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Maria: madre universale e matrice di tutte le cose

Giulietta Bandiera intervista  il fisico Vittorio Marchi per raccogliere il suo personale parere sulla figura della Madre di Dio. Dal libro “Ultime Rivelazioni su Maria” (Anima Edizioni).

 

Ex-insegnante di fisica, oggi in pensione, Vittorio Marchi è stato spettatore di fenomeni che lo hanno stimolato all’approfondimento delle potenzialità della “macchina umana”, a suo avviso molto più perfetta di quelle prodotte dalla moderna tecnologia. Ciò lo ha indotto a orientare i suoi studi e le sue indagini scientifiche verso il tema dello spirito, che è anche oggetto delle sue numerose pubblicazioni divulgative. L’autrice (Giulietta Bandiera, N.d.R.) ha creduto fosse dunque interessante raccogliere anche il suo personale parere sulla figura della Madre di Dio.

– Dottor Marchi, chi è per lei la Vergine Maria? E che cosa la distingue, a suo parere, rispetto a tutte le altre creature?

Vittorio Marchi: Maria è una realtà divina, ossia la Matrix, madre universale e matrice di tutte le cose. È la Vir Agens, la forza, o campo dell’energia vibrante cosmica. La sua peculiarità è dunque quella di essere Ma(te)r)ia fatta di una interezza infinita e mai violata.

– Ciò spiegherebbe il motivo per cui viene descritta come “sempre vergine”?

V.M.: In termini assoluti la sostanza eterna non può che essere sempre vergine, perché essa feconda eternamente se stessa e da se stessa rinasce sempre nuova. Per cui, mentre nella dimensione fisica è il rapporto sessuale che sembra stare all’origine dell’esistenza, in realtà l’esistenza non è altro che un continuo atto creativo che nasce dall’incessante relazione della coscienza (campo di frequenze vibranti informazionali) con l’energia.

– Le Scritture ci presentano Maria come una ragazza adolescente, la quale, di fronte a un compito più grande di lei, annunciatole da un angelo, ebbe il coraggio di accettarlo senza esitazioni. Come legge questo mistero?

V.M.: Evidentemente questa creatura era arrivata a un punto della propria evoluzione, che soltanto lei poteva generare un figlio che rappresentasse il culmine stesso dell’evoluzione umana. Ciò poteva avvenire solo attraverso una creatura eccezionale, nella quale si fosse incarnata la sostanza del Tutto. Maria era deputata a questa funzione perché si trovava evidentemente al massimo del suo sviluppo.

– La Madonna ha ereditato antichi culti legati alla Dea Madre e alla Terra, in quanto simbolo di fertilità. Lei tuttavia è considerata una “materia” (una “terra”) non più grezza, bensì trasfigurata dalla luce. Che cosa le suggerisce questo simbolo, in relazione alle nuove conoscenze sulla natura della materia?

V.M.: Maria è immaginata di una purezza cristallina, poiché la sua è una sostanza puramente psichica, luminosissima, non condensata nell’opacità di una materia più grezza e bruta. Tutto ciò collima perfettamente con i fondamenti della fisica quantistica, la quale, parlando di una materia costituita da fotoni (fotos = luce), ha sconvolto tutti i principi scientifici precedenti.

– Quando Maria opera miracoli, che cosa succede esattamente?

V.M.: Se identifichiamo la Madonna con una sostanza universale energicamente vibrante ad altissima intensità, e noi stessi come una sorta di “vibrazione nella vibrazione”, capiamo che è sufficiente alzare il livello di intensità della nostra vibrazione, per entrare in risonanza con lei. Ciò avviene tramite la fede e determina una ristrutturazione del nostro organismo e della sostanza stessa di cui siamo fatti. Ecco perché qualsiasi guarigione è sempre da considerarsi come un’autoguarigione.
Il malato ha, nella sua struttura fisica, una disfunzione, una carenza di energia, dovuta a un blocco che ne impedisce il naturale flusso. Chi ha fede invece si abbandona al flusso, non fa resistenza, quindi si predispone alla guarigione. Si lascia, per così dire, guarire dall’energia del Tutto.

– Le apparizioni della Vergine invece come se le spiega?

V.M.: Tutto è pensiero e ciò che noi vediamo intorno a noi non è altro che la manifestazione del nostro pensiero. È il pensiero che plasma la sostanza universale, la quale di per sé è  fluida, e, in questo modo, crea la realtà.
L’immagine che vedo durante l’apparizione, è dunque il mio pensiero a plasmarla, giacché a quella certa sostanza vibrante, io attribuisco una determinata forma.

– L’apparizione perciò è qualcosa che diventa vera in virtù  del fatto che ci credo?

