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Un individuo impaurito non può contribuire alla costruzione di alcunché

Un individuo impaurito non può essere creativo perché è troppo impegnato a trovare soluzioni per scappare, si affida all’informazione caotica che, invece di rassicurare, separa e frammenta, causando maggiori rischi. Le persone sono impaurite poiché vengono tenute lontane da loro stesse e dalla verità. Articolo di Carmen Di Muro

 

È un momento molto difficile quello che stiamo attraversando. Dinanzi a questo fenomeno calamitante, che cresce fobicamente ora dopo ora, diviene sempre più difficile guardare la situazione da una visuale positiva e priva di timori. Tutti parlano della necessità di una collaborazione globale per la salvaguardia da un virus che si sta velocemente e preoccupantemente diffondendo. Pochi però sembrano considerare il dilagante allarmismo che genera un altissimo grado di paura: un vero e proprio campo apocalittico che ci stiamo creando da soli.

Eppure, un individuo impaurito non può contribuire alla costruzione di alcunché. Un impaurito non può essere creativo perché è troppo impegnato a trovare soluzioni per scappare. Un uomo impaurito si affida all’informazione caotica che, invece di rassicurare, separa e frammenta, causando maggiori rischi. E le persone sono impaurite poiché vengono tenute lontane da loro stesse e dalla verità.

A questo riguardo, facciamo un po’ di chiarezza. ️

Pensiamo che sotto il profilo biologico la paura è un’emozione che ha una valenza positiva indispensabile per la sopravvivenza e l’evoluzione. Questo è quanto succede quando essa è “adeguata” al pericolo, svolgendo la sua funzione entro i limiti che la rendono efficace. Diverso invece è nel caso attuale, in cui non soltanto non è utile, ma è decisamente dannosa poiché perde la sua originaria funzione biologica e diventa d’ostacolo all’adattamento, sconfinando nel patologico, tanto da limitare le normali attività quotidiane e allontanare dal mondo e dall’energia costruttiva della vita. Questa informazione penetra in profondità creando un campo di psicosi collettiva che genera una realtà interiore ed esteriore separata e sempre più fallibile.

Oggi è ampiamente e scientificamente riconosciuto che tutto ciò che pensiamo e sentiamo ha un impatto profondo su ogni aspetto della regolazione del nostro organismo. Quando una persona è esposta a un evento emotivamente stressante, come in questo caso, il suo sistema nervoso simpatico (SNS) – ossia quello responsabile della risposta “lotta o fuga” – viene attivato, aumentando a sua volta la produzione di una molecola, il fattore nucleare kappa B (NF- kB) che regola la modalità di espressione genetica. L’NF-kB traduce lo stress attivando i geni per produrre quelle particolari proteine, chiamate citochine, che causano infiammazione a livello cellulare, una reazione utile quando di breve durata, ma che se persiste fiacca ed indebolisce esponenzialmente il nostro sistema immunitario, rendendolo vulnerabile all’attacco di agenti patogeni. Pertanto, “virus e batteri” possono colpire, come accade per una semplice influenza, solo se le circostanze sono favorevoli!

E questo sta a noi, dipende da noi.

Star bene quando le circostanze sono avverse non vuol dire essere né scollegati dalla vita, nè anestetizzati, nè tantomeno terrorizzati. Star bene anche quando le cose vanno male vuol dire avere dentro di sé la certezza che qualunque cosa accada per sua natura è destinata a passare. Dinanzi a un’onda, soprattutto se molto potente, non si può opporre resistenza. In quel momento è più forte e tenace di noi. Può scuotere la barca e tenerci sott’acqua, ma se il suo destino è quello di passare, mentre il nostro è quello di restare, con le giuste precauzioni, capacità e strumenti disponibili, rimarremo a galla.

La paura dura solo un istante, il necessario per trasformarsi in sano atteggiamento di responsabilità. Se decidiamo di farla restare, essa come un veleno invisibile eserciterà un’azione di campo potentissima, drenando energia, intorpidendo mente e cuore e fiaccando, di conseguenza, i processi vitali. Un circolo vizioso che svilisce e distrugge l’intera fisiologia e, che in egual modo, genera un campo emotivo risonante di profonda incoerenza. Questo campo d’onda collega essere a essere, persona a persona. E quando i membri del gruppo sono sintonizzati sulla stessa frequenza socio-emozionale, l’informazione distorta si amplifica.

Per avere in mano le sorti della propria esistenza, essenziale è, quindi, esaminare la qualità e il tipo di messaggi a cui si è esposti e in quale misura essi lavorano al servizio della vita e in quale misura al servizio della paura, discernendo e adottando giusti pensieri e comportamenti.

La pericolosità dei Coronavirus, allo stesso modo di virus maggiormente conosciuti, sta nel fatto che può degenerare e aggravare una patologia polmonare preesistente o causare polmonite in soggetti predisposti o immunodepressi. Cosa significa questo? Che non bisogna sottovalutare o negare il COVID-19, ma dare peso solo agli studi scientificamente validati e a fonti attendibili, sapendo soprattutto che il nostro stato di salute e la vitalità dipendono, principalmente, dall’atteggiamento interiore capace di mettere ordine nel caos dei nostri timori.

Non dimentichiamo che nessun pensiero o sentimento, nel bene e nel male, possono essere nascosti a ogni singolo organo, tessuto o cellula del nostro organismo. Il corpo è la terra dove l’Anima respira la vita.

Carmen Di Muro

Autrice del libro Anima Quantica

Articolo originariamente pubblicato su Facebook

 

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