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Psico-covid: risolvere in tre mosse – Parte 2

Guido Rutili ci porta dentro il fenomeno covid dal punto di vista psicologico. Parte 2 di 3.

Si ringrazia il canale YouTube di Guido Rutili per la collaborazione.

 

Tra gli argomenti del video:

Nel video precedente abbiamo visto l’importanza dell’analisi.

L’analisi è importante e ci ciuta a individuare il meccanismo della negazione.

Il covid ha fatto uscire quel materiale inconscio che molti avevano negato. In particolare, ha messo il focus su certe paure, alimentate anche dai media.

Alcune persone si sono fatte fotografare mentre ricevevano il vaccino per il covid, come risposta alla loro paura.

La vera domanda è: cosa possiamo fare?

In effetti c’è qualcosa che possiamo fare per reagire nel modo migliore.

In questo video ci concentriamo dunque sulla “sintesi”.

Il covid non ha fatto che parlarci di alcune parti di noi che erano state offuscate dalla vita quotidiana. Ci parlato, per esempio, della nostra paura, del nostro concetto di libertà, del nostro panico, della nostra solitudine, delle nostre incapacità nei rapporti.

Non ritorneremo alla nostra vita precedente, perché in ogni caso siamo andati avanti nel tempo. Inoltre tramanderemo comunque questo vissuto alle generazioni successive.

Sapendo che non torneremo al prima, ma ci sarò una nuova realtà, come possiamo viverla al meglio? Qui ci viene in aiuto la molteplicità delle prospettive possibili.

Il covid ci ha obbligato a cambiare molte prospettive, inducendoci a mutare per esempio le nostre abitudini e priorità.

Non è detto che il cambiamento sia in peggio, ma potrebbero emergere nuove possibilità, anzi è nostro compito facilitarle.

Pensare in questo modo ci permette di entrare dentro gli eventi per cambiarli, invece di percepirci come succubi degli eventi stessi. È quella che possiamo definire “teoria del palcoscenico”, per cui gli eventi rappresentano uno scenario e noi gli attori che vi partecipano al loro meglio.

In pratica entriamo attivamente nello scenario, lo esaminiamo e capiamo come muoverci al meglio dentro di esso, invece di opporci.

Un modo per contattare l’inconscio, oltre al sogno e al simbolismo, è l’atto di fantasia.

La fantasia ci aiuta a comprendere il nostro desiderio portante di quel dato momento di vita, un desiderio che è profondo, autentico.

Facciamo un atto di fantasia quando facciamo una narrazione di tipo fiabesco, che possiamo condividere con qualcuno che ci è vicino. Questa narrazione, all’interno di un gioco, può tirar fuori elementi che rispecchiano il nostro inconscio.

Ci sono tanti altri modi per far emergere la fantasia, attraverso il giocare.

 

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