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In viaggio alla scoperta di sé

Coloro che meditano vivono una vita più salutare ed armoniosa. Un buon motivo per cominciare a praticare la meditazione, se non lo si è mai fatto.

Il termine meditazione deriva dalla radice indoeuropea med – la stessa che ritroviamo in medicina – con il significato di riflessione e cura; meditare è quindi portare il pensiero all’interno per ripristinare equilibri alterati e per attuare il contatto con l’Unità. Dice un versetto delle Maitry Upanishad: “Si diventa ciò che si pensa, questo è l’eterno mistero.” S appiamo bene che se usiamo solo il pensiero razionale, quello che vive della realtà oggettiva fatta spesso di pensieri ossessivi, preoccupazioni e ritmi frenetici,
ciò che otteniamo è ansia, emicrania, insonnia, ulcera…

La meditazione usa il pensiero “altro”, quello che la scienza chiama “stati alterati di coscienza”; è lì che sta il vero mistero, tutto da scoprire dai coraggiosi che desiderano intraprendere un viaggio nella propria interiorità, trarre da essa strumenti di benessere e crescita e diventare “entronauti”, alla scoperta di quel microcosmo affascinante costituito dal loro essere. E non c’è bisogno del coraggio da esperienze no-limit, perché di fronte agli effetti benefici prodotti dalla meditazione è diffi cile resistere.

Partiamo da quelli psicofisici: la capacità di gestire lo stress e i disturbi a esso riconducibili (anomalie del ritmo cardiaco, emicrania da tensione, insonnia, disturbi dell’apparato gastroenterico ecc), la riduzione dell’ansia, della tensione nervosa e della dipendenza da sostanze tossiche (farmaci, droghe, alcol, tabacco), l’accelerazione del processo di guarigione nei decorsi postoperatori, il buon funzionamento del sistema immunitario, l’attenuazione del dolore fi sico, la prevenzione.

Sì, pensate che alcune compagnie di assicurazioni americane praticano sconti sulle polizze sanitarie alle persone che meditano con regolarità, perché si è riscontrato che spendono il 77% in meno per spese mediche e sono meno soggetti a disturbi cardiaci e tumori.

E vediamo ora gli effetti psicospirituali: lo sviluppo della creatività, il rafforzamento della volontà e determinazione, una maggiore lucidità mentale, l’aumento del quoziente d’intelligenza (cosa un tempo ritenuta impossibile, raggiunta la maggiore età), la gestione più consapevole delle emozioni, l’incremento della memoria, il superamento di paure e fobie, l’apertura verso il nuovo, lo sviluppo delle facoltà psichiche superiori, la comprensione del ruolo della sofferenza nel proprio vissuto e quindi del karma, lo sviluppo dell’intuizione, l’apertura alla comunicazione angelica, il contatto con il proprio Sé e l’Unità. In una parola la gioia di vivere una vita ricca e appagante.

Tutti possono meditare? O solo chi, come Madonna e Richard Gere, può permettersi un guru? Tutti, è la risposta: neppure il guru più illuminato può insegnare l’alchimia della meditazione, poiché non si può insegnare uno stato dell’essere; si possono solo insegnare tecniche di meditazione. E allora ci sono libri, gruppi e centri che propongono occasioni di meditazione. Che ciascuno cominci e, novello entronauta, parta per il più sorprendente dei viaggi possibili, la scoperta di sé stesso. Tutti, da sei a centosei anni..

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