Nati per essere liberi

 

Monica Colosimo presenta il libro Nati per essere liberi – Consigli e pratiche per portare armonia in sé e nelle relazioni affettive attraverso il metodo delle costellazioni dell’amore, disponibile a questo link.

 

Sabato 3 dicembre 2022 Monica Colosimo conduce il seminario “Le costellazioni dell’amore”. Per maggiori info vai a questa pagina.

 

Temi trattati nel video:

Monica Colosimo è laureata in Comunicazione al DAMS di Bologna. Giornalista, scrittrice, counselor, si è formata in Energy Work e Costellazioni Familiari. Dopo molti anni di ricerca personale e professionale, ha elaborato una sua visione per l’armonia nelle relazioni affettive che ha chiamato “costellazioni dell’amore”, un approccio che unisce i fondamenti della mindfulness agli ordini dell’amore di Bert Hellinger.

Le costellazioni familiari sono un sistema protocollato da diverso tempo grazie agli studi e alle ricerche dello psicologo tedesco Bert Hellinger, il quale ha divulgato l’esistenza di leggi universali in merito alle relazioni interpersonali, che, similmente alle altre leggi della scienza, sono esatte e irremovibili.

Chi non ha mai sofferto per amore? Chi non si è mai sentito, neanche una volta, compreso dai propri genitori? Chi non è mai stato costretto a lasciar andare un grande amore?  Chi non vorrebbe sentirsi sempre al posto giusto?

Noi esseri umani siamo simili, abbiamo tutti le stesse paure, gli stessi desideri, la stessa voglia di realizzarci; vorremmo solo stare bene al mondo, sentirci amati, in buone mani della vita stessa ed essere in buoni rapporti con chi ce l’ha data, con chi ci ha accompagnato e chi ci accompagnerà. Le relazioni non sono un caso, sono il prodotto di uno stato di coscienza. 

Esiste la possibilità di un allineamento interiore. Nota cosa resta, quando smetti un attimo di parlare, e respiri. C’è una modalità di coscienza che ci permettere di incontrare altri esseri senzienti come noi, su una base pacifica e tranquilla, in libertà, incontrando altre persone altrettanto libere di amare.

Ma fino ad ora non è stato così: gli incontri sono stati regolati da incoscienza e inconsapevolezza. In passato, i nostri nonni, i nostri genitori, si sposavano per ragioni spesso diverse dal comune desiderio di coronare un sentimento: ci si sposava per scappare da una brutta situazione, per l’apparenza, o semplicemente perché conveniva. Non siamo temporalmente tanto lontani da chi ha vissuto la guerra, con annesse carestie e malattie. Proveniamo da cocci di sofferenza sparpagliati nelle nostre case sin da quando abbiamo preso la prima goccia di latte.

Non è naturale nascere nel benessere. È naturale nascere e crescere in uno stato di profondo malessere, vivendo senza strumenti di coscienza e consapevolezza, senza conoscere le leggi dell’amore. Si soffre. E chi soffre fa soffrire le persone intorno a lui. E i bambini guardano gli adulti farsi soffrire a vicenda, e creano a loro volta altri schemi di sofferenza, ovunque vadano. Oggi abbiamo gli strumenti per cambiare le cose, per spezzare il cerchio del tormento e dell’afflizione.

Questo non è un libro da leggere ma da fare, sono esercizi, dichiarazioni di pace fra gli amanti, pattern di sistemazione della propria posizione rispetto alla propria famiglia di origine, perché tutto nasce da lì, sia come ci comportiamo attualmente, sia come ci comporteremo in futuro. 

Sentirsi fuori posto in famiglia, o avere questioni in sospeso, ci porta a cercarci partner sbagliati per noi, che ci fanno soffrire o che facciamo soffrire.

Può andare meglio di così. E dipende da cosa? Da quando gli altri smetteranno di chiederti di renderli felici? No. Non finirà così. Finirà quanto “tu” deciderai che hai sofferto abbastanza, e che da adesso in poi, la tua vita, la prendi in mano “tu”. Sospendi il tuo diritto di essere vittima e sentirti sempre peggio, perché è vero, abbiamo tutti mille ragioni per stare male, ma abbiamo anche un’ineluttabile voglia di stare di bene, in meglio. 

Quante volte hai sentito dire dai conoscenti “no, a me è andata peggio”?

