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Le web-chat e i mille volti del nostro sé

Se cambiassimo ambiente, probabilmente cambieremmo anche le caratteristiche con cui ci esprimiamo. Questa possibilità di esplorazione ci viene offerta dalle web-chat cioè da quei luoghi virtuali in cui si può dar spazio ai nostri mille volti inespressi.

Per una volta si può spezzare una lancia a favore delle chat, ovvero quelle web-community (comunità web) dove si incontrano virtualmente e dialogano senza essersi mai viste persone di tutti i sessi, i ceti, le età e le razze. C’è un prototipo di individuo che si rivolge in particolare a questo tipo di contatti? No. Una volta imparata la tecnica d’ingresso chiunque dedica volentieri del tempo a questa attività. E’ una spinta che trascende il concetto di “maturità”, “perbenismo” e quant’altro. Tutti, ripeto, tutti ne possono restare attratti. Perché? Perché dietro al rettangolo dove compaiono i dialoghi scritti, ognuno di noi dimentica il proprio “sé ufficiale” per manifestare uno qualsiasi dei personaggi che fanno parte del proprio sé profondo.

Perdono d’importanza il ruolo e lo status sociale, la professione e l’”immagine pubblica”. Il manager può comportarsi da “rapper” la morigerata e casta madre di famiglia può impersonare una “messalina” (e viceversa). I timidi esprimono finalmente i loro pareri… I brutti dimenticano il loro aspetto e diventano disinvolti corteggiatori. Ma ancor di più, nelle comunità virtuali si può cambiare personalità ogni volta che si vuole e… questo, secondo me, è il punto. Parlare ogni volta con un linguaggio diverso risulta creativo e liberatorio e sazia quel bisogno di “completezza” che lo stesso grande Carl Gustav Jung studiò a fondo come “obiettivo” per essere felici. Chiamò “archetipi” le varie “parti” che compongono la nostra anima e dedicò la vita a teorizzare un percorso che potesse far emergere tali archetipi e raggiungere quello stato di pienezza a cui aspira ciascun essere umano.

Gli archetipi sono “modelli di comportamento” arcaici ereditati dai nostri antenati e rimasti impressi nel nostro DNA psichico. Con lo sviluppo umano ciascuno di noi ha imparato ad utilizzare selettivamente solo pochi, pochissimi di questi comportamenti. Quelli che ci servono per la nostra vita quotidiana…in linea con i ruoli che svolgiamo: il padre, il figlio, il capo, il medico, la madre ecc. Ma non è riduttivo sostenere che, vivendo in modo meno stereotipato,potrebbe scaturire dal profondo di ciascuno di noi un artista, un eremita, uno scienziato, un contemplatore, un pizzaiolo, un giardiniere… Migliaia di volti che restano nascosti dietro la rigida postura della nostra immagine pubblica. Più che mai oggi. Un’epoca in cui le esigenze di globalizzazione rendono sempre più omogenei anche gli stili di comportamento umani.

Forse proprio da questo appiattimento nasce l’esigenza della chat: un mondo di comunicazioni dove ognuno può esprimere le mille sfaccettature di se stesso. E senza timore di unire sacro e profano, potremmo sostenere di avere, attraverso le web-community, una possibilità concreta di seguire la via junghiana per esprimere se stessi..

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