Estratto da Il viso che ti ascolta, di Giulia Ambrosetti – Perché la ginnastica per il viso funziona davvero

Un estratto da Il viso che ti ascolta di Giulia Ambrosetti per riscoprire il volto come una casa da abitare, un luogo in cui il corpo esprime ciò che viviamo e attraverso cui possiamo tornare a riconoscerci con più autenticità e presenza.

Perché la ginnastica per il viso funziona davvero

Il volto è molto più di un insieme di muscoli ed espressioni. È uno spazio in cui si incontrano fisiologia, emozioni, percezione e identità personale. Nel libro Il viso che ti ascolta, Giulia Ambrosetti spiega come la ginnastica facciale possa diventare uno strumento per ristabilire una relazione più consapevole con il proprio viso e, attraverso di esso, con sé stessi.

Il viso come sistema integrato e intelligente

Il viso è un sistema biologico complesso, integrato e profondamente intelligente, in cui convergono funzioni fisiologiche, stati emotivi, processi percettivi e costruzione dell’identità personale.

Comprendere perché la ginnastica per il viso funzioni davvero significa, prima di tutto, uscire da una visione frammentata del volto e riconoscerlo come un’unità funzionale in dialogo costante con l’intero organismo.

[…]

A differenza di altre parti del corpo, il volto non funziona per compartimenti stagni. Le sue strutture sono interconnesse attraverso reti miofasciali, neurologiche e vascolari che rendono ogni cambiamento locale un evento sistemico.

Un rilascio nella mandibola modifica la qualità dello sguardo; un ammorbidimento della zona perioculare influisce sul respiro; una variazione nel tono delle guance altera la postura del capo e del collo.

[…]

La ginnastica per il viso funziona quando si inserisce in questa logica sistemica. Non agisce per addizione – non “aggiunge” tono, volume o sostegno – ma per riorganizzazione. Introduce nel sistema un’informazione nuova, capace di modificare il modo in cui il volto si organizza e, di conseguenza, il modo in cui la persona abita il proprio corpo.

I muscoli mimici e l’espressione del Sé

I muscoli del viso costituiscono un unicum nel panorama anatomico umano.

Non sono progettati per compiere movimenti di forza o per sostenere carichi, ma per esprimere, modulare e rendere leggibile lo stato interno dell’individuo.

[…]

Le contrazioni croniche che si osservano nel viso non sono errori da correggere, ma adattamenti funzionali a condizioni di stress, ipercontrollo, vigilanza o trattenimento emotivo protratti nel tempo.

Nel corso della vita, il volto sviluppa schemi di tensione stabili che diventano parte integrante dell’espressione abituale.

[…]

La ginnastica per il viso interviene esattamente su questo livello.

Non lavora contro il muscolo, ma con il suo linguaggio.

Attraverso movimenti lenti, consapevoli e non forzati, introduce segnali che il sistema nervoso interpreta come compatibili con uno stato di sicurezza.

Il viso come costruzione dell’identità personale

Il viso non è soltanto un distretto anatomico funzionale: è uno dei principali luoghi di costruzione dell’identità personale.

È attraverso il volto che la persona viene riconosciuta dagli altri e, allo stesso tempo, è attraverso il volto che la persona riconosce se stessa.

[…]

Le tensioni mimiche diventano una sorta di memoria incarnata, una traccia visibile di ruoli, adattamenti e modalità relazionali che non sempre corrispondono più alla persona che si è oggi.

Il viso continua a raccontare una storia che il corpo ha superato, ma che la muscolatura non ha ancora lasciato andare.

[…]

Quando il volto viene rieducato a muoversi in modo più libero, più presente e meno difensivo, anche l’immagine interna che la persona ha di sé inizia a modificarsi.

Il volto come luogo di riconoscimento di sé

Il riconoscimento di sé passa in modo diretto dallo sguardo allo specchio.

Il volto è l’unica parte del corpo che osserviamo quotidianamente e, al tempo stesso, una delle meno percepite dall’interno.

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Quando la ginnastica per il viso viene praticata con consapevolezza, questa relazione cambia.

Il volto smette di essere un oggetto esterno e torna a essere una parte vissuta del corpo.

[…]

Il riconoscimento di sé nasce da qui: da una relazione più intima e meno valutativa con la propria immagine.

Perché il cambiamento estetico è una conseguenza inevitabile

Quando il sistema nervoso si regola, il microcircolo migliora.

Quando il microcircolo migliora, la pelle si ossigena.

Quando la fascia si ammorbidisce, i volumi si ridistribuiscono.

Quando la muscolatura mimica smette di sostenere una difesa, il viso recupera apertura e tono.

Nulla di tutto questo avviene per imposizione.

Avviene perché il corpo torna a funzionare secondo la sua fisiologia naturale.

La ginnastica per il viso non crea un viso nuovo: restituisce un viso possibile.

Sintesi: perché la ginnastica per il viso funziona davvero

La ginnastica per il viso funziona davvero perché:

• lavora su un sistema integrato, non su singoli muscoli;

• modula il sistema nervoso, non solo il tono muscolare;

• aggiorna la memoria corporea, non l’immagine esterna;

• riallinea il volto all’identità presente, non a un ideale estetico;

• produce cambiamenti stabili, perché avvengono in uno stato di sicurezza.

Il viso cambia quando smette di difendersi.

E smette di difendersi quando il corpo sente di poter essere.

Giulia Ambrosetti

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Giulia Ambrosetti è autrice di Il viso che ti asoclta

 


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