Quel primo, piccolo passo che dipende da te può essere aprire la prima pagina di questo primo, piccolo libro. Il tuo momento è adesso. Puoi cominciare! Ti sembrerà riduttivo, banalizzante, ridondante. Ma può esserci tutto un mondo, in quel momento di stop, in cui ci proverai seriamente. Non puoi rimuovere il dolore, certo. Il lutto, il dolore negli occhi di tua madre sin da quando ti accompagnava all’asilo.  Noi non possiamo cambiare quelle menti, hanno vissuto le loro storie, hanno le loro fibrillazioni in corso.

Cosa possiamo fare allora? Cominciare da noi stessi. Come? Comprendendo che non sei tutti i problemi che hai avuto finora.

Respira. Senti qualcosa che sta cadendo. Cosa succede quando ti permetti per un attimo, una frazione di secondo, un ascolto che va al di là delle parole?

Ti accorgi, che mentre ascolti, sei puro spazio, pura presenza… In questo puro spazio, tutto l’amore del mondo ti si rivela. Qui e adesso. Tu puoi raccogliere i pezzi della tua storia, i momenti della tua memoria, e portarli in un presente in cui possono trovare nuova grazia. Puoi ridipingere la tua vita su una grande tela bianca.

Quando compi il tuo riallineamento interno, ti accorgi cosa succede quando l’aria esce? Un poterti sedere in un non-spazio, un non-tempo in cui tutto ha un posto perfetto, in armonia. Lì, dove va chi torna bambino, può darsi che ti venga l’immagine di una nonna o di una persona che hai tanto amato…

“OK, è così che è andata. Ho vissuto questo. Mia madre ha vissuto questo. Mio padre ha vissuto questo. I miei nonni hanno vissuto questo”. E sei in pace con tutte queste storie costellate in decenni di abiti neri e lutti.

E ora, che farai? La scelta è: continuerai a parlarne in quei termini di chi ti ha trattato male, ti ha addolorato, continuando a rimuginare, oppure sospenderai questa triste storia che non hai fatto altro che raccontarti finora?

Tu non sei la tua e-mail. Tu non sei la scuola elementare che hai fatto. Tu non sei quel divorzio. Tu non sei il dolore che hai vissuto.

Hai tutto uno spazio in cui rinascere, creare. Comincia da qui. Vai in fondo alla pagina e ritaglia la figurina con scritto “mamma”… “La tua vita è andata così, ma hai talmente resistito alla tua tristezza, che sei stata capace di darmi la vita”. Hanno fatto quello che hanno potuto.

Inconsapevolezza, fin dalla notte dei tempi, dalle caverne. Ma adesso è tempo di rinascita.

Non è un concetto a renderti felice. È agendo in uno spazio dietro un concetto che ti si rivela un potenziale. E allora scopri che OK, tua madre ti ha causato sofferenza. E tu la ricevi, la accetti. “Grazie, mamma, per la vita che mi hai dato”. Frasi così semplici hanno un effetto potentissimo. Rimangono tra te e te. Non devi compiacere nessuno.

Chi avresti voluto fare felice? Perché solo rendendo felici “loro”, prima, avresti potuto fare quello che realmente volevi, poi. Con pazienza, respira, e comincia a fare quello che veramente vorresti fare tu.

Sai che non puoi avere una relazione sana con qualcuno, se hai qualcosa in sospeso… qualche ex amante con cui ce l’hai a morte? Tu attrai quello che sei. È necessario fare pace con gli ex.

“Cavolo, un altro uomo/donna che non c’è, che non mi dà quel che vorrei”… Quando ti rendi conto di esserti fermato tanto tempo più in là, nel passato, e di bollire ancora di rabbia per un ex amante, te ne rendi conto e… ah, respira. “Abbiamo condiviso quello che era perfetto per noi in quel momento. Grazie per i momenti che ho vissuto con te. È stato prezioso, e li tengo con me”.

Potresti anche non vedere il tuo ex partner mai più. Ma dov’è che vive la memoria di quell’incontro? Siine consapevole. Poi è successo quel che è successo. Ognuno ama come può, al suo meglio, rispetto al livello di coscienza in cui è. Nessuno va intenzionalmente al suo peggio.

Da che parte si comincia il processo di consapevolezza e rinascita? Si comincia dalla credenza di casa nostra. Che relazione hai con la tua famiglia e i tuoi ex amanti?

 

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