O come Oblio

 

Nuova pillola della dott.ssa Erica F. Poli dedicata all’Alfabeto della Resilienza. In questa puntata ci occupiamo della lettera “O”.

 

O come Oblio. Oblio è una parola dimenticata, considerata quasi come qualcosa di deteriore.

Nell’antica Grecia, l’Oblio era una divinità. È la capacità di lasciar andare.

Non è scordare, ma lasciar cadere, lasciare che qualcosa si dissolva.

Sulla strada della resilienza è importante saper scegliere che cosa ricordare e che cosa dimenticare.

Il nostro cervello, per fortuna, sa dimenticare e, con i sogni, sa anche ripulire le memorie del giorno e quelle più lontane.

La capacità di lasciar andare quel che deve dissolversi fa sì che il passato non ci domini, ma sia al più una storia.

Insieme all’Oblio, ci vuole anche un po’ di Ozio, di vuoto.

Gli adulti più creativi hanno trascorso da bambini ore di Ozio, di vuoto, che è una dimensione capace di generare immaginazione e fantasia.

O come Ottimismo. E forse l’Ottimismo viene proprio da un po’ di Oblio e di Ozio.

 

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