblicare questi messaggi perché, ho letto da qualche parte, ed anche qui il caso non esiste perché ho letto quello che sto per dire proprio nel momento in cui ragionavo su cosa fare o come interpretare il messaggio ricevuto, che tali messaggi devono essere pubblicizzati subito, non aspettare il tempo che ci vuole per scrivere e pubblicare un libro, perché anche altri possano beneficiarne.

Una nota caratteristica è poi che al messaggio verbale segue quasi sempre, cioè se ho la pazienza di aspettare, un disegno che spesso esula dal contesto appena scritto e che solo il consultante riesce ad interpretare perché sono immagini che io non riesco sempre a decifrare, questi disegni hanno un significato solo per chi domanda o chiede il contatto, pertanto dietro ogni disegno c’è tutta una storia particolare di vita di quella persona, che a me non è dato conoscere.

Ora molti studiosi vogliono far scaturire questa messaggistica dal nostro inconscio. Io non so se sempre è giusto o lecito contestare o trovare cavilli. Posso accettare l’intervento dell’inconscio nelle regressioni spontanee che talvolta mi investono creandomi periodi di intensa sofferenza, e di cui parlerò in altra occasione, e che si presentano quando si verificano situazioni energetiche che già mi hanno vista coinvolta in altre vite, oppure quando incontro persone che hanno fatto parte del mio passato karmico, ma in questi casi, chi mai poteva supporre neppure lontanamente che l’Arcangelo Michele avrebbe risposto ad una domanda rivolta a mio padre o al mio Spirito Guida? Come si fa a parlare di inconscio in tali frangenti?

Io non credo che ciò sia possibile in base ad un discorso logico e consequenziale, ma gli studiosi che si affannano a trovare per forza una spiegazione razionale alle varie fenomenologie, io proprio non li capisco. Comunque ubi maior…

Il fatto è che è molto difficile credere a situazioni vantate ma che non possono essere dimostrate, perché il tutto avviene in modo spontaneo, nei momenti più impensati, ed anche quando c’è intorno altra gente, il sensitivo non può manifestare sempre quello che realmente gli sta accadendo e così il tutto si attribuisce a malessere improvviso, pressione alta, giramento di testa etc.

Voglio farvi un esempio per farvi comprendere meglio quello che intendo dire. La sera del 15 Novembre 2007, avevamo appuntamento con Giuseppe, per andare a festeggiare il suo compleanno. Il punto d’incontro era a casa mia, quindi dalle 18 mi ero messa in attesa dei miei ospiti.
Erano circa le 18 e 30 quando ricevetti una telefonata che mi annunciava che una persona conoscente si era suicidata la mattina, e l’amica mi chiedeva di capire il motivo di tale gesto.

In genere l’energia delle persone appena trapassate è molto forte, ed è controindicato contattarle, infatti io al telefono mi schermii, dicendo che non potevo in quel momento. Ma bastò quella telefonata ed il mio coinvolgimento emotivo, perché mi sentissi da subito impossessata da quello spirito. Non sapevo come tamponare la situazione, mentre io mi dibattevo in questa mia improvvisa ed inaspettata situazione, gli amici arrivavano.

Io sentivo urgente il bisogno di scrivere, per scaricare un po’ di quella energia che mi aveva invasa tutta, ma non c’era in casa mia la condizione adatta per fare la scrittura automatica. Chiesi permesso e andai nello studio, dove cominciai a scrivere il messaggio per la famiglia del defunto, poi ad un certo punto dovetti sospendere perché, gli amici erano arrivati tutti ed erano impazienti di andare in pizzeria. Interruppi il contatto, ed andai con loro, ma stetti malissimo tutta la sera. Avevo il volto rosso a chiazze, la testa mi girava e poi , nota caratteristica dei miei contatti, delle forti pulsazioni al centro del petto. Tutti mi chiedevano che cosa avessi, ma non tutti conoscevano ancora questo mio aspetto, perciò trascorsi una terribile serata, sperando di rientrare a casa il più presto possibile.

Ora devo necessariamente dedurre che lo scettico troverà mille motivi per non credere, anche perché anch’io per anni ho dubitato, pur essendo protagonista e vivendo in prima persona tali esperienze, perciò dobbiamo accettare anche questo, siamo in un paese libero ed è giusto che ognuno persegua ciò in cui crede.

(continua).

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