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In silenzio senza cercare

Prenditi il tempo per rimanere in silenzio. Inizia sedendoti nel tuo spazio meditativo e fermando le parole. Ti accorgerai di non riuscire a fermare i pensieri. Non lo fare, non “devi” fermarli, ma puoi cogliere quella quiete che li sta osservando…

 

La mente cerca sempre. La mente indaga, analizza, giudica e cerca di capire, ma la mente filtra ciò che sei. Voglio dire, se guardi e ti cerchi e in mezzo c’è un filtro, come puoi vedere la verità?

Rimani in silenzio, raccolto, sereno. Prenditi il tempo per farlo, per rimanere in silenzio. Inizia sedendoti nel tuo spazio meditativo e fermando le parole. Ti accorgerai di non riuscire a fermare i pensieri. Non lo fare, non “devi” fermarli, ma puoi cogliere quella quiete che li sta osservando. “Io non sono quieto!” potresti pensare. Ed ecco un altro pensiero. Il silenzio non è in ciò che pensi, ma sullo sfondo di ciò che pensi. Adesso proverai a cercare questo sfondo, ma io ti dico: “non cercare”. Prova a stare seduto, rilassato, in tutta quiete, senza cercare. Apriti ad uno spazio di totale assenza di ricerca. Quando la ricerca si ferma, te ne accorgi: sei solo presenza. Non stai più indagando, nessuno dice più nulla. Sei presenza vuota, immobile e piena, piena di presenza. Realizza il non cercare e rimani con ciò che c’è. Potrebbe apparire un’impresa impossibile: “Non ci riesco!”, penserà la tua mente, ma tu rimani. “Devo rimanere!”, aggiungerà un altro pensiero, ma tu lascialo andare. Rimani senza fare nulla. Ti sembrerà di impazzire perché hai SEMPRE seguito il pensiero. Eppure puoi rimanere e scoprire che TU non stai pensando. Tu SEI. Rimani in silenzio, senza cercare nulla.

Alcune attività mentali sono sottili vibrazioni. Fluttuazioni impercettibili che mantengono attiva la superficie illusoria del pensiero. Esiste un corpo pensante: un’entità che ti riveste, ma che è solo una dimensione prodotta dai pensieri. Rimani in silenzio e non lottare contro le forme pensiero. Non lottare contro nessuno, sei venuto in pace e puoi rimanere nella pace. Lo strato di pensieri che ti riveste lentamente si calmerà e si aprirà una consapevolezza non pensante. Sei tu. Tu sei quel silenzio che non pensa. Quel silenzio che è già completo a cui non serve nulla, perché è perfetto già così.

Lo stare in silenzio, aprendosi al silenzio interiore, riassorbe il corpo pensante. Ricordati: non fare nulla, non è contrapporsi a qualcosa. Questo sarebbe un fare. Ciò che non fa nulla è sotto lo strato del corpo pensante. Nel tuo silenzio osserva questo corpo senza commentare. Ogni commento alimenta il corpo pensante. Osserva nel silenzio. Allora questo tuo silente stare inizia a riconoscere se stesso e ti risvegli alla consapevolezza che tu sei il silenzio sotto lo strato dei pensieri. Eri già silente. Eri già te. Il corpo pensante ti aveva attratto nel suo gioco, nel suo dramma, ma ora le porte si stanno riaprendo e puoi ritornare a ciò che sei.

Harihar Gunter Leone, dal libro La consapevolezza del Sé

 

 

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