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Disbiosi intestinale e sintomi psichici – Parte 2

Disbiosi intestinale e sintomi psichici – Parte 2

Disbiosi intestinale e sintomi psichici: un connubio all’apparenza singolare, più frequente di quanto si pensi… (parte 2)

Prima parte a questo link

 

Cerchiamo di capire meglio, dunque, come funziona la flora batterica e come favorirne lo stato di buon equilibrio.

In una percentuale significativa di casi può essere sufficiente riequilibrare la flora batterica per veder cambiare nettamente tutto lo stato fisico ed emotivo della persona. In pratica la flora batterica benefica agisce come barriera difensiva, creando un ambiente inospitale agli agenti patogeni, modificando il pH intestinale e interagendo strettamente con il sistema immunitario intestinale.

Non può essere un caso che nella stessa medicina cinese il grosso intestino (chiamato Da Chang), oltre a portare i vari nutrienti alle singole cellule, si ritenga produca i Liquidi Superficiali (detti Jin), destinati a umettare cute e mucose, e a veicolare in ogni sede quella che è definita Weiqi e che corrisponde al nostro sistema immunitario. Pertanto, l’immunità dipende, anche secondo questa visione, dal perfetto funzionamento dell’intestino.

La presenza di questi “microbi” benefici nell’intestino dell’uomo non può essere dunque casuale, ma risponde a ben precise esigenze. Si calcola che ci possano essere circa 400-500 specie diverse che stabiliscono un equilibrio in grado di favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive derivate dagli alimenti, e di aumentare la resistenza alle malattie.
La flora batterica intestinale è il vero motore vitale dell’intestino, la cui efficienza è da sempre considerata nelle medicine più antiche, non solo la ayurvedica e la cinese in particolare, ma anche nella nostra medicina ippocratica, il fondamento della salute generale dell’organismo umano.

Il “microbiota” è il termine con cui si identifica la flora intestinale nel suo complesso; questa si divide in saprofita (circa il 70%), parassita (circa il 12%) e probiotica (circa il 18%).
Come ben illustrato da Luciano Lozio, un paragone molto utile per comprendere il funzionamento del microbiota è quello di pensare al corpo umano come a una nazione composta da cittadini, alcuni dei quali hanno deciso di lavorare, invece che per se stessi, per lo stato, formandone la burocrazia.

I batteri del microbiota sono la burocrazia dello stato, l’interfaccia tra le esigenze dei cittadini e del governo. I batteri che formano la burocrazia intestinale sono i probiotici, che si dividono in due grandi famiglie: i Bifidobatteri e i Lattobacilli.
I Bifidobatteri possono essere paragonati ai dipendenti pubblici dei vari uffici statali, mentre i lattobacilli sono le forze di polizia presenti sul territorio.
Numericamente i Bifidobatteri sono da 8 a 10 volte più numerosi dei Lattobacilli, sono la quasi totalità dei probiotici nel lattante e svolgono funzioni essenziali nello sviluppo del neonato, mentre i lattobacilli intervengono in un secondo momento.

La scarsa conscenza di questi aspetti fondamentali delle funzioni delle sottopopolazioni del microbiota conduce a paradossi medici che sono alla base di squilibri cronici del microbiota. Ad esempio, dopo una guerra con morti e distruzioni – e gli strateghi militari, come lo stesso Napoleone, lo sapevano molto bene – la prima cosa che va ricostruita è proprio il telaio dello stato, che è la burocrazia. E dunque dopo una infezione e una assunzione di antibiotici (guerra), perchè non si dovrebbe ricostruire la burocrazia intestinale? Se così fosse dovremmo assumere Bifidobatteri mentre, se va bene, rimpiazziamo i burocrati morti con un\’amministrazione militare (Lattobacilli) ed ecco lo squilibrio perpetrarsi.

La disbiosi è “semplicemente” l’alterazione dell’equilibrio della flora batterica. Le cause principali sono alimentari, farmacologiche (lunghe terapie antibiotiche-sulfamidiche, pillola, lassativi, corticosteroidi, ecc.), tossiche (additivi e coloranti, conservanti, pesticidi, steroidi alimentari, ecc.), microbiche: infezioni ed infestazioni intestinali. In queste condizioni gli stessi bacilli della flora diventano dannosi.

Come ampiamente documentato e descritto dalle ricerche del farmacologo Luciano Lozio, sono molti gli effetti dannosi della disbiosi: viene prodotto un eccesso di ammoniaca che può intossicare fegato e cervello, si formano nitrosamine per le quali è stata dimostrata l’esistenza di una correlazione con il cancro nello stomaco e nell’intestino. Prodotti essi stessi cancerogeni vengono generati a partire dagli azotati dei coloranti alimentari, si modifica l’assetto ormonale dell’asse gonadico (sessuale), con rischio di cancro alla mammella, fino ad aumentare il tasso di colesterolo e più propriamente il rischio cardiovascolare.
La disbiosi può causare lesioni alla parete intestinale, che lascia passare nel sangue le sostanze tossiche, genera forti squilibri a livello neurovegetativo (quindi nella nostra centralina di comando) e a livello immunitario.

