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Coscienza tribale e responsabilità personale

Una volta accettata la responsabilità personale, anche in un solo settore della nostra vita, non potremo più ricorrere al «modo di ragionare tribale» per giustificare il nostro comportamento.

 

Molte delle persone che incontro ai seminari sono bloccate tra due mondi: quello vecchio, che hanno bisogno di abbandonare, e quello nuovo in cui hanno paura di entrare. Siamo attratti dall’idea di diventare più «consapevoli», ma allo stesso tempo ne siamo spaventati perché ciò significa che dobbiamo assumerci responsabilità personali, per la nostra salute, la carriera, gli atteggiamenti e i pensieri. Una volta accettata la responsabilità personale, anche in un solo settore della nostra vita, non potremo più ricorrere al «modo di ragionare tribale» per giustificare il nostro comportamento.

Nella coscienza tribale la responsabilità personale non è definita in termini precisi, cosicché in tale contesto è molto più semplice evitare le conseguenze delle scelte personali. La responsabilità tribale si estende prevalentemente all’area materiale della nostra vita, nel senso che gli individui sono tenuti a rendere conto delle loro finanze, degli interessi sociali, delle loro relazioni e occupazioni.

La tribù non richiede ai suoi componenti di assumersi responsabilità personali per gli atteggiamenti che hanno ereditato. Secondo il modo di ragionare tribale, è consentito giustificare i propri pregiudizi dicendo: «A casa mia la pensano tutti così». È molto difficile rinunciare alla «zona franca» che accompagna questo genere di scuse; pensate soltanto a quante volte avete detto: «Lo fanno tutti, perché non dovrei farlo io?». Tale scappatoia è la forma più grossolana della verità «Tutto è uno», ed è comunemente usata per evitare la responsabilità di qualsiasi genere di atto immorale, dall’evasione fiscale all’adulterio, alla mancata restituzione del resto in eccesso ricevuto da un negoziante. Le persone spiritualmente mature, tuttavia, non possono più ricorrere all’argomentazione tribale. L’evasione fiscale diventa un furto deliberato, l’adulterio una rottura consapevole della promessa matrimoniale e incassare il resto sbagliato equivale a rubare in un negozio.

[…]

Domande per l’autoanalisi

1. Quali schemi mentali credi di avere ereditato dalla tua famiglia?
2. Di quali schemi mentali che esercitano ancora un controllo sulla tua mente puoi dire che non sono più validi?
3. Quali sono le tue superstizioni? Quali di queste esercitano su di te un controllo superiore a quello del tuo raziocinio?
4. Hai un codice d’onore personale? Qual è?
5. Hai mai compromesso il tuo senso dell’onore? Se sì, che cosa hai fatto per rimediare?
6. Hai questioni in sospeso con i tuoi familiari? Se sì, elenca le ragioni che ti impediscono di sanare i tuoi rapporti familiari.
7. Elenca tutte le qualità che senti di avere ereditato dalla tua famiglia.
8. Se stai costruendo una famiglia tua, elenca le qualità che vorresti trasmettere ai tuoi figli.
9. Quali tradizioni e rituali tribali osservi per te stesso e per la tua famiglia?
10. Descrivi le caratteristiche tribali che vorresti potenziare e sviluppare.

 

Estratto da Anatomia dello Spirito di Caroline Myss, Anima Edizioni

anatomia-dello-spirito

 

Anche e-book a questo link

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