Superstizione del contagio e cultura della salute

Superstizione del contagio e cultura della salute

Occorre adottare una visuale fisiologico-spirituale, non solo materiale-meccanicistica. Questo l’invito dell’autore che con spirito lucido e coraggioso ci esorta ad essere più responsabili verso noi stessi e la nostra salute.

Siamo in mezzo al tam-tam del terrore. Mille e seicento colpiti in Messico, con 150 morti, 40 colpiti in USA e i primi 3 in Europa. Chiuse le frontiere all’import suino in Cina, Filippine, Nuova Zelanda.
Aereoporti con gente che indossa mascherine e guanti. Nessuno che si tocca, nessuno che si accarezza, nessuno che si bacia. Scomparsa la stretta di mano, si ricorre all’inchino giapponese o al saluto-mani-giunte thailandese. Passeggeri che si evitano accuratamente, e magari nemmeno si guardano (chissà che il morbo non si trasmetta persino tramite lo sguardo).

Massima vigilanza e niente allarmismi, ovvero la frase migliore per scatenare il panico

Dire panico è dire poco. Crolla l’industria turistica e il titolo della British Airways cala in un giorno del 10%. La Coalizione Perversa che guida e dirige sapientemente (dal suo punto di vista) l’intero fenomeno, sta facendo miracoli di equilibrismo per tenere sotto controllo l’intera questione, per salvare capra e cavoli, o meglio per salvare maiale e vaccino. Autorità disorientate che invitano alla massima vigilanza, al Niente Panico e Niente Allarmismi, mentre si parla di mobilitazione generale dell’Europa di fronte all’evento potenzialmente catastrofico.
E tu caro scienziato della salute e dell’igienismo naturale, che fai? Non scrivi ancora niente? – Mi sono già arrivati alcuni messaggi in questo senso, invitandomi a dire la mia.

Ho una grossa esperienza diretta di queste indegne messe in scena a livello planetario, di questi mini-Aids controllati e guidati a bacchetta dai Servizi Segreti

Avevo deciso di starmene buono. Ho troppa esperienza diretta di questi panichi e di questi allarmismi. Mi trovavo in Asia durante le ultime influenze Aviaria e SARS, e ne ho viste di tutti i colori. Polizia sanitaria in ogni aereoporto. Controlli esasperanti con termometri elettronici pronti a rilevare un minimo segno di febbre nei passeggeri. Tripla razione di spray velenosi sulle teste dei viaggiatori ancora allacciati alle cinture (in Australia). Sguardi sospetti ogniqualvolta uno scende in una nuova destinazione. Qualche viaggiatore disgraziato che tossisce e che viene preso in disparte per ulteriori controlli.

Esatta fotocopia di quanto sta succedendo oggi con l’influenza suino-messicana

Prime pagine a titoli apocalittici. Pagine della salute cariche di scemenze da parte di professori universitari e di docenti, di medici e sanitari, il più delle volte privi di scienza e di salute, privi di argomenti e privi di bussola. Dichiarazioni demenziali di presidenti e premier, privi di autorità, di coerenza e di saggezza. Una fotocopia esatta di quanto succede adesso. Che serve commentare?

Lasciamoli cuocere nella loro stomachevole brodaglia

Lasciamoli cuocere tutti nella loro stomachevole brodaglia. Hanno inventato e creato il brodo di carne e si anneghino nel medesimo, è stato il mio primo pensiero. Hanno insegnato alla gente a imbottirsi di vitamina B12, di cadaverina e di putrescina, di ferro-eme e di Omega3 da pesce marcio, l’hanno spinta a diventare lattante a vita sotto le mammelle delle ergastolane e delle condannate a morte di stirpe bovina, lascia che si appestino nei miasmi delle loro amate bistecche.
Poi ho pensato che il cinismo non mi si addice. Ed eccomi qui a commentare.

Nulla al mondo si prende per contagio, se non la scemenza e la stupidità

La prima cosa che mi viene in testa è chiara e lampante: non ho alcuna paura della febbre. Sono disposto a sfiorare o baciare in senso tecnico la prima ragazza disponibile, messicana o newyorkese, con 40 di febbre suina aviaria-caprina ed asinina, per dimostrare al mondo che non si prende un accidente. Sono disposto a farlo di fronte a una commissione internazionale indipendente di tecnici e scienziati verificatori, per dimostrare che niente e nulla al mondo si prende per contagio, quando il proprio sistema immunitario funziona al meglio. Mi servirà solo il nulla osta di mia moglie.
Il discorso vale per l’Aids, il papilloma e tutto il resto.

Ma il mondo allora è fatto di filibustieri da un lato e di gente inscimunita dall’altro? – Mi ha chiesto incredula una gentile signora milanese. E’ esatto – le ho risposto – Oppure, se vuole, i pochi sani stanno in manicomio e i veri matti stanno tutti fuori.

