Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

32. ESSERE ACCOGLIENZA

Viandante, noi siamo animali sociali. Non possiamo vivere staccati l’uno dall’altro: abbiamo bisogno di aprirci al nuovo, al diverso, all’integrazione di cose che ci stimolano e ci portano venti di nuovo. Proprio come cibo per il corpo, l’uomo necessita dell’interazione con altri suoi simili. Spesso non se ne rende nemmeno conto, e quando si aliena troppo da se stesso è proprio perché si è disidentificato dalla sua specie.

Ecco che accogliere il nuovo come risorsa, accogliere altre idee, altri punti di vista differenti, altre lenti per vedere il mondo, diventa buono e giusto.

Ogni volta che perdiamo il contatto con l’esterno è perché c’è poca chiarezza con l’interno. Dosi corrette di accoglienza possono in questo caso fare da toccasana, poiché vedendo specchi di noi sul prossimo, possiamo riportarci in “assetto ben-essere”. Riallinearsi al cosmo è proprio questo.

Osserviamo i grandi sistemi che funzionano nel tempo, anzi negli eoni: ilmare ne è un esempio. Esso può contenere milioni di creature, tutte con esigenze diverse e di differente struttura: molluschi, pesci, mammiferi, cetacei… Ci sono poi animali che sono complementari al mare e gli donano tono e colore come i volatili, le testuggini, le alghe, le spugne, i coralli… senza di essi il mare sarebbe un po’ meno mare!

Altro sistema di accoglienza che funziona è il cosmo: satelliti, stelle, galassie, pianeti, buchi neri… il tutto in perfetta intesa, tutto integrato ed equilibrato, dove ogni cosa coesiste e ha coscienza di sé. Il cosmo ha coscienza di sé perché ogni sua parte giace in un perfetto equilibrio all’interno della sua grande, amorevole accoglienza.

Il grembo della madre è accoglienza. Quando nel grembo tutti gli organi lavorano all’unisono, il viaggio del nascituro è garantito. La vita è accoglienza! La morte col suo ritorno all’essere… tutto lo è. Gli animali che si integrano nel ventre della madre terra lo sono, e lei lo è per loro: accoglienza! Solo l’uomo dimentica di essere accoglienza, e quando si stacca e si separa dagli altri, diventa debole e si disconosce alla gioia.

Il consiglio di oggi è semplice, caro viandante, come tutte le cose che funzionano davvero: sii accoglienza, torna alla tua interezza!

25/01/11
32. ESSERE ACCOGLIENZA

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