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Talk of Love – Riconoscere l’amore

 

Anima Edizioni presenta la serata “Talk of Love – Riconoscere l’amore” con Linda Lo Calzo, autrice del libro Alchimia delle parole. Il libro è disponibile in libreria o tramite web a questo link

 

(Diretta streaming del 19 giugno 2020)

L’amore è dentro ognuno di noi.

Domanda: Amore, come potrò riconoscerti questa volta? Risposta: Devi avere fiducia, devi credere in me con una forza tale da riconoscermi ovunque, in te stesso, nell’altro e in tutte le esperienze della vita.

Le nostre relazioni vogliono portarci alla fusione totale con quella fonte d’amore originaria dalla quale ci siamo illusoriamente separati.

Sulla terra facciamo esperienza della polarità, dove entriamo in contatto con qualcosa di esterno.

La porta più grande che possiamo attraversare è quella del cuore.

Solitamente le esperienze dolorose ci inducono a chiuderci e a proteggere il cuore. Un cuore chiuso anche parzialmente è tuttavia un cuore aperto parzialmente. Il cuore va spalancato, davanti a tutto.

Nel cuore possiamo accogliere ogni cosa. Accogliere non significa rimanere passivi o subire. Possiamo accogliere e allo stesso tempo agire.

I passaggi del perdono possono comprendere i nostri genitori, ma a livello più profondo vi è la necessità di perdonare la “fonte d’amore”.

Spesso non siamo coscienti di portare con noi vibrazioni di rabbia e rancore, che tengono seppellita la ferita primordiale che è quella dell’abbandono e della separazione dal tutto.

Per fare esperienza, come esseri umani, siamo discesi nella separazione, se pur illusoria.

Il mito dell’androgino racconta che all’inizio vi è un unico essere, costituito da energie maschile e femminili, fuse fra loro. Nel discendere in Terra, esso si divide come corpo di donna e corpo di uomo.

Da bambini ereditiamo i traumi e le memorie di dolore della linea maschile e femminile generazionali, comprese informazioni che provengono dal luogo in cui siamo nati. Queste memorie vanno in attrito con il nostro corpo di gloria.

La legge della polarità ci dice che proiettiamo all’esterno persone, situazioni, esperienze e così via, che vanno in risonanza con il nostro corpo di dolore. Il nostro compito è trasformare il corpo di dolore in corpo di gioia, infatti siamo qui per fare esperienza di trasformazione.

L’archetipo dell’angelo caduto è dentro di noi, nella ferita originaria di separazione dal Divino. La nascita ci fa vivere un’ulteriore separazione, quella dal ventre materno.

La voragine che ci portiamo dentro, quel senso di vuoto della separazione, è l’accesso all’energia femminile, quella parte di noi connessa direttamente al divino.

Noi proiettiamo le nostre energie interiori sui nostri genitori, che sono la perfetta manifestazione di ciò che abbiamo dentro e ci serve per evolvere.

Come persone, siamo sempre alla ricerca di quel dio o quella dea con cui eravamo fusi nel mito dell’androgino, ma lo scopo ultimo è evolvere attraverso le relazioni.

Il perdono verso la divinità, verso i genitori e verso il resto della vita in realtà è solo il primo passo.

Dipendenza e attaccamento hanno anche loro polarità. La dipendenza è quando dipendo da qualcuno o qualcosa di esterno. Più o meno tutti ne facciamo esperienza perché siamo qui per attraversare tali dinamiche.

Il passo successivo è comprendere che noi non siamo l’altro e non siamo l’esterno, allora possiamo relazionarci con un partner non perché ne abbiamo bisogno, ma perché amiamo.

L’ombra è quella parte di me che non conosco e non è stata portata alla luce, ma che spesso viene solleticata in una relazione.

Nel momento in cui il partner ci lascia, ci costringe a tornare a noi, a perdere l’illusione, la maschera, con la quale magari ci eravamo identificati.

L’energia maschile è l’energia del fare, dell’azione, del costruire. Da dentro, dall’inconscio e dall’ombra, porta in esterno i semi. L’energia femminile è quella che accoglie dall’esterno e si fa inseminare.

“L’altro” può essere uno o tante relazioni, ma sarà sempre il riflesso esteriore della mia fiamma gemella interiore che ho in quel momento.

La coppia sacra esteriore è la manifestazione della fusione interiore delle energie femminili e maschili.

1+1 fa…3. Quando due esseri indipendenti si uniscono non per bisogno ma per amore, creano il compito evolutivo sia nella coppia sia nel mondo, ossia formano la coppia sacra: io scelgo di evolvere grazie a te e viceversa, e insieme, mediante la coppia, generiamo frutti.

L’arte è il contenitore che ha in sé tutte le infinite forme creative, di qualunque genere, che ci mettono in comunione con la nostra voragine interiore.

Quando creiamo estraiamo dalla nostra energia femminile il seme e lo portiamo all’esterno attraverso l’energia maschile.

Questo deve andare in parallelo con l’amore per il corpo, che non va abbandonato ma amato. Ci sono parti del corpo dove l’energia è più bloccata e di cui dobbiamo accorgerci.

 

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