Tutti pronti ad indossare la mascherina, e poi a toglierla per addentare il cuore del vitellino e la trippa di sua madre mucca. Per non dire del maiale, massimo traguardo del porco-uomo nell’Era Spirituale dell’Acquario.

Tutti con le mascherine e gli spray. Tutti pronti a proteggersi e cautelarsi. Tutti chiusi nelle proprie stanze di fronte al computer. Tutti tremebondi e disorientati. Ma, non appena arriva il morso della fame, tutti pronti a strappare la mascherina di bocca e a gettarsi sulla coscia della povera gallina decapitata il giorno prima. Tutti pronti ad addentare il cuore del vitellino o le trippe di sua madre, massacrati senza alcuna pietà nel macello del circondario.

Per non dire del maiale, massimo traguardo culinario del porco-uomo del Terzo Millennio, ovvero dell’Era Spirituale dell’Acquario, che la grande civiltà Maya ha datato col 22 dicembre 2012.

Andiamo dunque a interrogare la Scienza Salutistica più affidabile e più libera da corruzione

Ma andiamo a vedere cosa ne pensa la Scienza della Salute, l’Igienismo Naturale, ovvero l’unica fonte attendibile e libera da corruzione in questo mondo folle e sbandato, sull’infettività dei microrganismi.
Lo scienziato tedesco Robert Koch (1843-1910) ha fissato le leggi e i paletti adatti a capire quando si può accusare un batterio (e a maggior ragione un virus) di essere il vero responsabile di un’epidemia:

1) Il microrganismo deve essere trovato in ogni caso di malattia (in ogni persona colpita).
2) Il microrganismo non deve essere trovato nei soggetti che non presentano i sintomi della malattia.
3) Il microrganismo deve essere capace di sopravvivere (batterio) o di permanere (virus) fuori dai tessuti del corpo.
4) Il microrganismo, reintrodotto nell’organismo, deve essere in grado di riprodurre lo stesso tipo di malattia causata in precedenza.

Ai suoi tempi non erano ancora conosciuti i virus, ma le leggi di Koch valgono oggi sia per i batteri che per i virus (anzi valgono ancora meglio per i virus, essendo essi parassiti non viventi ed incapaci di rilasciare tossine o di adattarsi a mutazioni ambientali come avviene per i batteri).

Criteri di infettività non rispettati nel caso di diverse malattie considerate infettive

Caso 1) Già l’eminente ricercatore canadese William Osler (1849-1919) scoperse che il bacillo della difterite è assente nel 28-40% dei casi di difterite. La prima legge di Koch, per cui il batterio/virus deve essere trovato in ogni caso di malattia, non viene rispettato nella tubercolosi, nella difterite, nella febbre tifoide, nella polmonite e in altre malattie.
Caso 2) Nemmeno la 2° legge viene rispettata, perché specifici batteri/virus della malattia si trovano ripetutamente anche in soggetti nei quali non ci sono sintomi della malattia stessa.
Caso 3) Anche la 3° legge non viene rispettata, perché i batteri/virus non sono capaci di vivere o di prolificare fuori dai tessuti corporali.
Anche per i 3 casi citati ho parlato di batterio/virus associati, nel senso che il discorso vale per entrambi.

Sono le condizioni di suscettibilità del paziente a fare del batterio o del virus un agente infettivo

La Bio-Chemical Society di Toronto (Canada) condusse una serie di esperimenti dove colture di germi della tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi e meningite, vennero fatte consumare in abbondanza a un gruppo di volontari sani e ben pagati. Il risultato? Nessuno di essi si ammalò.

Ma, quando le condizioni di suscettibilità vengono interdette, tutto il discorso cambia, a conferma del fatto che sono le condizioni del corpo ospitante a determinare il tutto, e non il microrganismo in sé. Il batterio o il virus da solo (Dr Shelton’s Hygiene Review, feb 1972) possono causare una malattia niente più di come un fiammifero non acceso ed attivato può causare un incendio.
Non possiamo schivare i batteri e i virus. Dobbiamo essere a prova di entrambi. Possiamo evitare le malattie solo mantenendoci in uno stato ottimale di salute tale per cui i batteri e i virus nulla possono contro di noi.

Batteri amici indispensabili, accompagnatori ma non causa di malattia

batteri sono ubiquitari, stanno con noi da quando nasciamo a quando moriamo. La vita sul pianeta sarebbe impossibile senza di essi. Trattasi dunque di creature amiche, di collaboratori ottimi, di preziosi alleati mangia-rifiuti, e non certo di nemici. Entrano in azione immediatamente quando c’è una pericolosa accumulazione di materiale tossico che minaccia l’integrità del nostro corpo.

Non si nega che i batteri siano intimamente associati con molte malattie anche serie. Non si nega che essi elaborino certe tossine e che emettano pure nel nostro corpo i loro rifiuti corporei, complicandoci ulteriormente la vita. Non si nega il ruolo dei batteri nell’evoluzione della malattia.
Ma essi non sono affatto la causa primaria e fondamentale della malattia, come troppa gente pensa, in fotocopia con la medicina ufficiale.