V.M.: Diciamo che sono io a generarla. Come se una costruzione, che è già in me, prendesse corpo e si manifestasse.

– Ciò capita pero soltanto a poche creature considerate “elette”. Per quale motivo?

V.M.: Perché sono pronte per quel tipo di esperienza. Può succedere che, a un certo stadio della mia evoluzione, mi sia possibile avere una visione. Ma ciò non significa che io sia un “eletto”. L’evoluzione è come un cerchio in cui non esiste un punto che precede gli altri. Tutti siamo destinati, prima o poi, a fare un certo tipo di esperienza.
Nemmeno i più grandi mistici, a ogni modo, sono tutt’uno con la luce che vedono, altrimenti non la potrebbero distinguere da se stessi.

– Le grandi apparizioni di Maria sembrano collocarsi sempre in momenti cruciali della storia, ad esempio prima di grandi guerre e genocidi, come a Fatima, Medjugorje, o in Rwanda. Come spiega questa apparente combinazione?

V.M.: È l’umanità stessa che, nei momenti di emergenza, crea le condizioni affinché il messaggio necessario la raggiunga in tempo utile. Le cose si preannunciano sempre prima. C’e chi le capta e chi no, ma sono già in essere.

– Il dogma dell’Immacolata Concezione dice che Maria è stata generata senza il peccato originale. Lei come interpreta questo simbolo?

V.M.: La sostanza immacolata (creazione) è fatta di pensiero (creatore). Creandosi, tale sostanza si determina e, determinandosi, si crea. Tuttavia, affinché ci sia un peccato “originale” è necessario che vi sia un’origine, che però non esiste. Poiché è la coscienza (o Immacolata Concezione) a occupare tutto e questo tutto non è altro che un campo di coscienza globale, di sostanza pura e incorrotta, proprio come quella di Maria.

– Un altro dogma dice che la madre di Gesù, essendo senza peccato, non è mai morta, ma è stata assunta in cielo con il suo stesso corpo. Dal punto scientifico e possibile che un corpo non muoia?

V.M.: Non esiste un corpo che possa trascendere la legge dell’universo. Ma l’assunzione di Maria va letta non in termini fisici, bensì in senso evolutivo della coscienza. Maria non è quindi ascesa, ma si è piuttosto “trasformata” in senso evolutivo, come del resto succede a tutti. Solo che in lei questo processo è stato molto più rapido.
Del resto, come si fa a pensare di sconfiggere la morte, in un universo in cui la morte non esiste?

– È possibile definire Maria come un prototipo, un modello, di ciò che l’essere umano sarà nella pienezza della propria evoluzione? Un essere umano nel quale spirito e materia siano presenti e cooperanti in egual misura?

V.M.: Certamente. Maria testimonia quello che noi tutti saremo, quando la nostra materia diverrà talmente sottile da diluirsi nella luce. Il livello in cui non saremo più che né qui, né là. Né questo, né quello, ma tutto in una volta sola. Spirito che genera materia e materia che genera spirito, allo stesso tempo.

– Secondo lei nella ricerca scientifica è più avvantaggiato uno scienziato credente, o un non credente?

V.M.: Un non credente ha meno condizionamenti. A patto però che non ricada nell’integralismo opposto, che è anche peggiore di quello religioso. Ma ciò accade in genere solo a individui dall’ego spropositato, che non cercano la verità, ma soltanto le conferme a ciò che già ritengono vero, per partito preso. Ciò non toglie che a volte si trovi piu religiosità in un ricercatore ateo, che in uno credente.

– E lei da che parte si colloca?

V.M.: Non sono collocabile. Diciamo che sono anomalo. Non è che io non creda in niente, ma quando hai trovato, non hai più bisogno di credere. Io sono persuaso che creatore e creato siano Uno. E che quell’Uno è Dio.

– Se la Madonna un giorno apparisse proprio a lei, che cosa le domanderebbe?

V.M.: Niente di particolare. Credo che l’accetterei come un fatto non miracoloso, del tutto naturale, sapendo che chiedere qualcosa a lei sarebbe come chiederlo a me stesso. Di fronte alle manifestazioni miracolose, il rischio è sempre quello di cadere nell’idolatria e di non fare più riferimento a se stessi. Quando non ci fidiamo di noi stessi, ci attacchiamo ai simulacri (un termine che viene da “simulazione”) e andiamo a cercare le risposte all’esterno e non più all’interno di noi stessi. La vera spiritualità, invece, è sempre interiore.

Estratto dal libro Ultime Rivelazioni su Maria di Giulietta Bandiera

Ultime Rivelazioni su Maria Giulietta Bandiera

 

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