Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

106. L’ANTIDOTO

Se hai a disposizione un anno: semina del riso!

Se hai a disposizione un decennio: pianta degli alberi!
Se hai a disposizione tutta una vita: fai accorgere le persone!

In questo momento di grandi rivoluzioni si può fare molto per sé e per gli altri: cominciamo con atti semplici di amorevole gentilezza e proseguiamo, viandante, con l’accuratezza dell’uso delle parole.
Come mi è già capitato di scrivere in molti casi, caro lettore, se poniamo attenzione potremmo scoprire non solo il significato nascosto dentro alleparole, ma attivarle in noi con il loro vero significato.

Stavo portando mia figlia a scuola e d’improvviso, come spesso accade, mi trovavo a riflettere sulla parola “Amore”. Nella mia testa comparve infatti questa parola scritta in questo modo: A-MORE. Continuando poi a elocubreggiare (ma infondo neanche tanto), mi salta subito dietro agli occhi la parola MORTE. All’improvviso mi arriva l’informazione che se si usa in un certo modo, la parola AMORE è un potentissimo codice di antidoto alla morte.
Infatti, applicare la lettera “a” davanti a qualcosa, serve a togliere ciò che segue: ne risulterà infatti una sorta di “anti-morte”. Tra l’altro la parola ANTI-DOTO ce lo preannuncia: la creazione di un “qualcosa che va contro”.
AMORE, seguendo questa logica, diviene A-MUORE, e ci dà in questo modo l’idea di qualcosa che è il contrario della morte… che non è vita, poiché vita è l’opposto di morte, mentre il contrario di morte è appunto “non-morte”, cioè “Amore”.

Continuando con questo “gioco da semaforo rosso” (nel senso che mi capita spesso di farlo durante il rosso dei semafori), mi capitò di fare la stessa cosa con la parola TUMORE, quindi TU-MUORE, cercandone il suo opposto e il suo contrario. Ne ho ricavato che l’opposto della parola “tu-more” potrebbe essere TU-VIVI, e il suo contrario diverrebbe “anti-tu-more”.

Se solo potessimo utilizzare da subito le parole in modo diverso, avremmo investito tutti in possibilità! E non nelle “impossibilità” che, invece, ci facciamo accadere usando la parole che appartengono al programma del già pre-stabilito, che ci induce a credere, dire e di conseguenza a vedere solo in un certo modo!

Viandante se vuoi investire a lungo termine, punta su ciò che occorre a stare bene: contamina con l’antidoto dell’A-MORE.

26/11/12
106. L'ANTIDOTO

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