I virus come detriti cellulari interni o comunque come entità esterne inanimate nelle quali ci imbattiamo regolarmente

I batteri accompagnano le malattie, non le causano, il che è cosa assai diversa. Pressappoco lo stesso discorso si può fare per i virus. Le condizioni dell’ammalato derivano sempre dal suo modo improprio e fasullo di vivere e di mangiare, non dai batteri e non dai virus in sé. I batteri non producono malattia: è la malattia che li produce. 

I virus invece non sono altro che detriti cellulari (derivati da nostre cellule spente e morte). Più che amici, sono sostanze inevitabili che formiamo al nostro interno con la continua morìa cellulare, oppure sostanze esterne nelle quali ci imbattiamo.Non sono entità viventi come i batteri, e sono incapaci di riprodursi in un ospite sano, dotato cioè di sistema immunitario funzionante.

Il concetto assurdo e medievale della moltiplicazione dei virus

E’ assurdo parlare di moltiplicazione dei virus. Ci può essere solo sommatoria ed accumulazione, derivata sempre dalla moria continua e massiccia di nostre cellule spente, le quali, se non vengono pulite con regolarità da un bel sangue fluido e scorrevole, diventano alimento proteico per i batteri ed anche garitta o guscio di inserimento per i virus cadaverali acquisiti dalle carni, dal pesce, dai latticini, dai gelati, dagli yogurt, dalle uova e da tutte le folli proteine animali di cui l’umanità pazzoide si nutre.

cibi sbagliati, carnei, cotti, zuccherati, lattati, ovati, salati, incaffeinati ed intheati, hanno la caratteristica di sospendere il normale processo metabolico cellulare, e di far accumulare nel proprio corpo i propri detriti cellulari.
Alla fine, si va a peggiorare ed a rendere densa e rallentata la qualità del liquido nobile che ci nutre e ci ripulisce, del rosso e scorrevole sangue che diventa meno rosso e meno scorrevole, e che la medicina cerca poi di migliorare a colpi di eparina.

L’estrema pericolosità delle proteine animali in ambito virologico

E’ per questo che ogni piatto di carne, più che dannoso, è disastroso e micidiale per l’essere umano, dotato come è di un sistema gastrointestinale, di un sistema immunitario, di un sistema-corpo, smaccatamente fruttariani, e per niente onnivori certi nutrizionisti universitari vanno tuttora insegnando, in questo pianeta quanto mai sprovveduto ed oscurato dall’ignoranza più nera.
Ai cani, ai gatti e alle iene, le proteine animali non causano grossi inconvenienti, essendo essi attrezzati di potenti acidi e di formidabili enzimi antiurici, nonché di un sangue acido, e non alcalino come quello umano.

Cosa sono dunque queste entità sotto-microscopiche chiamate virus?

I virus esistono solo come entità inanimate, fino a quando non vengono decomposti, demoliti, espulsi. Diversi e molteplici i nostri organi interni, e diversi i tipi di detriti cellulari, cioè i virus endogeni che ne derivano.

Trattasi di molecole di acido desossiribonucleico (DNA), circondate da una catena di membrane proteiche. Ogni cellula umana (10 trilioni di cellule in tutto) possiede milioni di organuli interni i quali, in sede di dissolvimento o morìa, o rinnovo cellulare, diventano detriti o spazzatura organica chiamata virus.
Non basta essere medici, virologi, immunologi, infettologi, per capire profondamente queste cose. Serve piuttosto avere sempre tanta bussola e corretto orientamento. Serve acquisire visuale cinematografica e non fotografica, visuale fisiologico-spirituale e non solo materiale-meccanicistica.

Il mito di una immunizzazione che non esiste

Non è possibile rendere una persona immune (disease-proof), renderla a prova di batterio o a prova di virus, con mezzi chimici o biochimici. Al massimo esiste una debilitazione del vaccinato e quindi una sua ridotta reattività. Il modo evidente e più garantito per minimizzare la reattività è quello di ammazzare il paziente, mentre per massimizzarla basta tenerlo nella più alta forma fisica possibile.

Le epidemie, le pandemie, non significano effettiva trasmissione di virus o di batteri da un uomo all’altro, come si tenta di affermare. Esse sono solo la conseguenza di alti livelli di tossine nel sangue di tante persone contemporaneamente, legate ed accomunate da abitudini simili, da intossicazioni simili, da pensieri-preoccupazioni-stress simili e condivisi.

La vaccinazione è la peggiore invenzione mai concepita dall’uomo nella sua storia

Le inoculazioni e i vaccini sono puri veleni, sono interferenze estranee che by-passano il sistema immunitario, sono processi ammalatori e debilitanti della vitalità, che nulla hanno a che fare con la guarigione e la salute.
Non fanno bene ai sani e soprattutto ai bambini, perché quelli hanno già il loro potentissimo sistema immunitario funzionante. Non fanno bene ai malati e agli anziani, perché essi sono già sufficientemente gracili per subire ulteriori indebolimenti. La vaccinazione è la peggiore invenzione mai concepita dall’uomo nella sua storia.

