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Quando il mondo diventa stretto

Spaventano e spesso sono difficili da sostenere, eppure i periodi di crisi sono mossi da un cambiamento che in realtà vuole portarci verso nuove dimensioni, più adatte a noi – come ci spiega Raul Micieli, intervistato in merito.

– La crisi è un’opportunità?

Nella vita di un essere umano, la crisi emerge quando c’è un cambiamento. Se una persona vive in saggezza, è consapevole che ogni crisi è un male apparente perché in realtà quello che rappresenta è una opportunità di trasformazione.

La durata e la qualità della crisi dipendono dalla nostra saggezza interiore e dalla nostra capacità di vedere oltre le apparenze. Ogni crisi rappresenta la fine di una dimensione che appartiene al passato, affinché possa nascere qualcos’altro di nuovo. Per questo occorre imparare a morire, cioè a rilasciare quanto è oramai vecchio; invece le persone vivono spesso attaccandosi alle cose e alle situazioni del passato, e questo genera un’intensificazione della crisi dato che, così facendo, si oppongono al cambiamento.

– In effetti, sul momento sembra davvero difficile gestire certi periodi…

Se ci si trova in un periodo di crisi, innanzitutto si può provare a sintonizzarsi con una qualità energetica diversa e dire a se stessi: “La mano dell’Angelo si trova in questa situazione; mi arriverà qualcosa di diverso e di buono”. Con questo genere di consapevolezza, la crisi passa più velocemente.

Pensiamo ad un piccolo uccello in una gabbia. Una volta cresciuto, troverà che la gabbia è diventata troppo piccola e questo determinerà l’inizio di una crisi. Possiamo vedere la gabbia come lo stato di coscienza di una persona e il mondo in cui vive. Quando avviene un cambiamento interno, il mondo in cui si è vissuto fino a quel momento comincia a diventare “troppo stretto”: è avvenuta una maturazione ed occorre passare ad un territorio più vasto. Ecco, quindi, che ogni crisi rappresenta la necessità di un’evoluzione e l’opportunità di assecondarla.

L’universo è sempre in evoluzione, cambiare e trasformarsi è parte della sua crescita. Per poter usufruire dell’energia universale bisogna imparare a vivere nel momento presente. Diversamente, si è predisposti a cadere nella crisi e si impiega l’energia dell’universo – che è a disposizione di tutti – per fare resistenza e attaccarsi al passato, invece che per affrontare la trasformazione e accorgersi di quello che sta accadendo e delle possibilità di sviluppo.

– Quindi nel momento presente non c’è crisi?

Le trasformazioni hanno una connotazione positiva ma, come detto, a causa dei nostri atteggiamenti e della mancanza di saggezza, si trasformano in sofferenza e in crisi. Restando nel momento presente è realmente possibile assecondare il processo di trasformazione e vedere oltre l’ostacolo apparente. Il pensiero migliore da adottare è “sono sicuro che Dio ha in serbo per me qualcosa di più grande e quindi voglio lasciar andare quello che è stato fino ad ora, e che non mi serve più”..

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