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Giustizia e Compassione

Giustizia e Compassione

Da una parte fare giustizia, dall’altra avere compassione e perdonare… come conciliare questi aspetti apparentemente opposti? La risposta si trova nell’essere umano stesso, quale espressione dell’incontro fra la dimensione orizzontale (oggettiva e materiale) e verticale (soggettiva e spirituale)…

Collegare la giustizia con la compassione solleva un profondo paradosso e contraddizione; cioè se abbiamo una giustizia integrale come possiamo avere compassione? E se abbiamo veramente compassione, e possiamo perdonare, allora non esiste più giustizia… Almeno così sembrerebbe ad una logica lineare! Ma se passiamo dalla dimensione orizzontale (quantitativa e lineare) a quella verticale (qualitativa e multidimensionale) allora tutto cambia e ciò che era impossibile prima diventa non solo possibile ma anche semplice ed evidente. Questo passaggio dall’orizzontale al verticale è uno dei grandi segreti e tesori della tradizione spirituale, che diventano sempre più importanti nella nostra epoca la quale ci presenta sempre più confusione, paradossi e contraddizioni.

Ecco un’altra ragione per la quale “il XXI secolo sarà spirituale… o non sarà affatto” (Andre Malraux) e perché “in basso (nda – a livelli di coscienza inferiori) non ci sono più soluzioni mentre in alto (nda – a livelli di coscienza superiori) non ci sono problemi” (Roberto Assagioli). La vita sulla terra e la condition humaine sono pieni di contrasti, contraddizioni, paradossi e confusione che il nostro crescente bisogno cognitivo deve risolvere… o la persona che non ce la fa, diventa apatica, letargica, demotivata, depressa e manda tutto al diavolo con il famoso carpe diem dei periodi di transizione e confusione come il nostro.

La riconciliazione degli opposti, la coincidenzia oppositorum, e l’integrazione delle polarità diventa dunque sempre più importante ed attuale con la continua evoluzione dell’uomo ed espansione della sua coscienza; diventa un problema che chiede di essere risolto… e la sua soluzione esiste… esiste nella tradizione spirituale a livello obiettivo ed a livelli di coscienza superiori (4° livello nel suo aspetto cognitivo e 5° livello nel suo aspetto sperimentale e vissuto). Qui è interessante ricordare il famoso detto di Albert Einstein: “ogni problema ha una soluzione, ma questa soluzione si trova molte volte ad un livello superiore di quello del problema!”

Esistono quindi molteplici paradossi, opposti e contraddizioni, con un importanza relativa ma che va sempre aumentando con l’espansione della coscienza, lo sviluppo dell’intelligenza e della sensibilità… che vogliamo capire e che devono essere giuste e buone. L’opposizione ed il paradosso della giustizia e della compassione tocca proprio un punto fondamentale e un nervo molto sensitivo della psiche umana all’alba del XXI secolo. Perché? Perché questi opposti con la loro contraddizione toccano due dei tre “attributi ontologici” dell’uomo e del Suo Creatore: quello della testa, del significato e comprensione (della Conoscenza), e quello del cuore, della sensibilità e bontà (dell’Amore)… mentre il terzo, quello della volontà o energia vitale (della Vita) ne è per così dire la sintesi e la loro manifestazione concreta.

Non solo, ma guardando le sette cose che gli esseri umani di tutti i tempi e di tutte le culture hanno sempre ricercato, coscientemente o inconsciamente, ci rendiamo subito conto che tocca ed implica uno di questi… con la sua manifestazione e l’espressione di un’altro! Che cosa sono queste sette cose che l’uomo ricerca ed ha sempre ricercato … e che Gesù ha promesso che potremmo avere quando arriveremo al “Regno dei Cieli”?

Sono la vera conoscenza, il vero amore ed la vera volontà (gli “attributi ontologici) così come la salute, la pace, la giustizia e la gioia integrale! Esiste dunque un bisogno e un’aspirazione molto profonda in tutti gli uomini per arrivare a – ed esigere di – vivere la giustizia e la bontà, la compassione e la misericordia, i quali riuniti e fusi porteranno alla vera gioia! Il nostro argomento è quindi molto importante, sempre più attuale e significativo, ragione per la quale scrivo questo testo! E’ anche vero e interessante notare come il Vecchio Testamento deve venire prima del Nuovo, così come la conoscenza precede l’amore, per poi ricostituirsi e manifestarsi assieme all’amore come pietra angolare!