Tutte le pandemie vengono superate ed eliminate grazie ai miglioramenti esterni ed interni

L’unica cosa che elimina le pandemie di ogni tipo sono i miglioramenti dell’ambiente circostante e quelli interni al proprio corpo, non certo i vaccini. Tanto più che tutti i microrganismi hanno la capacità di adattarsi, di mutare in continuazione, rendendo superflua, parallela, ininfluente, e comunque sempre dannosissima la vaccinazione.

Ad esempio il cocco della polmonite diventa bacillo della tifoide alimentandosi del virus tifoide, e viceversa. E’ stato dimostrato più volte come l’introduzione di colture batteriche e virali non è in grado di causare malattie nei corpi sani. Si sono fatti esperimenti in cui si sono introdotte colture abbondanti di tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi, meningite, senza che esse abbiano causato alcun effetto.
I batteri sono dunque amici onnipresenti che entrano in azione quando esiste cibo da consumare (rifiuti e tossine da mangiare ed eliminare). Guai se i batteri non ci fossero.

Il batterio o il virus nel corpo non è sinonimo di malattia infettiva

Il dr Rene Dubos, famoso batteriologo e premio Pulitzer 1968, contraddice l’assunto medico secondo cui i germi hanno caratteristiche specifiche e immutabili nella loro struttura e nelle loro caratteristiche chimiche.

Lo stesso Louis Pasteur si accorse nel 1880 dei suoi errori gravi e cambiò radicalmente rotta, ma era agli sgoccioli della propria vita. Il danno gravissimo lo aveva già fatto. E la medicina, specialista da sempre a raccogliere il peggio e a scartare il meglio, aveva già adottato ed interiorizzato i suoi schemi stravaganti, portandoli con sé fino alla data odierna.

Il vecchio Pasteur si accorse che i batteri mutavano a seconda delle condizioni del paziente, e che un corpo sano e resistente non era suscettibile ad essi. Si convinse alla fine che fattori fisiologici controllabili erano basilari nello stabilire la vulnerabilità alla malattia e concluse, con parole sue, che “La presenza nel corpo di un agente patogeno non è necessariamente sinonimo di malattia infettiva, ovvero hanno ragione i miei detrattori, tipo Bernard e Koch, secondo i quali il seme è niente ed il terreno è tutto“.

Le malattie non sono suddivise in classi come cani e gatti

La più famosa nurse-dottoressa della storia, miss Florence Nightingale, che spesso cito nei miei articoli, condusse il più bell’attacco alla teoria dell’infezione batterico-virale, pur non conoscendo ancora batteri e virus.

“Le malattie non sono individui organizzati in classi, come cani e gatti, ma sono piuttosto condizioni che si sviluppano le une dalle altre a seconda delle condizioni di nettezza che caratterizzano ciascun organismo.
Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi? Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia da un lato, e l’aria viziata e la sporcizia esterna-interna a determinare lo stare bene o lo stare male delle persone? Non sono forse tutte le malattie delle reazioni naturali alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo?”

La dottrina delle malattie specifiche, grande rifugio delle menti deboli e fragili della medicina

“Mi è stato insegnato, sia da scienziati superbi che da donne ignoranti, a temere la febbre, la scarlattina e le varie malattie infettive. Ma la vera assistente sanitaria ignora le infezioni, non ne ha paura, ed eventualmente le previene. Stanze pulite, finestre aperte ed assistenza amorevole ai pazienti. Questo è da richiedere a una buona nurse.
Un trattamento saggio e umano è la migliore cura contro le pandemie e le malattie di ogni tipo. La dottrina delle malattie specifiche e classificate è il grande rifugio delle menti fragili e deboli della medicina.
Non esistono malattie specifiche. Ci sono solo condizioni adatte a rendere la gente malata.”

Le migliori parole pronunciate in campo medico negli ultimi 200 anni.
Un monito divino ed extraplanetario ai medici e all’umanità disorientata.

Più che una teoria intelligente sull’origine e la cura delle malattie, le parole della Nightingale sono quanto di meglio sia mai stato pronunciato negli ultimi 200 anni in ambiente medico, e meriterebbero di essere scolpite sui muri di ingresso di ogni clinica e di ogni ospedale del mondo, come avveniva con la frase Conosci Te Stesso in tutti i templi della Grecia antica.

Esse suonano come un monito formidabile, divino ed extraplanetario, contro tutte le follie della medicina moderna, e contro tutte le scemenze in circolazione presso la gioventù delle discoteche e degli sballi, e contro le distrazioni e le dimenticanze della gente di oggi, per troppo tempo privata di insegnanti saggi ed avveduti, per troppi decenni preda di una banda di ladroni operanti dietro il paravento di cattedre, camici, governi, parlamenti e uffici presidenziali.
Per troppo tempo preda dei ladroni radiotelevisivi e della carta stampata.

