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L’alimentazione moderna e la nostra salute

 

Intervento di Mara di Noia, autrice del libro Tutto il Resto è Soia, al convegno Alimentazione e Anima (Milano, 27 settembre 2015) organizzato da AnimaEventi.com

Mara di noia alimentazione moderna

 

Con la caduta dell’Impero Romano e l’arrivo dei popoli germanici, più dediti alla caccia, si è radicata l’idea di sfruttare regolarmente gli animali come fonte di cibo.

Con l’epoca moderna, la catena di montaggio è stata applicata all’allevamento animale, e i cittadini sono stati allontanati dal “luogo di sacrificio” delle bestie. Si determina quindi una distanza fra il nostro sguardo e l’uccisione dell’animale, cioè non si riesce più a vedere la relazione fra l’animale e ciò che troviamo disponibile come cibo.

La lontananza dai luoghi di allevamento ci impedisce di vedere che sono veri e propri luoghi di tortura, allontanandoci dalla responsabilità di ciò che abbiamo addomesticato.

Le galline sono rinchiuse e sfruttate in base a ritmi innaturali. I vitelli resi anemici, e le mucche da latte sottoposte a sfruttamento intensivo della loro capacità di produrre latte.

Inoltre gli animali sono imbottiti di farmaci per favorire la crescita ed evitare che un animale si ammali per causa dello stress.

Quando decidiamo di smettere di guardare, muore la domesticazione, cioè il rapporto con l’animale stesso.

Ciò che oggi avviene nelle strutture di allevamento non conosce precedenti storici.

Un’alimentazione a base vegetale non solo permette agli animali di non essere più trattati come macchine, ma aiuta anche dal punto di vista salutistico.

Per non parlare del fatto che le risorse necessarie a produrre carne sono di gran lunga più impegnative rispetto a quelle necessarie a produrre cibo vegetale.

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