In parole povere, il dilemma è il seguente: la giustizia integrale implica che ad ogni causa segue un effetto e una conseguenza inevitabile ed inesorabile; implica un “dente per dente” e un “occhio per occhio”. Se una persona fa del male ad un’altra, se ruba, aggredisce, e sfrutta altre persone deve pagare per questo; così anche se trasgredisce le leggi della vita e della salute si ammalerò, o se lascia andare un peso, questo cadrà in base alle leggi della gravità. Le leggi naturali – gravitazione, elettromagnetismo, termodinamica, ecc. – sono universali, inesorabili ed inevitabili. Detto questo, possiamo allora chiederci: ma allora esistono anche leggi universali ed inesorabili a livello umano e spirituale?

Siccome “quello che è in basso è come quello che è in alto, e vice versa” la risposta è decisamente “sì”! Ma allora, come possono esistere la bontà, il perdono, la carità, la misericordia, la compassione? Infatti “in basso”, a livelli di coscienza inferiori, non esistono… ma esistono “in alto”, a livelli di coscienza superiori, in quanto l’uomo e la realtà sono multidimensionali – con un asse verticale (qualitativo) e non solo orizzontale (quantitativo)!

Quindi la risposta è (apparentemente) semplice: bisogna salire, accedere a livelli di coscienza superiori per risolvere questo paradosso e riconciliare questi opposti! A livello sociale, così come per quanto riguarda la nostra salute, troviamo una grande confusione dove l’equità e la giustizia sembrano non esistere.

Persone cattive e violente sembrano avere una grande “fortuna” e farla franca con tanti abusi mentre altre persone, più buone e giuste, sembrano soffrire di molta “sfortuna”, “ingiustizia” e di vari abusi con tutto che sembra “andare male per loro”. Con la salute è la stessa storia: esistono persone che violano costantemente le leggi della salute ma apparentemente senza conseguenze mentre altre, che seguono la maggior parte delle regole di salute integrale, si ammalano o non guariscono. Si potrebbe dire la stessa cosa con la vita e la morte, dove persone buone sembrano partire prima di quelle cattive… a tal punto che esiste anche il proverbio “l’erba cattiva non muore mai“. E che dire di quei colpevoli che non sono mai presi dalle autorità, mentre persone innocenti passano anni in galera o sono esecutate ingiustamente?

Come spiegare queste contraddizioni, paradossi e ingiustizie? Ovviamente questi sono misteri molto profondi, situazioni che richiedono coscienza spirituale e un alto livello di coscienza per poter capire ed accettare… così come abbiamo bisogno di una giusta comprensione del tempo e dello scopo fondamentale per il quale ci siamo incarnati su questa terra. Tuttavia il nostro compito (almeno per questa presentazione) non è quello di risolvere tutti i paradossi e contraddizioni, ma uno ben preciso, quello della giustizia e della compassione, del karma, della misericordia e del perdono!

Abbiamo tutti scelto di incarnarci su questa terra per imparare certe lezioni, per vivere certe esperienze, per attualizzare le nostre facoltà e potenzialità, e per “pagare i nostri debiti” (per maggiori dettagli vedi i miei scritti su questi temi affascinanti) quindi è logico che dovremo avere certe esperienze e vivere certe avventure, piacevoli o meno.

Tramite gli insegnamenti della tradizione spirituale e tramite le mie stesse esperienze personali, mi sono reso conto che l’uomo ed il mondo sono veramente entità multidimensionali, tutte sature di vita e di coscienza; l’uomo può e deve passare attraverso sette grandi livelli di coscienza e stadi evolutivi. In particolare, ho scoperto che ciò che noi chiamiamo “verità” e “realtà” sono effettivamente funzioni del nostro livello di coscienza, che cambiano quando noi cambiamo il nostro livello di coscienza, quando saliamo sui piani superiori o scendiamo ai piani inferiori del nostro “grattacielo umano ed interiore”.