Da ricordare, perché molto diffusa, anche in forma silente e cronica, è la forma di disbiosi legata alla trasformazione da saprofita in parassita della candida albicans. La disbiosi intestinale è responsabile di moltissimi disturbi che spesso vengono attribuiti allo stress: dalle infiammazioni delle mucose orali, a molti disturbi otorinolaringoiatrici in genere, a malattie del tratto urogenitale come cistiti o prostatiti ricorrenti siero negative, dermatiti croniche, ma anche stanchezza, irritabilità, nervosismo e patologie autoimmuni.

Da questa breve nota si può intuire quale è l\’importanza di una corretta “eubiosi”. Ma come si fa a sapere di essere in “ordine” visto che le variabili sono molte come i tipi di batteri, ciò che si mangia, il clima e lo stile di vita?

Paradossalmente tornando a fare quello che la stessa medicina ippocratica faceva, e che viene fatto altrettanto nella medicina cinese, e cioè osservare la persona e ciò che il corpo mostra, ritornando a saperne decodificare il linguaggio, trattando segni e sintomi come un codice di comunicazione i segni e non come meri fastidi da sopprimere. L’osservazione delle feci è essenziale come anche il controllo della mucosa orale. Il tubo digerente è colonizzato da molti ceppi batterici a partire dalla bocca fino all’ano.

Una curiosità embriologica è che la mucosa della bocca ha lo stesso foglietto embrionale di origine di quello del retto; in pratica i due estremi sono, embriologicamente parlando, identici. Molti stati infiammatori della bocca sono un segno inequivocabile di una infiammazione dell’ultimo tratto dell’intestino. Gengive che sanguinano, gonfie e/o dolenti retrazioni gengivali (paradontiti e/o paradontosi) sono manifestazioni di un disagio microbico sia in bocca , organo colpito, sia, soprattutto nell’intestino.
Affrontare il problema solo in bocca con interventi odontoiatrici o con colluttori non è sufficiente, dato che la sorgente del problema è da un\’altra parte.

Considerare, come già detto, lo stato di salute generale, la presenza di stanchezza cronica, alterazioni dell’umore, ansia, irritabilità. È importante in questi casi pensare anche alla possibilità di un squilibrio della flora intestinale, anche perché di tratta di una condizione facilmente risolvibile con grande beneficio a livello sistemico.

Per correggere uno stato di disbiosi è importante ricorrere a una alimentazione corretta, sia in ciò che si mangia sia nel modo in cui lo si fa. In genere ingeriamo troppo cibo (si pensi che il sistema immunitario si rafforza con diete leggere), con troppe proteine e in un contesto stressante, con poco tempo, sotto il bombardamento costante dei nostri dispositivi elettronici o di notizie mediatiche negative.
Diete scarse di fibre, assunzione di alimenti raffinati (farina, sale, zucchero), pochi acidi grassi a catena corta, bevande gasate, stress a tavola, sono alla base di questo frequente e severo disturbo. Una dieta povera di fibre non favorisce lo sviluppo di una flora intestinale capace di difendere l’organismo da agenti patogeni aggressivi.

Per aiutare l’organismo nei periodi di maggior stress, di alimentazione non troppo corretta o di assunzione necessaria di farmaci come gli antibiotici, si può ricorrere a integratori di probiotici, oltre a piante medicinali e altri trattamenti cosiddetti alternativi.
Conosciamo oggi sufficientemente bene il microbiota per poter costruire protocolli di ricostruzione della flora ad hoc in base al disturbo, con la giusta percentuale di Bifidobatteri piuttosto che di Lattobacilli. Ma sono ancora pochi i medici che conoscono e padroneggiano correttamente questi schemi reintegrativi e poca è la divulgazione su questi temi che permetta agli eventuali pazienti di chiedere questo tipo di trattamento.

Dott.ssa Erica Francesca Poli
Psichiatra, psicoterapeuta
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1 commento su “Disbiosi intestinale e sintomi psichici – Parte 2”

  1. HO TROVATO QUESTO ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE, DA TANTI HANNI HO QUESTO PROBLEMA E PER STARE UN PO’ MEGLIO ASSUMO PROBIOTICI HO TANTE INTOLLERANZE ED ALLERGIE E PERCIO’ NON RIESCO AD AVERE UNA ALIMENTAZIONE GIUSTA

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