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Da dove cominciare?

Si sta chiudendo un’Era e se ne sta aprendo un’altra: a tanta confusione seguono anche tante possibilità ma, se vogliamo coglierle, dobbiamo prima di tutto tutelare il pianeta su cui viviamo…

 

[…] Siamo in un periodo di fondamentale rilevanza cosmica. L’Era dell’Acquario ci ha insegnato a osservare con maggior ampiezza i punti di vista propri o altrui, allargando a macchia d’olio i nostri orizzonti e aprendoci al sociale, oltre ogni barriera e frontiera, principio fondamentale proferito dal segno dell’Acquario (come già lo è, nella metamorfosi del nostro tempo: nello scientismo, nell’inderogabile necessità di riforme, nella ribellione e rivoluzione dei popoli sottomessi alle dittature).

L’Era dei Pesci, che porta in sé l’amore universale e il principio di fratellanza e condivisione, si sta tuttavia formando (perfettamente in rima con la simbolica dei Pesci) in una delirante confusione di fondo, ove tutto si muove alla rinfusa: istituzioni, ideologie, valori, politica, ambiente, condizioni di vita, relazioni, regole, leggi, giustizia, etica, morale. Ciò che sembrava logico diventa illogico, ciò che sembrava intollerabile si trasforma in una sorta di accettazione quotidiana che diventa, giorno dopo giorno, normale consuetudine comunemente digerita. Il quotidiano è sovrastato dalla confusione in tutti i campi, e ci ritorna addosso come un’onda impazzita, ove i vecchi principi si infrangono contro quelli nuovi: il caos si impossessa di tutto, dalle risse che vediamo nelle piazze, negli stadi, tra vicini di casa, nelle famiglie e, vergogna delle vergogne, pure in Parlamento.

L’Era dei Pesci sancirà la nostra evoluzione mentale, psichica, spirituale, così dovrebbe essere… ma quanta strada dobbiamo ancora percorrere? Antichi testi e profezie rivelano che questo è il secolo in cui il Maligno si è liberato dalle catene; e solo l’umanità, se si risveglierà dal sogno/incubo che la avvolge (a partire dal “sistema”, sbagliato e corrotto), potrà ricacciarlo nelle tenebre. Perciò, non è ancora tempo di cantar vittoria: stiamo solo gettando una manciata di semi alla rinfusa, con una benda sugli occhi e procedendo a tentoni, impreparati nel capire che, se qualcosa, sul serio, non cambierà, allora aspettiamoci che possa finire tutto. Nei Pesci, simbolicamente parlando, questo concetto è sempre stato ben espresso: ce lo ricorda lo stesso ciclo stagionale che lo riguarda, ove tutto muore (fine dell’inverno) prima di rinascere a nuova vita (primavera).

Ma come, e da dove cominciare? … dall’ambiente, da subito. Papa Francesco, il Papa giusto per i tempi in cui viviamo, ha detto: “Dio perdona; gli uomini, solo qualche volta. La Terra, mai!” Di segnali ne abbiamo già ricevuti fin troppi, ma non abbiamo ancora iniziato a prenderci cura responsabilmente del nostro globo azzurro, il cui nome è Gaia (un gioioso nome proveniente dalla mitologia greca; secondo la tradizione classica, Gaia è la personificazione della Terra), e di ciò che ci offre per nutrirci e dissetarci. Cosa avranno, i nostri figli, se permetteremo ancora che il tessuto criminale, sempre più vasto, nasconda in essa rifiuti tossici? O che qualcuno, invece di risanare città e terreni, si ingegni a rimpinguare le proprie casse? Come potremo sopravvivere, se non iniziamo a pensare che Gaia è la prima a dover sopravvivere? Non possiamo nasconderci dietro l’omertà del “Non sono stato io, a compiere lo scempio”, ma estirpare questi fenomeni senza più attendere… e attivare un cambiamento.

Rosanna Bergonzi

Estratto dal libro Evoluzione dello Zodiaco.

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