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Affrontare i problemi

Affrontare i problemi

Essere in forma psicologicamente riguarda la capacità di affrontare i problemi e come si gestiscono le proprie emozioni. Questo distingue l’atteggiamento della persona ottimista da quella pessimista...

Sappiamo tutti cosa significhi stare bene, in forma, fisicamente: essere tonici, energici, senza quei dolorini alla schiena o al ginocchio che ci rovinano la qualità della vita. Ma non tutti sappiamo cosa significhi essere in forma psicologicamente. La risposta è una sola: è legata a quanto riesci a gestire le tue emozioni. E a rimanere, nonostante tutto, ottimista e positivo.

I problemi, ahimè, capitano a tutti. Fanno parte della vita; soltanto i morti non me hanno (o forse ne hanno altri, chissà…). Ma quello che cambia da persona a persona, e che fa la differenza nella qualità della nostra vita, è il modo di affrontare i problemi.

Le persone pessimiste si lasciano trascinare a fondo dalle “tre P“. Pensano, cioè, che i loro problemi siano permanenti, pervasivi e personali. Ma vediamo meglio di che si tratta:

1) Permanenti – I problemi, gli ostacoli, gli intoppi vanno e vengono. Gli ottimisti lo capiscono e non ne fanno una tragedia. Invece i pessimisti pensano che siano permanenti. Che faranno per sempre parte della loro vita. Che non cesseranno mai. A volte se ne convincono talmente che i loro problemi diventano davvero eterni. Perché sono loro, con la loro negatività, a renderli eterni.

2) Pervasivi – Una parte della tua vita può essere problematica mentre un’altra può essere serena. Puoi andare male da una parte e bene da un’altra. Puoi avere grattacapi sul lavoro e una vita familiare idilliaca; oppure un lavoro che ti dà grandi soddisfazioni e avere altrettanto grandi dissidi con il partner o i figli. I pessimisti non vedono il bello della loro vita; vedono solo il brutto. Per loro il bicchiere è soltanto mezzo vuoto, mai mezzo pieno. E se hanno un problema, tutta la loro esistenza diventa problematica. Se si impegnano ad essere molto pessimisti possono farcela; perché trasportano il loro malumore, la loro energia negativa in tutto ciò che fanno. Risultato: tutto ciò che fanno andrà a rotoli.

3) Personali – Se fai una stupidaggine non è detto che tu sia stupido. Anche le persone intelligenti dicono e fanno sciocchezze, ogni tanto. Anche i geni. Perfino l’insigne filosofo Kant ha scritto idiozie; sosteneva, ad esempio, che la musica non fosse una vera e propria arte, e che anzi fosse una fastidiosa distrazione. Questo perché lui aveva in mente – anzi, nelle orecchie – soltanto le marcette militari. Il grande Kant ha detto fesserie; ma non per questo era un fesso. Vale anche per te. Puoi dire e fare cretinerie, ma non sei cretino. Puoi sbagliare, ma non sei sbagliato. Se invece prendi i tuoi errori personalmente, e pensi di essere i tuoi errori, ti senti cretino e sbagliato. Una “schifezza”, insomma.

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