In particolare, mi sono reso conto che per diventare consapevole di qualsiasi cosa, per uscire dall’inconscio ed entrare nel campo della coscienza, due sono i fattori essenziali: l’aspetto esteriore, materiale, obiettivo (la dimensione orizzontale) e quello interiore, psichico e soggettivo (la dimensione verticale)! L’uno non può esistere senza l’altro, ma il vero “progresso umano” con l’espansione, trasformazione ed elevazione della coscienza può succedere prevalentemente con l’aspetto soggettivo, psichico ed interiore (cioè sull’asse verticale, multidimensionale) e non con quello obiettivo, materiale ed esteriore. Ed è qui che troviamo la “chiave” e la risposta per “riconciliare molti paradossi e contraddizioni”, per riunire gli opposti nella dimensione verticale. Ed è anche per questo che si dice giustamente che la cosa più importante nella vita non è tanto quello che ci succede quanto come percepiamo e reagiamo a queste situazioni.

Questo significa che Dio è assolutamente giusto (in dimensione orizzontale) ed assolutamente misericordioso (in dimensione verticale). La giustizia, la legge della causa ed effetto, così come il processo di crescita ed evoluzione progressiva dell’uomo, si manifestano in modo universale, perenne ed inesorabile nella dimensione orizzontale, a livello esteriore, materiale ed obiettivo. E’ qui che troviamo la legge della causa e dell’effetto, il “raccoglierai quello che hai seminato” e “chi di spada ferisce di spada perisce”. Questa legge è altrettanto fissa ed immutabile quanto la legge della gravitazione, dell’elettromagnetismo o della termodinamica (o qualsiasi altra legge fisica e naturale).

Questa legge e principio per l’uomo, però, viene mitigata, addolcita, e resa più umana e vivibile dal fatto che l’uomo è un essere multidimensionale, con un asse verticale della sua coscienza, dove l’aspetto psichico e soggettivo può sempre cambiare a secondo del suo livello di coscienza…

Qualsiasi esperienza, situazione o condizione umana presenta sempre un aspetto esteriore, materiale ed obiettivo (quello che succede) e un aspetto interiore, psichico e soggettivo (il modo di percepire, definire e reagire all’aspetto obiettivo). Il primo, che si trova sulla dimensione orizzontale, è indubbiamente deterministico in quanto retto da leggi inviolabili. Ma il secondo, che si trova sulla dimensione soggettiva, è il vero regno del libero arbitrio, della scelta, dove quello che la persona fa (la sua scelta, gli sforzi e i sacrifici, il suo livello di coscienza) è determinante, e dove una persona può sempre cambiare e fare la differenza… nel suo modo di percepire, definire e reagire ad una data situazione o condizione.

E a questo livello esiste un’altra dinamica molto interessante, un altro modo di riconciliare gli opposti nel tempo, che è il seguente: cambiando il nostro modo di percepire e reagire a una certa situazione, riscontreremo che dopo un certo periodo di tempo cambieremo non solo l’aspetto soggettivo ma anche quello obiettivo, cioè quello che succede a livello esteriore, materiale e nel mondo. La fisica post-einsteiniana e la fisica quantistica lo hanno dimostrato in un modo matematico e scientifico; cioè che l’onda può diventare particella, che il non materiale può creare, strutturare ed avere un impatto sul materiale!

A questo punto subentra anche un fattore molto importante che è quello del nostro destino. Secondo la tradizione spirituale (e cosa che potrete verificare appena avrete raggiunto un certo livello di coscienza) vi è il fatto che prima di incarnarsi su questa terra, un essere umano sceglie gli avvenimenti più importanti della sua prossima vita, le esperienze che vuole fare, le lezioni che desidera imparare e il progresso che intende realizzare. Questo è il “sacro contratto” (covenant) che ogni persona fa con il Suo Creatore prima di nascere, nel quale vi è una parte che la persona sceglie ed una parte che le viene imposta dalla sua situazione globale e in base al suo livello di evoluzione.

Un esempio concreto ma analogico sarebbe quello del matrimonio. Una persona può e deve scegliere la persona che desidera sposare, ma non può imporre le sue fantasie ed i capricci del suo ego a un’altra persona! Quindi anche qui troviamo un aspetto obiettivo (la sua situazione globale e livello evolutivo) e un aspetto soggettivo (il suo desiderio e scelta personale).

Questa è anche la ragione per la quale i Saggi ed i Santi (persone che sono arrivate al 5° e 6° livello di coscienza) non si lagnano mai per quello che succede loro e quello che devono vivere, anche per le cose più difficili, “ingiuste” ed immeritate che vanno fino al martirio… Essi si ricordano di quello che avevano scelto di vivere in questa vita, e di perché abbiano scelto di vivere questa data situazione o esperienza! (Ricordatevi ciò che Platone, grande iniziato, non cessava mai di ripetere: “la vera educazione è ricordarsi“… ricordarsi chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e cosa siamo venuti a fare in questo mondo.)

