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Una chiave per il benessere

In questa intervista Arianna Caprioli ci parla di salute e benessere, e dell’approccio olistico della naturopatia.

– Arianna, nella tua esperienza di naturopata, come definiresti lo stato di salute? Di cosa si tratta per te?

Diciamo innanzitutto che essere nello stato di salute non significa semplicemente che vi sia assenza di malattia – oggigiorno questo concetto limitante è stato superato – ma che si è raggiunto uno stato di benessere sui vari livelli che ci caratterizzano: da quello fisico, emotivo e psichico a quello spirituale. E’ inoltre importante considerare il rapporto con l’ambiente cioè il contesto in cui la persona è inserita in qualità di organismo e individuo.

– Qual è il compito del naturopata?

Il naturopata aiuta il cliente a intraprendere un lavoro che in realtà è complesso e vasto. C’è chi si rivolge alla naturopatia perché presenta un disturbo fisico e vuole consapevolmente affrontarlo in questo modo, ma il compito del naturopata è aiutare a individuare il disagio che risiede dietro il disturbo fisico, dato che spesso quest’ultimo rappresenta la manifestazione di uno squilibrio che ha origine da situazioni più profonde.

– Immagino che chi si rivolge alla naturopatia abbia già una certa predisposizione a fare un lavoro su di sé…

Circa la metà delle persone che si rivolgono a me, sono già consapevoli del fatto che il naturopata lavora molto sul piano della prevenzione e che, nel caso di sintomi sul piano fisico, se da una parte opera per alleviare il malessere, dall’altra aiuta l’individuo a comprendere fino in fondo la dinamica energetica che ha dato luogo alla situazione. Il dolore, infatti, può avere origine da un trauma, una problematica o un disagio di vario genere: emotivo, psichico, spirituale ecc…

Ma al primo appuntamento, un’altra metà dei miei clienti afferma di voler affrontare i propri disturbi con la naturopatia perché vuole consapevolmente affrontare il “problema” in modo naturale… ma non si aspetta poi di dover lavorare su di sé, ignorando che dietro il sintomo fisico risiede un aspetto più complesso. Il naturopata accompagna l’individuo verso una presa di coscienza più vasta, che coinvolge molteplici aspetti della vita.

– In pratica si può dire che la naturopatia agisce sia sul piano fisico sia su quello sottile…

Com’è tipico di tutta la medicina olistica, la naturopatia opera a 360 gradi, su vari livelli… la parola “olistico” deriva dal greco “olos”, “intero”. Bisogna considerare la persona nella sua interezza, per questo si prendono in considerazione tutti i piani dell’individuo… dato che sono tutti correlati e, quindi, lavorando su di uno si lavora di riflesso anche sugli altri.

Ad esempio, un disagio emotivo si può manifestare sul piano fisico in un certo modo… il naturopata ha il compito di far capire alla persona che non bisogna isolare la parte fisica e trattarla come qualcosa di parcellizzato, da analizzare, ma che deve guardarsi attorno in modo più “ampio”.

– Puoi spiegarti meglio?

Consideriamo ad esempio un disturbo digestivo. La naturopatia non fa diagnosi quindi non analizza gli organi deputati alla digestione e non si focalizza sulla soppressione del sintomo, ma valuta a cosa può essere collegato il disturbo, quale origine profonda può avere… occorre conoscere il momento di vita della persona, lo stato emotivo, i problemi che sta affrontando… Un’attenzione verso questi aspetti unitamente all’esperienza del naturopata, può fornire la chiave per arrivare alla soluzione del malessere.

– Arianna, quali sono i campi della tua specializzazione?

Sono specializzata in naturopatia vibrazionale e in iridologia multidimensionale.

– Di che cosa si tratta, esattamente?

La naturopatia vibrazionale si occupa del benessere energetico e si avvale di strumenti quali la floriterapia, con cui si può andare a lavorare sugli stati emotivi e far affiorare certi schemi e processi interiori. Ovviamente i fiori portano a consapevolezza alcuni aspetti dell’individuo ma è essenziale che la persona stessa voglia lavorare attivamente sui propri blocchi per raggiungere una maggiore consapevolezza di sé.

C’è un passaggio che bisogna attraversare: quello del portare alla luce la nostra parte più reale e gli eventuali schemi che ci possono influenzare in modo sottile, nascosto, di cui non abbiamo coscienza e che magari riteniamo di non avere… La naturopatia vibrazionale si occupa di riequilibrare i piani “sottili” dell’individuo in quanto i ritmi odierni sono tali che siamo distratti da situazioni di ogni tipo, e così non ci accorgiamo che perpetuiamo gli stessi schemi e le stesse dinamiche nelle relazioni con gli altri…

Ulteriori strumenti della naturopatia vibrazionale sono gli oli essenziali. Annusare un olio essenziale piuttosto che diffonderlo in una stanza, può stimolare determinati aspetti della coscienza… la realtà è che bisogna trattare caso per caso.

Quanto all’iridologia, questa permette di fare non solo una valutazione energetica di una persona, ma anche di comprendere quali possono essere le sue predisposizioni. L’iridologia, e più in generale la naturopatia, non fa diagnosi ma dà delle letture, questo permette non solo di individuare le predisposizioni a livello fisico di una persona, ma anche di rivelare alcuni aspetti del suo carattere e del suo mondo interiore.

– Una curiosità: come opera l’iridologia?

L’iridologia studia l’iride, la parte “colorata” dell’occhio, che è stata esaminata con varie mappe divise in vari settori: a seconda di dove si presentano macchie ed altri segni caratteristici il naturopata può dare una lettura sotto vari punti di vista, come accennato. Quindi il cliente conoscendo le proprie predisposizioni è in grado di adeguare il proprio stile di vita in modo da aumentare il proprio stato vitale.

– Come naturopata, quale pensi che sia l’atteggiamento più corretto per favorire lo stato di salute?

Ascoltarsi, sempre. E’ davvero essenziale. Molto spesso tendiamo a focalizzarci su quello che succede fuori di noi, invece occorre avere attenzione verso quello che ci accade dentro, verso quanto il nostro corpo e le nostre emozioni vogliono dirci, attraverso i disturbi fisici e le sofferenze emotive….

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