Il bianco: significati e simbologia

Dalla fisica alla religione, dall’astrologia all’alchimia, il colore bianco racchiude in sé innumerevoli e antiche simbologie… Articolo di Armando Giovanni Valsania, estratto dal libro Carte Sonore (Anima Edizioni)

 

Che il bianco sia considerato la sintesi dei sette colori è cosa nota. Non vi è testo di Fisica che non riporti l’esperimento del prisma e del raggio di luce bianca, che nell’attraversarlo genera lo spettro iridato. Questo mi induce a pensare che il bianco sia votato ad assumere diversi significati, perché rappresenta l’unità da cui scaturisce la molteplicità. Significati a volte contrastanti, sotto il profilo simbolico e psicologico.

Il significato simbolico del bianco, comune a molti popoli, è correlato alla luce alla quale si associa la Creazione. Come si legge nella Genesi: “Dio allora ordinò, sia la luce! E luce fu” (Genesi 1,3). Queste sono le parole che testimoniano la nascita del mondo e della vita per mezzo della luce; lo spirito di Dio fatto uomo. E per i cristiani, “Gesù, luce del mondo” (Giovanni 8,12).

Se idealmente ci trasferiamo in Oriente per incontrare i Mistici, scopriamo che la Luce comunica al mondo un grande mistero, perché in essa dimora il seme della coscienza infinita presente in ogni uomo. È l’intelletto che racchiude in sé la luce. Quella massa luminosa che non nasce e non muore ma in perenne movimento si trasforma e si rinnova.

Tornando all’aspetto simbolico del bianco, è interessante notare che in Occidente è il colore della nascita e dell’albore, mentre in Oriente è il simbolo del lutto. Il motivo di tale dicotomia è da attribuirsi al diverso significato che la cultura orientale attesta al lutto e alla morte.

In Oriente la morte corporale non assume una valenza distruttiva perché è considerata il naturale passaggio a un’altra dimensione. Dimensione in cui tutto si trasforma in pura energia nella quale non si contempla la fisicità. In questo caso il bianco rappresenta simbolicamente la vera rinascita. Come l’intonsa veste bianca che testimonia l’inizio di una nuova vita. Allora non vi sarà mestizia per la perdita ma solo un’immensa gioia nel celebrare l’inizio del nuovo cammino.

Seppur nella religione cristiana l’ufficio del rito funebre preveda la vestizione dei neri paramenti, la Pasqua – intesa come la morte e la resurrezione del Cristo – si festeggia indossando i paramenti bianchi. È un gesto che manifesta visibilmente il trionfo dello spirito sulla morte. Laddove la risurrezione di Gesù resta la prova inconfutabile della promessa di una vita eterna. Qui il bianco rappresenta lo spirito che permea il corpo, che ora è presso Dio, e perdura oltre la morte corporale.

Anche l’associazione del bianco con la verginità è immediata. Bianco è il giglio simbolo della purezza, come bianca è la veste della virginea devota sposa, che si offre pura e si consacra al suo promesso sposo.

Altra cosa invece è associare il bianco alla Luna. L’astro che illumina la notte con i suoi freddi rai. Diafani e misteriosi come le dee leggendarie tinte di eburneo pallore, avvolte in candidi manti o vestite d’argentei veli fruscianti. Nelle fiabe e nelle leggende il bianco è l’icona di speciali creature che varcano la soglia tra il reale e l’immaginario. Archetipi come il bianco unicorno, i bradi cavalli bianchi, i conigli albini. Provenienti da Oriente o da Occidente, dalle regioni del nord o da quelle del sud, questi racconti – tramandati nei secoli – attestano che il bianco è simbolo di spiritualità, purezza, verginità.

Bianco è anche il colore del latte e delle perle che rappresentano entrambi il concetto della vita. Il latte perché è il nutrimento primario indispensabile per la crescita. La perla perché è un ornamento vivo di grande valore simbolico. Un prezioso monile che fin da tempi remoti adornava le teste di alto lignaggio.

Nella ruota della medicina degli Indiani d’America il bianco è il colore del Nord. È tradizionalmente associato all’immagine della mente quieta: la capacità di vedere le cose con salomonica calma e giusto distacco. Condizioni necessarie perché l’individuo sia meno vulnerabile e non si lasci rapire dal turbine delle emozioni passeggere. Chi ama il bianco e lo indossa percepisce che la sua mente temprata è meno reattiva. È addirittura in grado di metabolizzare che le sensazioni – seppur coinvolgenti – sono fenomeni che nascono e muoiono in un soffio di vento. L’astuzia sta nel piantare bene le radici e lasciare che il turbinio emotivo passi, come una folata di brezza mattutina che sfoga leggera e senza danno.

In astrologia il bianco è il colore della Luna. L’astro che governa il segno del Cancro: il segno femminile per eccellenza. Invece, nel simbolismo alchemico, il bianco corrisponde alla Calcinatio. Il processo di trasmutazione che, attraverso la combustione, produce cenere bianca. Questa fase del processo di trasmutazione chiamata Albedo può assumere due contrapposte simbologie. Da un lato le ceneri indicano dispersione, lutto e pentimento. Dall’altro racchiudono la ricchezza suprema dell’essenza, che è il fine stesso dell’Opera.

Sotto il profilo psicologico indossare il bianco indica che si è metaforicamente sopravvissuti al battesimo del fuoco. L’elemento che forgia e favorisce la connessione tra l’Io e la Psiche. Attraverso questa esperienza l’Io diventa consapevole del suo aspetto transpersonale, che nel trasmutarsi, perpetua la sua immortalità.

Armando Giovanni Valsania

Estratto dal libro Carte Sonore

 

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