L’aspetto obiettivo è dunque generalmente immutabile ed inalterabile, mentre quello soggettivo è sempre mutevole e cambiabile… ma nel tempo e con l’unione dinamica della dimensione orizzontale con quella verticale, il soggettivo può anche cambiare e strutturare l’obiettivo!

L’uomo è quindi sia determinato come insegna la scienza, sia libero come sostiene la religione… ma a livelli differenti, che bisogna capire. L’uomo è veramente il microcosmo del macrocosmo, il punto d’incontro di tutti gli aspetti e le dimensioni della realtà, vero ologramma del Tutto, nel quale tutte le contraddizioni ed i paradossi s’incontrano e devono essere risolti… con la trasformazione e l’elevazione della coscienza! E’ per questo che in tutte le discipline accademiche e professionali, la psicologia, la medicina, l’economia e la politica, incontriamo teorie molto diverse ed anche opposte… ognuna delle quali contiene un aspetto o sfaccettatura della realtà, ma non tutta la Realtà. Ecco perché gli antichi saggi dicevano che un grande ostacolo nella crescita ed evoluzione umana è la famosa “pars pro todo” cioè trasformare la parte nel tutto, il mezzo nel fine, e crearsi idoli che finiranno sempre per crollare!

Ecco anche un’altra ragione molto importante per la quale il vero progresso, se una persona vuole veramente cambiare qualcosa, deve sempre cominciare con se stessi, e ora! Ecco perché quando succedevano grandi catastrofe o quando c’erano problemi molto importanti da confrontare, i Saggi ed i Santi incominciavano sempre con la preghiera, con il chiedere perdono per i loro peccati, e col ricercare il pentimento e poi l’assoluzione! Questo, per cambiare livello di coscienza, per muoversi in alto sull’asse verticale della coscienza, in quanto la soluzione del problema si trova quasi sempre ad un livello superiore del problema stesso! Essi cercavano in altre parole di mettere in moto la dinamica del cambiamento incominciando con la dimensione interiore e soggettiva, per finire poi con quella esteriore ed obiettiva!

Questo ci fa anche capire meglio due cose che stimo essere molto interessanti ed importanti per la nostra vita ed il nostro comportamento. La prima è perché Gesù disse a Pietro di mettere via la sua spada e di non resistere al soldato del tempio che veniva per portarLo via: perché una persona raccoglierà sempre ciò che ha seminato, e se semina violenza raccoglierà  violenza. Quindi per mettere fine alla violenza nel mondo bisogna sempre incominciare dal non essere violenti, e rinunciare alla violenza a livello personale! A livello obiettivo, l’effetto manifesterà sempre la causa che l’ha creato. In dimensione esteriore ed obiettiva questo è fatale ed inalterabile… in quanto e solo così che l’essere umano può veramente crescere e maturare…. imparando dalle conseguenze che lui stesso ha messo in moto (ma non necessariamente in questa vita!).

L’altra cosa è la storia di Giovanni Battista che finì col perdere la sua testa! Parecchie volte mi sono chiesto “ma come mai Gesù, che era altamente chiaroveggente e che quindi conosceva il destino di Giovanni Battista, non lo aveva avvertito che Erodiade avrebbe chiesto la sua testa e quindi non gli suggerì di nascondersi e lasciare il paese? Ad un livello più basso e banale, ho conosciuto parecchie storie dove le persone sono state avvertite e messe in guardia da altre persone per evitare incidenti, malattie, o minacce alla loro vita. La risposta si trova già nel Vangelo e nelle parole di Gesù che disse ”Giovanni Battista è il profeta Elia che doveva tornare ma che non è stato riconosciuto!”

Andai dunque nel Vecchio Testamento per vedere un po’ quale fu la vita di Elia e quale potesse essere stata la causa (il karma) per la quale Giovanni Battista avrebbe avuto la sua testa tagliata. La risposta fu molto semplice e logica (una volta capita questa chiave di lettura). Elia aveva fatto tagliare la testa dei preti di Baal nella famosa prova dove il “vero profeta” doveva far scendere il fuoco sull’altare; egli aveva vinto questa prova ed il Re gli aveva concesso di decidere di cosa fare degli altri preti! Visto in prospettiva più larga questo fatto non fu una “punizione” per quello che Giovanni Battista aveva fatto nella sua vita come Elia, ma un’opportunità per imparare sulla propria pelle ciò che aveva causato ad altri. E forse è per questa ragione che non si ribellò ma accetto il suo tragico destino.