La storia delle vaccinazioni insegna, ma non ai sordi che non vogliono ascoltare e ai ciechi che non vogliono vedere

I processi della natura sono sempre caratterizzati da due qualità: efficienza ed economia. Il corpo non promuove mai crisi difensive quando ciò non è necessario. I corpi sani non necessitano di detossificazioni.
Farmaci e vaccini costituiscono pertanto attacchi addizionali all’integrità dell’organismo. Tant’è vero che le malattie diminuiscono non appena ci sono miglioramenti concreti nelle condizioni ambientali, non appena si smette di avvelenare la corrente sanguigna con farmaci e vaccini.

L’Inghilterra fu il primo stato al mondo a imporre vaccinazioni obbligatorie alla sua gente. Dopo 50 anni, quello stesso paese, patì la più grande epidemia virale di vaiolo della storia, sia in numero di casi colpiti che in alta percentuale di morti. Un popolo vaccinato, richiamato e rivaccinato ancora, che veniva colpito in quel modo. Una cosa davvero assurda ed inconcepibile. Venne immediatamente tolta l’obbligatorietà.
Ma oggi, nel 2009, la maggiore vaccinatrice mondiale GlaxoSmithKline, ha sede esattamente in quel medesimo paese.

Le più spaventose pandemie arrivano sempre per condizioni di vita insane.
La gente di oggi è apparentemente sana e pulita, mentre al suo interno sta marcendo.

La verità è che le peggiori epidemie sono sempre arrivate per condizioni di vita insane. Più le abitudini della gente migliorano in termini di pulizia esterna ed interna, e meno si è soggetti aproblemi. Purtroppo, gli stili di vita della gente sono sì migliorati, ma soltanto in apparenza.

La gente di oggi è indebolita da irresponsabili svezzamenti a latte bovino ed omogeneizzati, da adozione successiva di cibi carnei e di cibi cotti, da trattamenti sanitari invasivi, da tensioni e paure continue, da tragiche carenze affettive, da impedimenti e tensioni sessuali, da cocacola e sigaretta, da videogiochi e videomania, dalle sale di ammalamento intensivo chiamate discoteche.
Nel 1948 un’epidemia di polio venne causata ad esempio da un eccessivo consumo di zucchero, e il tutto si risolse con un drammatico appello ad abbassare l’uso improprio di tale insidioso dolcificante.

Dall’epocale Spagnola del 1918 ai casi di meningite di Treviso, il filo logico è sempre quello

Le epidemie vengono provocate dal protrarsi di situazioni debilitanti di massa, come prolungata umidità e freddo, preoccupazioni, guerre, panico. La spaventosa febbre Spagnola del 1918-1919 che decimò le popolazioni europee e mondiali con cento milioni e oltre di morti (cifre probabilmente approssimative e per difetto, data la mancanza di metodi statistici efficaci), non giunse forse dopo le lunghe ed incredibili privazioni del primo conflitto mondiale?

Ma, per venire ai nostri tempi, le meningiti che arrivano spesso dopo lunghe ore di discoteca (vedi casi di Treviso nel 2008 ed altri casi simili in altri paesi), non insegnano proprio nulla? Più snervata ed intossicata è la gente e prima si ammala. Poi, quando ha perso la salute, e comincia a spaventarsene, va disperatamente alla ricerca della panacea e del vaccino, ovvero della soluzione rapida e miracolistica.
Non le viene in testa di cambiare strada, di diventare più saggia e rispettosa di se stessa e del prossimo suo.

I vaccinatori privi di risposte logiche.
La virulenza putrefattivo-animale assai peggiore di quella carbonico-vegetale.

I difensori delle vaccinazioni non hanno mai tentato di spiegare come mai quelli che sono stati vaccinati in precedenza sono sempre i primi a riammalarsi. Gli stati di malattia più gravi e virulenti si sviluppano nella gente che porta dentro di sé quantitativi di veleno putrescente, soprattutto dopo le feste di Natale e di Pasqua. Le eccitazioni e il mangiare sballato portano a inevitabili crisi.

La peggiore forma di avvelenamento è quella da putrefazione proteica, che supera di molto la fermentazione carbonica, perché le proteine della carne producono tossine molto più pericolose delle proteine vegetali. Ad esempio (Dr Shelton’s Hygiene Review, marzo 1972), la tonsillite arriva da virulenza
carbonico-vegetale, mentre la difterite giunge da virulenza putrefattiva-animale. In entrambe queste malattie ci sono decomposizioni nel tratto intestinale, ma le tossine putrescenti possono anche degenerare in polmonite e meningite, o in febbre tifoide ed altre forme di influenza grave.

La malattia come prezioso processo di detossificazione

Il corpo espelle i suoi scarti ineliminati attraverso delle crisi acute. La malattia dunque è un percorso obbligato di detossificazione e di recupero, ed è rimediale e benefico, è un processo di auto-preservazione.

