Il metodo creativo

 

Ada Kokosar (Fashion Consultant, Creative Director, Founder Midnight 00) ci parla dell’essere creativi e del “metodo creativo”. Il video è estratto da un suo intervento durante “Talento – Anima Stream Festival”, un video-corso che trovi a questo link.

 

Si “è” creativi, non si “ha” la creatività.

Non si può possedere la creatività, perché è uno stato dell’essere.

La creatività ha bisogno di un terreno fertile per poter continuare a germogliare.

Siamo tutti essere creativi, la differenza è tra chi lo sa e chi non lo sa.

Essere “omnicreativi” significa fare proprio il metodo creativo, entrare nello stato dell’essere creativi.

Il metodo creativo nasce dalla consapevolezza che si “è” creativi.

Questa consapevolezza ci rende umili, perché ci si rende conto che non sei tu ad avere l’idea geniale, ma sei un mezzo, un canale, attraverso cui questa idea può esprimersi. Senti allora il dovere di tenere aperto quel canale.

Le idee sono nell’aria, arriva poi il momento in cui catturi l’idea, la prendi e, come primo stadio, si ferma al cervello; viene quindi processata, analizzata, anche studiata.

Nella testa avviene la fase in cui si organizza l’idea e la si valida in qualche modo.

Quando l’idea è validata, scorre e arriva al cuore.

Nel momento del cuore, scatta la scintilla in cui senti, nel profondo, che c’è qualcosa di vero, che l’intenzione ha un potenziale di successo, di espressione.

Nel cuore l’idea viene nutrita, scaldata, coccolata, qui comincia essere definitiva, a prendere una forma.

Poi scende alla pancia, dove avviene il concepimento. Questo è il momento in cui l’idea prende vita, senti “ok, ci sono… si sta creando”.

Quando l’idea è pronta per uscire ed essere generata, ecco che emerge. 

In tutto questo il corpo non è inerte: i piedi son ben radicati a terra perché quando l’idea esce deve poter attecchire, radicarsi… e quando è radicata allora puoi offrirla e quell’idea diventa di tutti, finalmente esiste.

Come fai a prendere l’idea e a farla entrare in te? Con la disidentificazione dal sé, che è l’insieme della personalità e della forma mentis attraverso cui percepisci la vita, una sorta di lenti, che ti fanno avere solo quella certa pospettiva.

Accade poi “l’incidente glorioso”, il momento in cui si infrangono le barriere, si spezza la struttura e tu finalmente esci da te, da quel sé, da modo con cui hai sempre visto le cose, e allora si aprono le possibilità e non ti resta che sentire con il cuore.

Il processo creativo diviene quindi canalizzazione e ti rendi conti che non devi neanche fare uno sforzo, ma tutto fluisce attraverso di te.

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