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Nebbie artificiali

I nostri cieli sono sempre più spesso solcati da aerei che rilasciano scie che si allargano e permangono per diverse ore. Ci si riferisce al fenomeno con il nome di “scie chimiche”. Negli ultimi tempi, tuttavia, tali scie sembrano mimetizzate da strane coltri di nebbia.

Negli ultimi 12 mesi le tecniche di irrorazione chimico/biologica si sono intensificate e, nel contempo, sono state studiate nuove metodologie e nuovi composti per rendere sempre più dissimulati i sorvoli delle “aviocisterne della morte”. In parte, di tutto ciò sono involontari responsabili coloro che, segnalando il problema scie chimiche,hanno sempre puntato l’attenzione sul fatto che esse sono distinguibili da quelle di normale condensazione per la caratteristica unica di essere persistenti.

Sebbene i ricercatori indipendenti siano spesso ostracizzati e criticati, sebbene si tenti in tutti i modi di ridurli al silenzio, parimenti le loro ricerche ed osservazioni vengono prese in seria considerazione, cosicché i tecnici al soldo degli ”avvelenatori” hanno dovuto elaborare nuove strategie di aerosol, con l’obiettivo di rendere meno appariscenti le scie chimiche emesse dai tankers.

Non è quindi più vero che le scie non persistenti sono scie di condensazione, non quelle, almeno, emesse a bassa quota e qui mi sembra che nessuno ci possa contraddire. Abbiamo dimostrato (http://sciechimiche-zret.blogspot.com/search?q=quota) infinite volte e con diversi metodi che i velivoli impegnati nell’ “operazione copertura” volano a quote basse.

La stessa N.A.S.A. riporta (1):
“Contrails are always made of ice particles, due to the very cold temperatures at high altitude.”
“Contrails are man-made clouds that only form at very high altitudes (usually above 8 km) where the air is extremely cold (less than –40°C).”
“Contrails only form at very high altitudes (usually above 8 km) where the air is extremely cold (less than -40 degrees C) ”
“Contrails are human-induced clouds that only form at very high altitudes (usually above 8 km – about 26,000 ft) where the air is extremely cold (less than -40 ºC). Because of this, contrails form not when an airplane is taking off or landing, but while it is at cruise altitude.”
“Contrails form in the upper portion of the troposphere and in the lower stratosphere where jet aircraft normally fly, generally between about 8 and 12 km altitude (~26,000 to 39,000 feet).”

Ribadito come stanno le cose, arriviamo al punto. Quale strategia è maggiormente ora in uso durante le ore diurne? E’ presto detto. All’alba riprendono i sorvoli, interrotti per un paio di ore, ad opera di velivoli che spargono a quote più basse del consueto, la loro “dose di veleno”. Dai tankersvengono spruzzati composti che hanno brevissima persistenza. Questi elementi formano, nell’arco di trenta, quaranta minuti, una fitta nebbia di ricaduta, utile a nascondere il sorvolo delle aviocisterne che, nel resto della giornata, adoperano le classiche scie durevoli, quasi invisibili per un occhio allenato, figuriamoci per i normali cittadini distratti dalle attività quotidiane.

Il cielo, ormai ridotto ad una poltiglia biancastra, è ormai l’ambiente ideale per mimetizzare qualsiasi oggetto lo attraversi. I voli dei droni(http://sciechimiche-zret.blogspot.com/search?q=droni), teleguidati da un sistema di controllo globale, sono coordinati con le scansioni satellitari e gli ”avvelenatori” hanno l’accortezza di non rendere disponibili fotografie da satellite che appaiano troppo compromettenti. Allorquando un satellite dovesse riprendere un’area intensamente irrorata in quelle ore, le sue scansioni non vengono rese pubbliche per tutta la giornata e sono in seguito sostituite con “toppe” appartenenti ad altre date di scansione. A volte sfugge qualcosa, ma queste “chicche” appaiono sempre più merce rara.

Una nota è d’obbligo: nelle ore notturne gli “avvelenatori” ricorrono alle classiche scie persistenti, delle quali, evidentemente, gli artefici delle operazioni non possono ancora, a quanto sembra, fare a meno. Di notte, infatti, il problema della dissimulazione non si pone minimamente. Intanto i servizi di previsione meteorologica si adeguano ai tempi, per cui, dopoché i militari hanno acquisito l’informazione che la dicitura “innocue velature nel cielo” risultava ormai sospetta, si è deciso di passare all’espressione “nebbie diffuse” (le previsioni del tempo sono gestite dai militari).

Così abbiamo le nebbie sulla Riviera ligure, in Campania, in Puglia etc. Insomma, la classica nebbia della Val Padana (quella vera delle prime ore del mattino) è divenuta caratteristica precipua di tutto lo stivale. Il problema è che quella fitta foschia non sembra dovuta all’umidità, peraltro più bassa del normale, grazie al bario irrorato, ma appare il risultato di agenti chimici presenti a tonnellate in atmosfera. Sono metalli pesanti ed altri veleni che tutti noi stiamo respirando!

Vi siete mai chiesti quale sia l’estensione di queste nebbie, nebbie chimiche, s’intende? Trovate uno spaventoso esempio nelle immagini allegate al presente articolo, tra le quali è mostrata una scansione Aeronet ISPRA (terra) del 13 ottobre 2007. Si noti la nebbia chimica estesa su gran parte dell’Italia nord occidentale. Anche il 14 ottobre è stato un giorno da dimenticare.

Al di sopra di quel manto chimico i tankers possono proseguire indisturbati il loro lavoro di disseminazione forsennata di bario, alluminio, selenio, zolfo, torio, uranio, micoplasmi, smart dust, globuli rossi essiccati etc. Avete per caso notato un aumento delle affezioni respiratorie?

Note:

(1)
“Le scie di condensa sono formate sempre da particelle di ghiaccio, che si formano per le temperature molto fredde a grandi altitudini”
“Le scie di condensa sono nuvole generate dall’operato umano, che si formano solo a grandi altitudini (in genere sopra gli 8km) dove l’aria è estremamente fredda (meno di -40°C)”
Le scie di condensa sono nuvole indotte dall’operato umano che si formano solamente ad altitudini molto grandi (in genere sopra gli 8km – circa 26.000 piedi) dove l’aria è estremamente fredda (meno di -40 ºC). A causa di questo, le scie di condensa non si formano quando l’aero decolla o atterra, ma quando si trova ad altitudini di navigazione”
Le scie di condensa si formano nella porzione superiore della troposfera e nella zona inferiore della stratosfera dove normalmente transitano gli aviogetti,in genere tra gli 8 e i 12 km di altitudine (da circa 26.000 a 39.000 piedi).”

 

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