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L’essere dentro il fare

Una mente attenta a quello che fa, a come lo fa, mentre lo fa è libera di creare consapevolezza e qualità di vita. Ogni forma di indolenza viene spazzata via quando vivi nella presenza. Sai cogliere nel movimento della vita la tua impronta. Scorgi nel fare il tuo essere, la tua qualità, il tuo stile, la tua competenza… Articolo di Simonetta Zoppo

 

Cos’è il fare? Hai mai osservato le tue azioni, in quale modo partecipi alla vita? Nel tuo dedicarti al fare, tu ci sei? Sei presente in ciò che fai? Quello che fai, lo fai perché ne senti il dovere, e quindi resti separata/o dal gesto, oppure respiri l’unità della mente con le mani? Che tipo di sentimenti ed emozioni vivi in quell’atto? In quale rapporto sei con le cose? Come ci stai?

Non è molto importante quello che facciamo, ma come lo facciamo. Se noi stiamo dentro l’azione, se siamo presenti, e se diamo un valore a ciò che stiamo facendo, qualunque cosa facciamo, anche la più umile, è sacra.

Allora il fare le cose quotidiane diventa un fatto fuori dall’ordinario. Perché? perché è uno scoprirti nell’atto, un modo di esplorati nel gesto, se ci sei, non ci sei, come ci sei, se ti piace ciò che fai o non ti piace. Scoprire la bellezza del tuo gesto e dell’oggetto che incontri nel tuo gesto. A quel punto cominci a vivere una vita significativa, consapevole, attenta e non di superficie, e  in quell’atto sei riconsegnata/o a te stessa/o.

Tuttavia, per riappropriarsi di sé, occorre essere nella presenza e in profondo ascolto dell’esistente. Occorre recuperare il rapporto con l’interno e il tuo modo di essere nel mondo. Altrimenti lasci che cada dalle tue mani il filo che li collega entrambi e con esso la gioia e la curiosità esplorativa e conoscitiva del sé e della realtà.

Occorre incontrare la vita attraverso l’agire consapevole privo di automatismi, e della routine in cui tu ti svuoti, e creare uno spazio intimo dove ritrovarti come risorsa e  valore. Tuttavia, per attuare questa rivoluzione, è importante che il tuo io ritorni a essere flessibile, morbido, permeabile e capace di esplorarsi, conoscersi, porsi domande, sperimentarsi ogni giorno in modo nuovo. In tal senso potrà crescere il suo entusiasmo per l’esistenza e sarà in grado di stabilire un contatto autentico con essa.

Si racconta che Gandhi obbligò sua moglie a pulire le latrine e che lei si rifiutò per il fatto che  quello era il ruolo della casta inferiore, quella degli intoccabili. Gandhi le disse che se si fosse rifiutata a svolgere quella mansione poteva andarsene dall’ashram in quello stesso momento. Il suo intento, seppur severo, non era solamente quello di insegnare alla moglie di mettersi al posto degli ultimi, ed essere da esempio a quelli che volevano mantenere con tutte le loro forze la rigida separazione del popolo indiano in caste, ma per insegnare che l’Anima non ha preferenze, ogni cosa è sacra all’Anima, se la si fa con amore, attenzione, consapevolezza e presenza.

Lasciarti penetrare profondamente da questo insegnamento, sarà occasione di vita nuova e l’acquisizione di uno spessore così forte, da irradiare nel mondo come luce di verità e interezza. Ma per raggiungere questo livello del tuo essere occorre avere una forte motivazione: l’amore per te stessa/o e per la conoscenza.

L’amore di sé è qualcosa che nasce da dentro quando non ci sono troppi rumori; in quello spazio sacro dove ci sei solo tu, nel silenzio che tu sei, nel tuo vero silenzio. È ricongiungerti a te stessa/o, saperti preziosa/o, comprendere che all’interno della creazione porti la tua unicità e che è importante. Ma se tu manchi a te stessa/o e superficializzi le azioni, vanifichi questa possibilità, e l’Universo possiede qualcosa in meno. Quindi è un atto di responsabilità non solo verso se stessi, ma nei confronti del Tutto, che attraverso di te evolve. Comprendi quanto siamo importanti? Quanta importanza hai, quanto valore hai, quanta ricchezza hai dentro?

Una mente attenta a quello che fa, a come lo fa, mentre lo fa è libera di creare consapevolezza e qualità di vita. Ogni forma di indolenza viene spazzata via quando vivi nella presenza. Sai cogliere nel movimento della vita la tua impronta. Scorgi nel fare il tuo essere, la tua qualità, il tuo stile, la tua competenza.

Quando sei presente sei dentro qualunque cosa, hai una mente sveglia, attenta, percettiva e meravigliosamente viva. Le tue mani diventano maestre nel toccare la materia e trasformarla in coscienza. Esse profumano di senso e libertà interiore; non cercano la perfezione del gesto, ma l’estro, l’attimo, la tua apertura mentale, la tua capacità intuitiva e ricettiva. Cercano l’alto, il dialogo con l’alto, che è il dialogo con l’Anima, e il tuo abbraccio inclusivo che annulla ogni separazione e si espande per contenere il mondo, che è il campo della tua rappresentazione.

Simonetta Zoppo

Autrice del libro La via Cristallina (Anima Edizioni)

 

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