Il nostro cervello non è fatto per pensare

Se il nostro cervello è uno strumento di percezione, la realtà esterna esiste davvero? Ma se è diversa da come la percepiscono i nostri sensi, noi abbiamo la libertà di cambiare completamente prospettiva sul reale. Sono solo alcune dei temi affrontati dalla dottoressa Erica Francesca Poli nella scorsa edizione di Anatomia della Guarigione. Il prossimo appuntamento del ciclo si terrà dal 3 al 7 novembre 2021.

 

 

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Il nostro cervello non è fatto per pensare. Potrebbe sembrare una frase provocatoria, ma proviamo a pensarci un attimo. Cosa fa primariamente il nostro cervello? Il neuroscienziato Antonio Damasio dice che il cervello nasce primariamente come organo della percezione: è fatto per percepire. Ma percepire cosa? Come spiega la psichiatra e psicoterapeuta Erica Francesca Poli nel video che potete vedere qui sopra, tratto dalla scorsa edizione di Anatomia della Guarigione, il cervello percepisce dei messaggi che arrivano dall’esterno e dall’interno. Poi, il cervello mette assieme questi messaggi attraverso delle “forme” che in realtà è il cervello stesso a creare.

Questo, come spiega Erica F. Poli, pone un quesito fondamentale sulla realtà: ciò che noi chiamiamo “reale” esiste davvero? La faccenda non è semplice. Fin dai tempi di Platone, infatti, si è ipotizzato che la realtà non fosse veramente esterna a noi. Prendiamo, ad esempio, un oggetto qualsiasi: una sedia. Noi diciamo di vederla, la sedia è di fronte a noi. Ma cosa accade veramente? Quello che succede è che sulla nostra retina arriva un impulso elettrico. Questo impulso elettrico arriva dall’emissione luminosa dell’oggetto. Ciascun colore degli oggetti corrisponde a un certo tipo di frequenza: se la sedia è nera, le frequenze di riflessione della luce saranno diverse da quelle di una sedia rossa. Per cui a noi arriva un impulso luminoso, che a sua volta, spiega la dottoressa, imprime sulla retina un impulso di tipo elettrico. Questo accade perché la retina di fatto è un sistema nervoso, per cui traduce un impulso nervoso in elettricità. Quindi non stiamo parlando di un’immagine, dell’immagine “sedia”, stiamo parlando di un impulso elettrico. Questo impulso elettrico a sua volta arriva alla nostra corteccia occipitale, dove i neuroni reagiscono elettricamente e, nella loro rete neurale, cioè con le sinapsi che formano, creano un’immagine.

Ma se è così, l’idea che noi abbiamo della realtà esterna cambia completamente. Perché se il nostro cervello è uno strumento che serve per percepire campi elettromagnetici, vibrazioni, e tradurle in un’immagine coerente di quel che c’è, allora tutto quello che noi viviamo e crediamo reale è percezione.

Tutto questo si porta dietro un’altra conseguenza, evidenziata nel video qui sotto dalla dottoressa Erica F. Poli: ciascuno di noi ha la libertà di scegliere la prospettiva con cui guarda le cose.

 

 

Infatti la realtà, come abbiamo visto, è un’interpretazione continua: la sedia per la nostra percezione sensoriale è solida. Ma la sedia non è realmente come la percepiscono i nostri sensi: basterebbe guardarla con un microscopio elettrico per vederla in maniera diversa. Sarebbe una vibrazione elettronica, una nube. Ma non solo la sedia: anche noi saremmo qualcosa di completamente di verso da come ci vediamo a occhio nudo.

Questo, come spiega la dottoressa Poli, significa che la vita è una grande interpretazione, una metafora. Il che non vuol dire che le cose non esistano, non è questo il tema della fisica quantistica. Il tema è che la sedia non è come appare.

Ma facciamo un ulteriore passo in avanti: quali conseguenze si porta dietro tutto questo in tema di libero arbitrio? Secondo Erica F. Poli, questo significa che il libero arbitrio che noi abbiamo sta nella prospettiva che scagliamo di adottare. In base alla prospettiva che noi scegliamo di adottare, la nostra realtà cambia. Ma se cambia la realtà, allora possono cambiare le cose della vita. Come potrebbe apparire la nostra vita a una stella? La percezione cambia. Quella cosa per cui magari ci siamo arrabbiati ieri, sarà davvero importante se pensiamo che la realtà è un’interpretazione? E se pensiamo che siamo in una realtà molto ma molto più grande di noi? Come appaiono i fatti della nostra vita visti dalla prospettiva del Sole, della Luna e delle stelle?

Chi volesse partecipare al prossimo ciclo di Anatomia della Guarigione, con Erica Francesca Poli, trova qui tutte le info: https://www.ilgiardinodeilibri.it/live-streaming/__anatomia-della-guarigione-2021.php?x_frame_secure=1&pn=621

NOTA BENE: Sarà possibile acquistare il biglietto delle giornate anche dopo il 7 di novembre. In questo caso si avrà a disposizione la registrazione delle giornate.

 

Redazione Anima.TV

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