Idealismo, realismo, dogmatismo…

Idealismo, realismo, dogmatismo...

Gli idealisti guardano ad una realtà che non c’è, i pragmatisti vivono nei confini del tangibile… ma l'”idea giusta”, forse, risiede nella capacità di “incontro” e di equilibrio, necessaria più che mai in questi tempi…

Semplificando, Idealismo equivale a idee sull’Idea. E’ implicito che le idee siano nobili, superbamente improntate ai massimi valori etici umani. Percependo l’Idea come anticipatrice della realtà, la realtà stessa non può essere altro che il frutto di un corpo di idee costituenti il pensabile. Dall’Idealismo platonico vicino al Realismo in cui le idee, ritenute le sole esistenti e reali, vivono indipendenti dal pensiero che le ha pensate, a quello gnoseologico di Berkeley, all’Idealismo trascendentale o critico di Kant sino alla realtà di Hegel in cui il pensiero diventa soggetto ponendo il reale come oggetto purché soddisfi i criteri di razionalità, i grandi filosofi hanno cercato la chiave di lettura della realtà e della nostra posizione di fronte a essa. Prima l’idea o il reale materia? Il sogno nel sogno prima o dopo?

Nell’accezione più banale, non temo di sbagliare affermando che questo è un pianeta di idealisti. Figli delle idee sull’Idea, dagli ideali alle ideologie il passo è breve. Uno nasce idealista. Non ci vuole molto. Ricordo di avere trascorso anni grigi tentando di sentirmi meno aliena in famiglia e poi altri anni per abituarmi a me stessa traversando così le aurore di interessantissimi ideali. Uno a cui il pianeta non aggrada in modo particolare o suscita addirittura orrore, si trova spontaneamente a immaginarsene subito un altro dove regni la pace tra esseri che si rispettano e si vogliono bene: il trionfo degli ideali dei buoni contro i cattivi. Costi quel che costi. Ed è lì che fiorisce il fatale fraintendimento! Il tuo ideale non è il mio! In fin dei conti i noti dittatori altro non erano che degli idealisti. Non erano state le loro idee a muoverli? La storia è buona testimone di pensieri geniali e folli. Oltre agli interessi e all’energia che produrranno, le guerre non sono forse fomentate anche da straordinari ideali di giustizia? Ovviamente relativa. Da un punto di vista non umano potrebbero essere inevitabili dato che la Creazione non appare una dama tranquilla.

Occorre imporre nuove regole morali perché si realizzi nel tempo una società diversa dove tutti saranno felicemente uguali e liberi. Vecchio ideale umano sparato nel cielo che non riesce ancora ad atterrare. Poco tempo fa abbiamo assistito a uno spettacolare fallimento di una stupenda idea impegnata nel materiale che ci ha tenuti tanto occupati.

Capita che ci si iscriva a un partito dove si discute, si litiga, a volte ci si picchia e altre dannate volte si va in guerra. Gli intenti sono sempre nobili. Difendersi ma soprattutto difendere altri. Ecco la meravigliosa idea fissa su cui fondare la propria vita intellettuale ed emotiva! Quando si è giovani onesti, soprattutto privi di esperienza, si crede di poter realmente cambiare la Terra – punti da megalomania, il cosmo – diventando presto nemici di chi la pensi differentemente. A volte si diventa fanatici di una religione, un credo metafisico o una qualsiasi teoria spirituale o materiale che ci faccia sentire utili con una precipua missione da compiere. Argomentando via via sino alla noia di Assoluto-Libertà-Bello, all’improvviso delusi ci si volge a oriente infilandosi in gruppi con la medesima nobile visione di fondo: il mondo è sull’orlo del precipizio, ma grazie al cielo ci sono persone di pace come noi che faranno la differenza. Gli idealisti sono necessari quanto l’aria perché accelerano i giri del motore della vita facendo progredire le masse ma, proprio a ben vedere, alcuni di questi passati alla storia hanno involontariamente combinato guai seri all’umanità, dagli inganni filosofici più contorti alle guerre più cruenti. Madre Natura aveva dotato loro di maggiore energia da spendere? L’idea più affascinante colta da qualcun altro è pur sempre quella di un altro. Potrebbe non essere il sogno che  vorremmo percorrere.

In questi anni moderni di globalizzazione forzata, notando quanto avviene in varie zone del pianeta apparentemente lontane e ricordando ciò che è accaduto in Europa neanche molto tempo fa, non sarebbe ora che gli idealisti con il naso in su e i pragmatisti o materialisti con il naso in giù si accordassero per una saggia convivenza che proteggesse – chi vuole – dall’eccessivo fuoco di certe splendide idee o fissazioni? Senza scannarsi troppo per le proprie idee, sempre relative, il tanto che basta a divertire il mentale – e se non costretti dagli eventi a difendere la propria incolumità fisica -, non varrebbe la pena di abbassare toni e sogni lasciando a ognuno il suo giudizio intellettuale e morale senza che venga sommerso dal maremoto di idee e ideali quotidianamente proposto? Da qualsiasi parte arrivino. Da sopra e sotto.

Nessun qualunquismo ma buon senso. Testa alta e piedi saldi a terra, consci che l’esistenza è così sfuggente e capricciosa da infrangere qualsiasi ideale in un secondo, Idealisti del 21esimo secolo, inventiamo un timido ideale di una vita umanamente accettabile!

 

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