L’abituarsi, l’accomodarsi al fumo, al caffè e al the, all’alcol e alle bibite gassate-dolcificate, alle varie carni e al pesce, ai farmaci e ai vaccini, impone al corpo la compresenza di pesanti livelli di tossine. L’inevitabile effetto è la moltiplicazione del livello tossico e l’abbattimento della forza nervina, mentre la tossiemia interna tende ad aumentare a causa del continuo flusso di cellule morte non ripulite e non riciclate. Il risultato è lo scatenamento di un processo guaritivo chiamato malattia.

Il salutismo etico-naturale che noi proponiamo e promuoviamo comincia nella mente e nell’anima

La malattia non è mai nemica, nemmeno in questo caso ben s’intende. Quelli che ci rimettono le penne, e finiscono al camposanto, ci sarebbero andati comunque, vaccino o non vaccino, più in fretta col vaccino che senza, perché erano davvero malmessi internamente. I fastidi e i dolori fisici per gli influenzati sono antipatici, ma rappresentano dei segnali positivi ed utili.

Ci vengono a dire che qualcosa nel nostro comportamento è andato storto.

L’igiene naturale che guarisce, il salutismo scientifico che noi proponiamo a tutti i cittadini del mondo, al Messico colpito, agli USA colpiti, all’Europa in via di essere colpita, comincia nella mente, nel cervello, nel comprendonio, senza mai escludere la nostra parte eterea e la nostra anima. Il regime alimentare è un fattore critico e determinante nella maggioranza dei casi. L’esercizio fisico e l’armonia interna sono pure basilari.

Ci vuole Scuola con la S maiuscola e Maestri Igienisti con la M maiuscola.
Nella bella città di Bergamo c’è la sede ABIN e c’è pure un grande Maestro Terapista di nome Scaffidi. Provare per credere.

Non malattie infettive, ma malattie accomunate e ritmate da effetto grilletto scatenante.
Il vero contagio è quello della stupidità umana.

Le stesse allergie si producono allorquando il sistema immunitario si guasta. Nei casi estremi, il corpo diventa così sguarnito e sensibile che persino sostanze innocue e normalmente utilissime, tipo fragole, pere, lamponi, ecc, finiscono per provocare fenomeni di allergia e intolleranza. Il responsabile non è la frutta, ma il sistema immunitario finito malamente.

Il contagio prevalente in tutte le pandemie non è la febbre aviaria, la febbre suina o la febbre asinina, ma è invece il contagio della stupidità umana. Il contagio delle pessime abitudini a fumare, a mangiare carne di maiale-bue-pollo-pesce e di qualsiasi altra carogna in circolazione. Il contagio dell’andare a chiudersi in una discoteca, carica di fumo e di decibel, di vapori e umori intossicanti, di bevande atroci, di ore preziose rubate al sonno (le ore tra le 21 e le 24 sono le più importanti e nutrienti della notte).
Chiaro poi che, nelle malattie  accomunate, scatta pure l’effetto grilletto che trasmette gli stessi sintomi a chi è nelle medesime condizioni, a chi è già pronto ad ammalarsi.

I teorici della peste bubbonica sempre a corto di risposta

Vengano a spiegarci i teorici della peste bubbonica e delle vaccinazioni a tappeto come mai tantissimi  sviluppano raffreddori e febbri pur non essendo stati assolutamente in contatto con nessuno. Vengano a spiegarci gli stessi monatti il perché migliaia di persone sane, che vanno in contatto con dei malati, non sviluppano poi un bel niente. Sappiamo già che tireranno fuori scuse e ragioni che non stanno né in cielo né in terra.

“Nel 1967” – dice Shelton – “lavoravo in un piccolo ufficio, a stretto contatto con una decina di altre persone. Arrivò un’epidemia di influenza e tutti finirono a letto. Fui il solo a non sviluppare la febbre”.
La stessa cosa successe a me medesimo più di una volta, quando ero ragazzo vegetariano dissidente in famiglia normale ed onnivora. Ad ogni influenza stagionale o asiatica, tutti a letto per una settimana con febbre alta, ed io regolarmente in piedi senza mai alcun sintomo.

Dalle esperienze del dr Shelton a quelle del dr Mendelsohn (massimo pediatra mondiale)

Devo ancora conoscere un singolo caso di bambini, figli di vegani o di igienisti, che siano stati mai colpiti dalla polio.
“Un regime salubre e naturale non causa polio, non causa colera, vaiolo o difterite” – scrive in proposito Herbert Shelton (Dr Shelton’s Hygiene Review, May 1976, pag 195). Succede invece che una lunga lista di malattie, tipo cecità, convulsioni, eczema, ed anche morte improvvisa ed inesplicabile, sia stata più volte imputata alle vaccinazioni.

