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L’offerta di se stessi

L'offerta di se stessi

L’autrice condivide con noi i messaggi che riceve dalle sue guide spirituali, affrontando questa volta il tema delicato della sofferenza e del trapianto degli organi.

Al mercatino dell’antiquariato fui colpita da un volto di donna dipinto su una tela. D’istinto sentii che quella donna si chiamava Angelica. Quel volto sofferente mi aveva trasmesso l’idea che si trattasse di una donna sul rogo. Aspettavo comunque conferme dall’Alto. Ieri ho avuto questa comunicazione da parte dell’Entità P.

P: La dolcezza infinita di un’anima sofferente si innalza al di sopra del mondo circostante. Chi soffre è più elevato perché il dolore, annebbiando la mente, gli fa perdere il contatto con la realtà. In questa trasposizione la carne non sente più il dolore perché il pensiero è rivolto al Cielo. Angelica sul rogo ha elevato la sua anima a Dio, dal dolore della tortura a emendamento di tutti i suoi peccati. Ma l’uomo che condanna non resta impunito. Già solo il rimorso gli stringe il cuore e lo spinge a vagare cercando la pace. Non credere che sia facile, per nessuno lo è. Il sentiero della vita vi porta dove non sapete, ma è un sentiero che scoprite ogni giorno quando ignari vi lasciate andare agli eventi. Così il tempo passa e voi non vi accorgete di quanto siete progrediti. La corsa verso la perfezione è lunga. Non termina con la vita ma continua nell’altra dimensione e poi nei cicli che si ripetono nel tempo fino ad esaurirsi in un abbraccio d’amore divino. La fede non prescinde dalla ragione. Può sembrare una contraddizione ma non è così perché si crede solo quando si è convinti, perché solo così l’uomo può accettare quell’atto.

Domanda: Nel Vangelo Gesù dice a Tommaso: – Tommaso, tu hai creduto perché hai veduto, beati quelli che credono senza vedere. – Allora, questo sembra contraddittorio con quanto ora si sta dicendo.

P: Quando l’uomo non aveva scienza credeva per paura. Oggi il mondo ha la scienza che lo guida e perciò è giusto che sia portato a credere quando verifica. In questo non c’è errore, perché è una forma di conoscenza che deve appagare l’anima e l’intelletto. Tu sai che cosa significa dubitare. Le prove servono a rendere sereno l’animo e dare a chi diffida una speranza di certezza. Tante apparizioni, tanti fenomeni strani, vogliono dare certezze, ma l’uomo, però dimentica con facilità e preso dalle lusinghe del mondo mal sopporta un ruolo che richiede sacrificio. Voi sapete che chi si mette sulla strada della perfezione non può essere esentato dal sacrificio, così in molti c’è il rifiuto perché l’uomo, per sua natura, vorrebbe una vita bella da trascorrere tra lussi ed agiatezze, soddisfazioni e piaceri. Ma non è quello il messaggio del Cristo. La sua morte è un monito per tutti ma tutti rifuggono dal posare lo sguardo su di Lui, perché in Lui vedono sofferenza ed infelicità. Solo pochi eletti si sono esaltati nel tempo davanti a quella immagine sofferente, ed hanno accettato la sofferenza senza porre limiti alla volontà di Dio. Ma l’uomo oggi è lontano, si affanna nella ricerca della felicità che sulla terra non può esserci per nessuno.
Salvate l’agnello innocente, purificate la mente dagli impuri pensieri, lasciate a chi non sa la ricerca dell’effimero. Quando si intraprende un percorso non bisogna dubitare mai, ma bisogna andare avanti affidandosi a Chi dall’Alto vi guida. Non imprecazioni, non rifiuto, ma docile abbandono al messaggio da dare. Ed il primo messaggio è dato dall’offerta di se stessi e, nell’accettazione del proprio percorso di vita.

D: Oggi il mondo si pone domande. Cosa puoi dirci a proposito della donazione di organi?

P: un atto d’amore non può essere limitato dalle piccole congetture dell’uomo che teme perché non sa. Non c’è colpa, non c’è pena laddove c’è un’onesta applicazione della pratica. Non gli egoismi personali devono prevalere, nel senso che occorre rispettare il momento che avvenga la morte naturale, non accelerare i tempi perché si vuole privilegiare chi ci è vicino. In pratica stiamo dicendo che laddove c’è la disponibilità della persona a donare i propri organi, bisogna comunque aspettare il vero momento del trapasso, non anticipare i tempi quando quel corpo ancora non è pronto. In quel caso si compie un atto non lecito nei confronti di chi sta per passare la soglia, il quale in tale condizione deve essere lasciato in serena riflessione sul suo percorso di vita. Ognuno, in quel momento, fa il resoconto del suo vissuto, anche se apparentemente sembra non capire, ma l’anima è vigile e sempre attenta a cogliere le sue riflessioni. È un momento di grande spiritualità, quello che si vive nel trapasso ed occorre che il morituro sia sereno e non venga traumatizzato dal bisturi che lacera la sua carne.
Quel doloroso ricordo lo porterà con sé nel tempo. Dare vita a chi non ce l’ha è il più alto messaggio d’amore che un’anima possa fare, così come una madre dà la vita a suo figlio. Dare la vita è una cosa grande, ma che tutto avvenga nel rispetto e nella più cosciente consapevolezza di quello che si sta per compiere.

Stai pensando alla concezione cristiana della resurrezione dei corpi. In tal caso nasce giustamente il dubbio ma se pensiamo invece che il corpo sia solo un involucro, come un vestito che si cambia, allora nessun effetto può esserci nel dopo, per un’anima che si è liberata da un corpo che l’ha tenuta prigioniera e che ha compiuto un atto d’amore nel donare tutto il possibile di sé. I suoi occhi continuano a vedere, il suo cuore continua a battere, la vita continua quando si dona amore. Qui noi ci riconosciamo nell’anima, il corpo o meglio l’immagine del corpo serve al riconoscimento da parte degli uomini. State tranquilli, nulla di male può esserci se le vostre azioni si svolgono all’insegna dell’amore.

D: Quanto hai detto riguarda la libera scelta che chi muore fa quando è nelle piene facoltà intellettive, ma se questa volontà non è espressa, gli altri hanno diritto a decidere per lui?

P. Noi abbiamo parlato di amore, amore nel dare, non abbiamo parlato di un atto che scaturisce da interessi personali. Nessuno dovrebbe compiere atti di violenza, perché così si dovrebbe definire, se non c’è una esplicita volontà dell’interessato. In una dimensione di alta spiritualità il fatto sarebbe accettabile. Già abbiamo spiegato come anche l’anima possa intervenire nelle decisioni umane, e ciò significa che l’anima di chi è andato può dall’Altra Dimensione suggerire tale decisione, ma spesso lo si fa per interessi che poco o nulla hanno a che fare con la spiritualità. Questo è un fatto di coscienza ed è solo la persona responsabile che può sapere con quali intenzioni lo ha fatto. Dall’esterno nessuno può saperlo. Se si dona con amore tutto diventa alto e di grande valore; se lo si fa per lucro, è come se si gettasse del fango su qualcosa di sacro. L’uomo purtroppo è capace di grandi mistificazioni, ma è abile anche a nascondere le sue vere intenzioni. La verità risiede nella coscienza. Comunque, in condizione di incertezza, ci si dovrebbe attenere alle volontà espresse dalla persona quando era nel pieno delle sue facoltà..

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