In sintesi e conclusione

Esistono sia il determinismo che il libero arbitrio, la giustizia e la compassione, il bene ed il male. L’uomo deve vivere ed imparare a gestire e poi a riconciliare tutti due così come a riconciliare tutti gli opposti ed integrare le polarità (maschile e femminile, attivo-emissivo a passivo-ricettivo, spirito e materia, esterno ed interno, ecc.). La dimensione orizzontale (quantitativa, esteriore, materiale, obiettiva) è la dimensione del determinismo e della giustizia, mentre quella verticale (qualitativa, interiore, psichica e soggettiva) è la dimensione della libertà e della compassione. Noi dobbiamo imparare a vivere e sperimentare questi opposti e contraddizioni e poi lentamente ad unirli ed integrali nel nostro essere e nella nostra vita.

Ci succederanno tante cose nella nostra vita ed avremo tante esperienze dove però possiamo imparare una cosa molto importante ed utile: come distinguere quello che ci succede senza che lo abbiamo causato direttamente (polarità femminile), e quello che noi stessi abbiamo creato con i nostri pensieri, emozioni, desideri, parole, relazioni e comportamenti (polarità maschile); come distinguere fra l’aspetto obiettivo, il fatto, e l’aspetto soggettivo, la nostra percezione e reazione a questo fatto (riconciliazione degli opposti)!

Infine dobbiamo anche cercare di diventare consapevoli e capire la relazione che esiste fra la dimensione orizzontale, obiettiva, e quella verticale, soggettiva, così che possiamo adoperare il nostro libero arbitrio al meglio, pur rispettando le leggi della vita e del nostro essere. Dobbiamo anche renderci conto che la dimensione chiave e causale, dove iniziare e fare il nostro lavoro, è proprio la dimensione verticale e soggettiva, in quanto siamo esseri multidimensionali… e perché la linea di causalità parte sempre dall’alto verso il basso, dallo spirituale verso la materia, e non all’incontrario!

La provvidenza divina è veramente infinitamente più grande, più forte e più saggia di noi… e sapeva benissimo quello che faceva quando ha creato l’uomo, il mondo, ed il nostro grande fine od obiettivo, la theosis. Prima viene il determinismo e la legge, quindi la giustizia e la conoscenza, ma poi devono anche venire ed alla fine persino predominare la libertà, il libero arbitrio, l’amore e quindi la compassione. La conoscenza precede l’amore, ma può solo essere completata e perfezionata dall’amore stesso… Quindi la giustizia deve essere la base, le fondamenta della compassione, ma la vera giustizia completa non può manifestarsi senza la compassione!

Arrivati al nostro livello di coscienza, di essere e di evoluzione, dobbiamo necessariamente passare dall’esterno verso l’interno, dal materiale allo spirituale, dalla conoscenza all’amore e quindi dalla giustizia alla misericordia per completare la Grande Opera. Dobbiamo tutti andare dall’illusione a quello che è Reale, dalla morte alla Vita e dall’incoscienza, alla piena Coscienza, e quindi dalle tribolazioni alla Beatitudine. La vera chiave e soluzione si può solo trovare nella dimensione verticale, in alto, ai livelli di coscienza superiori, e non nel mondo, nelle cose, e nelle leggi o ai bassi livelli di coscienza… ed è solo lì che dobbiamo cercarle e che potremmo trovarle a realizzarle!

Ecco la grande sfida davanti alla quale ci troviamo tutti. Il mio augurio è che assieme potremo fare quello che da soli non sarebbe possibile… e realizzare la Grande Opera che riconcilia gli opposti, integra le polarità e che ci conduce dal tempo all’eternità, dal finito all’infinito, e dalla lotta, sofferenze e travagli, alla pace, serenità e gioia! Questa Grande Opera è la nostra vita ed è noi stessi, e come tale ha un valore infinito in quanto una parte dell’infinito già si trova in noi… e quindi vale la pena… ma questo dobbiamo prima scoprirlo e poi realizzarlo personalmente, al nostro tempo ed a nostro modo… che sono unici e insostituibili!.

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