Il dr Robert Mendelsohn (Confessioni di un Medico Eretico, pagg 143-145), accusa le vaccinazioni di essere simili a un gioco alla roulette, dove si cerca di stoppare dei virus sfuggenti e giocherelloni che variano in continuazione, e porta l’esempio dell’influenza americana del 1976 che portò a un fiasco medico colossale, con 565 casi di paralisi Guillan-Barré e 30 casi di morti inspiegate, tutte derivanti da una vaccinazione effettuata poche ore prima. Da quella volta Mendelsohn diventò nemico mondiale numero uno di ogni vaccino antibatterico ed antivirale.

I virus, per fare danni, hanno bisogno di molte cose

I virus non possono vivere o aumentare di numero da soli, essendo materiale morto e decrepito, privo di vita e di enzimi. Abbiamo, come già visto sopra, virus endogeni derivati da morìa intensa e regolare delle nostre cellule che vengono normalmente eliminati, e i virus esogeni (presi dai cibi sbagliati e dall’aria viziata ed inquinata che respiriamo). Ricordiamo in proposito che frutta e verdure pulite contengono zero virus e zero batteri, mentre tutte le carni ne sono spaventosamente stracariche.

Per svilupparsi e fare dei danni, un virus ha bisogno di molte cose. Serve innanzitutto la possibilità di occupare e di insediarsi, ovvero di attaccarsi a delle cellule vive. Ma serve pure che tali cellule, e l’organismo nel quale il virus si trova, abbiano alle spalle un sistema immunitario distratto ed inefficace. A quelle condizioni si può sviluppare una condizione virale generalizzata.

Attribuire intelligenza, volontà ed abilità tattica ai virus, può solo fare sorridere

E’ evidente come il virus sia il perfetto esempio di sostanza parassitaria, ma sempre morta e priva di volontà, di pianificazione, di programmi. Parlare di virus latenti, mutanti, cambianti, cattivi, o cose simili, attribuendo ai virus intelligenza e abilità tattica o altro, può solo far sorridere. E’ sempre il nostro corpo che conduce la danza nel bene e nel male, o a non condurla affatto perché lo abbiamo rovinato malamente.
Il virus è inanimato a tal punto che nessun antibiotico al mondo lo può colpire. Non si può ammazzare qualcuno che è già morto.

Un corpo sano è un’autentica fortezza, una macchina da guerra

Il corpo comunque è in grado di distruggere il virus allo stesso modo con cui distrugge e si libera degli altri veleni, e allo stesso modo in cui colpisce i batteri invasori. Un corpo sano è autentica fortezza, ed anche macchina da guerra. Distrugge tutto e non ha problemi. La stessa cellula sana tiene sotto attento controllo la situazione, e impedisce a qualsiasi microrganismo di causare danni. Il corpo umano può essere benissimo infettato da un virus (può cioè avere il virus al suo interno) senza però ammalarsi o manifestare malattia.

Le infezioni virali (cioè le presenze di virus nei cosiddetti portatori sani) sono comunissime e quasi universali, mentre le malattie virali sono al contrario rarissime. Il virus della polio ce l’hanno in tantissimi. L’adenovirus è presente nel 90% della popolazione, ma pochissimi se ne ammalano.

La salute e l’equilibrio sono concetti diversi da quello di immunità

Esistono invece agenti interni ed esterni che mettono a repentaglio e sovvertono l’armonia corporale, convertendo un virus latente in un virus attivato e reso virulento. E’ risaputo che le cellule trattate con un virus in un tessuto colturale sono in grado di inibire ed interferire con lo sviluppo di altri virus. Questo materiale cellulare modificato è stato per l’appunto definito interferone e possiede capacità antibiotico-antivirali.
In ogni caso, la salute e l’equilibrio sono concetti opposti a quello di immunità, non dipendendo essi dagli anticorpi sviluppati in seguito alla vaccinazione, ma dalla saggia normalizzazione delle funzioni corporali.

Tutti gli esseri viventi ospitano batteri e virus inattivati, ma solo pochi si ammalano. Perché?

Infatti, oltre il 90% delle persone alberga ed ospita diversi virus, mentre solo una percentuale minima sviluppa poi effettivamente una malattia virale. La malattia virale, allo stesso modo di quella batterica, richiede qualcos’altro, qualche altro fattore snervante in grado di causare prostrazione e indebolimento alle funzioni protettive, inducendo così il virus a entrare in qualche modo nelle attività biologiche cellulari, spingendolo a diventare un ingrediente sempre inattivo ma scomodo, una sporcizia diffusa ed invadente.

Un igienista naturale, un salutista con la testa sulle spalle, non ha paura di alcun virus, di alcun batterio e nemmeno di alcuna malattia

Un igienista naturale, un salutista naturale, sanno benissimo che non c’è virus che tenga, e che non esiste al mondo malattia virale che spaventi. La cosa che deve spaventare è piuttosto la cattiva abitudine, la testardaggine ad andare contro se stessi e a mettere nel proprio canale gastrointestinale l’anti-cibo per eccellenza che si chiama carne, sia essa bianca, rossa o di colore viola.

