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Contemplazione e preghiera

I Maya tradizionalisti pregano i nahual vedendo la loro opera in tutto ciò che esiste: negli alberi e nelle montagne, che sono grandi autorità spirituali, nel fuoco, nel sole, nelle stelle e persino in tutti i processi fisiologici e mentali del proprio corpo… Articolo di Diego Dentico, estratto dal suo libro Sciamanesimo Maya

 

Il Maya tradizionale cerca la conoscenza silenziosa che passa primariamente attraverso una comunione con la natura osservata, attraverso il riconoscimento di una relazione intima e intuitiva (intelligenza “del cuore”) che solo in un secondo tempo si trasforma in un’elaborazione artistica e intellettuale (intelligenza “del pensiero”).

Uno dei maestri che mi ha più colpito l’ho visto per circa venti minuti. Non era un Ajq’ij’ né un curandero, ma un contadino. Durante un cammino sui monti intorno a Santiago Atitlàn, incontrai un anziano che faceva buchi nella Terra per depositare dei semini di mais. Prima di piantare parlava con ogni singolo chicco (il nahual K’at), ringraziandolo per il cibo che avrebbe fornito alla sua famiglia e chiedeva scusa alla Madre Terra (il nahual Noj) per i buchi che stava facendo sulla sua pelle. Da un punto di vista occidentale si trattava di una pratica superstiziosa, dal punto di vista della tradizione, il maestro contadino stava nutrendo la propria relazione con la Natura e si apriva alla meraviglia.

I Maya tradizionalisti pregano i nahual(1) vedendo la loro opera in tutto ciò che esiste: negli alberi e nelle montagne, che sono grandi autorità spirituali, nel fuoco, nel sole, nelle stelle e persino in tutti i processi fisiologici e mentali del proprio corpo: “I nahual vivono nel sangue” sono soliti dire gli Abuelos.

Pratica: la contemplazione del nahual

Mi trovo innanzi all’altare. Faccio tre respiri profondi per spostarmi nel “lato sinistro”.

Chiudo gli occhi e contemplo le sensazioni del mio corpo. Porto la mia attenzione alla testa, il punto in cui il mio corpo fisico sfuma nella vacuità eterna del Cielo. Silenziosamente chiedo all’energia del Cielo di scendere attraverso il mio corpo e di limpiarmi da ogni densità, da ogni percezione ossidata. Offro l’energia densa del mio corpo alla Terra. Quando sento di essere un ponte fra Cielo e Terra pronuncio: “Corazòn del Cielo”.

Mi concentro sul punto in cui i piedi toccano il pavimento, mi immagino come un albero che affonda le proprie radici nella Madre Terra (non importa se ci troviamo all’undicesimo piano di un palazzo, la Terra è sempre sotto di noi). Chiedo all’energia della Terra di salire come acqua attraverso le radici e la porto verso l’alto. Quando sento di essere un ponte fra Terra e Cielo pronuncio: “Corazòn de la Tierra”.

Sposto l’attenzione al mio cuore. Contemplo il potente battito nel mio petto, che mi dà la vita, che non posso controllare, che mi è stato donato senza che facessi nulla per meritarlo. Contemplo l’intelligenza del Gran Ajaw all’opera dentro di me – seguo il flusso del sangue nel mio corpo – e fuori di me, dando forma a tutto ciò che esiste. Lì, in quello che la Tradizione considera il Centro dell’essere, l’energia del Cielo e della Terra si incontrano. Pronuncio “Corazones de todos los seres visibles e invisibiles”.

Apro gli occhi, accendo una candela sull’altare, brucio incenso. Nel fuoco vivono i nahual. Pronuncio una preghiera che mi sorge dal cuore. Si possono esporre petizioni specifiche per il singolo nahual in accordo con la sua vibrazione (non si chiedono buoni contratti a Imox, né si chiede creatività a Tz’i). A questo punto rimango in silenzio, mi concentro sul punto del corpo in cui interno ed esterno entrano in contatto, ovvero le narici, e sul flusso dell’aria dentro e fuori i polmoni. Se sorge un pensiero lo lascio sciogliere come una nube all’orizzonte. Contemplo il respiro. Possono giungere intuizioni o sensazioni.

Se la mente diventa una scimmia impazzita, la si può quietare domandandole con intento: “Qual è il tuo prossimo pensiero?”. Quel momento di blackout, il Silenzio che si manifesta, è aroma del Grande Spirito.

Per chiudere la cerimonia pronuncio il ringraziamento alle forze che ci hanno accompagnato: gli antenati, la Natura Madre-Padre, il Grande Mistero.

Diego Dentico, dal libro Sciamanesimo Maya (Anima Edizioni)

 

(1) Ndr:Il nahual possiamo definirlo come lo spirito, l’archetipo o l’energia che sorregge ogni giorno del calendario Cholq’ij’. Ogni nahual è la rappresentazione degli elementi naturali e governa un aspetto specifico della Creazione.

 

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