I virus potenzialmente più pericolosi sono quelli interni che produciamo normalmente con la fisiologica morìa cellulare, non fosse altro perché arrivano in continuazione e a getto continuo dal nostro sistema cellulare, senza sosta e senza vacanza. Guai interrompere la salute e la pulizia interna.

Le diete alto-proteiche sono la manna per quelli del  Codex Alimentarius e per i fabbricanti di farmaci e di vaccini

I virus cellulari interni sono come un cumulo di spazzatura che occupa impropriamente le nostre stanze corporali, e che deve essere utilizzato (riciclandone in parte le componenti utili) e poi spazzato via con regolarità. Se noi rallentiamo o impediamo tale operazione metabolica giornaliera, adottando comportamenti demenziali tipo l’alimentazione carnea, l’uso di latticini, di cibi cotti, di droghe, delle sigarette e del caffè, allora sì che firmiamo la nostra condanna capitale.

Tutte le diete alto-proteiche promosse da certi medici e da certi nutrizionisti, da certi venditori di fumo, sono funzionali non solo alle industrie che producono gli stessi prodotti appena citati, ma anche ai desideri del Codex Alimentarius, della Bayer, della GSK, della Pfizer, della Monsanto, della Rockefeller, tutte coalizzate a tifare contro la salute umana.

Più proteine animali e più virus.
Mangiate maiale che noi della Pfizer, della Bayer e della GSK vi aspettiamo al varco!

Le proteine animali nel corpo umano equivalgono ad introdurre virus a raffica. Da qui il gran coro mondiale in difesa della carne di maiale. Mangiate maiale che noi della Pfizer e della GSK vi aspettiamo al varco!

I virus variano allo stesso modo dei batteri. Cos’è che fa cambiare le loro condizioni? Nei batteri è l’ambiente normale il quale, se diventa tossico, li cambia da batteri normali in batteri virulenti. Nel caso dei virus, essi si formano in un ambiente già tossico, accompagnato da eccesso di rifiuti metabolici interni (detriti cellulari) non espulsi, nonché da veleni e virus ambientali esterni che trovano in tali rifiuti cellulari endogeni il rifugio per accasarsi e non essere poi distrutti facilmente dal sistema immunitario indebolito.

Servono mezzi salutari di recupero e non immunizzazioni

La medicina invece, anziché ragionare in termini di “corpo sano che distrugge il virus”, lo trasforma da virulento in innocuo, e preferisce ragionare in termini di immunizzazione del corpo contro il virus. Ma immunizzare davvero è pure impossibile, proprio per la variabilità e l’alterabilità continua dei ceppi virali. Il corpo ha i mezzi per eliminare agevolmente i virus, a patto che la sua salute non sia compromessa.

Però, attenzione, se una persona è in condizioni insane, farmaci e vaccini fanno ancora peggio, in quanto indeboliscono ed intossicano ulteriormente un organismo già ai minimi termini. Servono mezzi di recupero salutari sia nei sani che nei malati.
Il ricorso a mezzi azzardati come quello di iniettare dei virus attenuati, è una colossale presa in giro della gente, è il peggiore insulto che si possa fare contro il proprio corpo.

Stesso discorso per il vibrione del colera

Anche col vibrione del colera valgono le medesime considerazioni. Esso appare e riappare. Quando non c’è, dov’è mai finito? E’ forse andato in vacanza? Ce l’abbiamo costantemente addosso. Molti igienisti mai vaccinati che viaggiano in Medio ed Estremo Oriente, mangiano frutta e verdura fresca in abbondanza, senza mai sviluppare alcuna malattia, mentre gente che si è vaccinata e che sta alla larga da insalate e da frutta torna spesso a casa col colera, un’infiammazione acuta del canale intestinale. Da cosa è mai causata? Dallo spargimento di liquame organico nei campi? Balle. Quello è il modo migliore e più igienico, visto che il terreno è il maggior purificatore-trasformatore di rifiuti organici.

E’ lo stato del tuo corpo intasato a favorire lo sviluppo batterico e l’accumulazione virale

Il colera non è altro che una severissima diarrea intestinale dovuta ad eccessi alimentari e conseguente putrefazione delle proteine nell’intestino. Il dr Pettenkofer, professore di batteriologia all’Università di Vienna, sbalordì i suoi allievi ingerendo di fronte a loro una coltura di vibrioni capace di avvelenare un intero reggimento, senza essere poi colpito dal colera, dimostrando così un’ennesima volta che il seme è niente e il terreno, cioè il corpo, è davvero tutto.

Germi e virus sono onnipresenti. Anche i virus dell’aviaria e quelli della febbre suina, asiatica o messicana, sono onnipresenti. Le malattie non sono causate da essi. E’ lo stato del tuo corpo a favorire la fioritura e lo sviluppo batterico, oppure l’accumulazione di sporcizia virale.


Valdo Vaccaro
Direzione Tecnica AVA (Associazione Vegetariana Animalista)
Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

Scritto in data 10 maggio 2009.

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